Editoriale del direttore, la nascita del nuovo comune di Misiliscemi

E adesso che succede? Già, adesso che succede dopo lo sconcertante risultato del referendum per la nascita del nuovo comune di Misiliscemi ; dopo che una minoranza numerica diventata maggioranza giuridica ha “imposto” la nascita del nuovo comune? Dovranno prendere atto e adeguarsi conseguentemente tutti, a cominciare dei candidati sindaci di Trapani, di quella Trapani che rimarrebbe monca tra due anni. Forse anche la Regione Siciliana dovrebbe prendere atto e votare favorevolmente. Ammenochè……….; ammenochè, nel segreto dell’urna i deputati regionali, anche sulla base dello striminzito risultato e della sua lettura politica della quale abbiamo già scritto, non decidano diversamente. In fondo quello di domenica era un referendum consultivo. Vedremo nel futuro, ma intanto ci sono osservazioni da fare sul presente.

Una prima osservazione riguarda il famoso quorum. Trapani è, ancora una volta, alle prese con il quorum, come nel giugno dello scorso anno quando non fu raggiunto il quorum dei votanti, il fatidico  50% più uno degli aventi diritto. Quella volta, ma era nelle cose, era chiaro che quel numeretto magico mai sarebbe stato raggiunto. Se a giugno dello scorso anno le motivazioni per portare Savona allo scettro più alto di palazzo D’Alì erano tante, questa volta  per gli “apatici” trapanesi il problema Misiliscemi non esisteva. Ad aumentare questa apatia ci hanno pensato quasi tutti i candidati sindaci e tutti i candidati consiglieri, in particolare quelli delle frazioni interessate che si sono ben guardati dal dare indicazioni di voto  e neanche, irresponsabilmente, soffermati a guardare al futuro, alle conseguenze di una eventuale nascita del nuovo comune. Qualcuno di loro lo abbiamo visto festeggiare per la vittoria del SI, dovrebbe immediatamente ritirare la sua candidatura al consiglio comunale di Trapani! Forse non solo costui ma tutti quelli che abitano nelle frazioni e sono candidati al comune di Trapani. Già basta un candidato sindaco che abita a Valderice e che gira per comuni ad esercitare questa nuova professione di sindaco!

Un solo candidato sindaco, diamogli atto, da subito e da sempre si è schierato contro, si chiama Peppe Bologna e nel suo programma ha inserito “la grande città” , cioè unire Trapani a Paceco, Erice, Valderice, altro che scindere! Oggi ha le carte in regola per commentare. E gli altri? Bartolo Giglio, candidato della Lega, genericamente “condivide la rabbia dei misilesi manifestata domenica alle urne”. Ma i misilesi non hanno manifestato solo rabbia, hanno votato per abbandonare Trapani, riducendola ad una cittadina che supera di poco i cinquantamila abitanti, qualcosa in più di Mazara del Vallo.

C’è un candidato sindaco che è il gran favorito da certi sondaggi, nel suo programma spicca non la “Grande città” ma la “Città grande” che sembra un ossimoro. Visto il silenzio suo e delle decine di candidati delle sue  sette liste, tenuto prima e dopo questo referendum, forse dovrebbe cambiare quel punto del programma e chiamarlo “la cittadella grande”. Ma forse dovrebbe cambiare totalmente quel programma per le conseguenze, non solo di tipo economico, che ne deriverebbero.

Il comitato per il NO, nel prendere atto del risultato elogiando l’impegno e la caparbietà degli avversari, tiene a precisare che “è stato raggiunto il quorum elettorale del 50%+1 e non la maggiorana assoluta dei residenti in quelle zone” ( ci permettiamo di aggiungere che a nostro avviso il SI che ha vinto è minoranza ndr), poi pone un problema enorme di difficilissima soluzione. Dice il comitato, visto che si andrà alla formazione del nuovo comune :” come possano, a questo punto, ritenersi legittime elezioni amministrative ( quelle del 10 giugno a Trapani ndr) che comprendono un corpo elettorale deliberatamente estraneo? Con quale diritto gli elettori residenti a Misiliscemi possono determinare le scelte politico istituzionali del comune da cui hanno deciso di emanciparsi”? Un problema enorme che in altri contesti avrebbe forse richiesto il rinvio delle votazioni, ma siamo nella “strana” Trapani e ….ormai siamo prossimi al voto. Certo è che, a prescindere dal risultato, la nuova amministrazione avrà un problema enorme da superare.

A Misiliscemi continuano a festeggiare, sicuramente prendendo le distanze da qualche energumeno che, come ci è stato raccontato, al voto pensava di aggiungere la forza. Quella maggioranza-minoranza ne ha ben donde per farlo. Trapani invece continua ad essere sonnacchiosa, in fondo è un muro di gomma per tutto e su tutto. Poi però i suoi cittadini sono bravissimi a protestare. Poi………

Il Direttore

Aldo Virzì