Galluffo all’attacco: ” il capo del mascariamento è Giacomo Tranchida “

Diciamolo subito: dall’attesa conferenza stampa dell’avv. Vito Galluffo, candidato sindaco di Trapani, tutta innestata nella risposta al concorrente Giacomo Tranchida, non sono emersi fatti eclatanti che già non fossero noti. Quello che è emerso è la conferma di un clima: quello di questa assurda campagna elettorale a Trapani che qualcuno, ma soprattutto il “professionista sindaco”, come l’ha definito la Repubblica, ha alimentato con questo suo ormai insopportabile neologismo del “mascariamento” e delle minacce di denunzie a destra e manca, giornalisti compresi.

La risposta di Galluffo non si è fatta attendere. Ha definito Tranchida un “querelante seriale, ma anche un serio problema per la città di Trapani e per il suo futuro”. Dai giudizi ai fatti. Sono le tre inchieste che negli ultimi mesi hanno interessato il comune di Erice, la sua amministrazione, la sua classe politica. Riguarda fatti ed episodi che vanno dal 2015 ad oggi e che, stando alle dichiarazioni di Galluffo, “sono ancora attuali”; come dire: eventuali misfatti sarebbero ancora in essere.

Galluffo ha puntato la sua attenzione sulle tre indagini di cui si aveva conoscenza. Sono: quella famosissima sulla pista ciclabile, quella sugli appalti per la quale sono state sequestrate montagne di delibere e soprattutto l’elenco delle aziende che ne hanno goduto, infine la più recente,  “la più grave”, quella della presunta corruzione elettorale che vede imputate sei persone tra le quali una consigliera comunale. C’è  una quarta, l’ha tirata fuori stamani il giornale TP24 e che riguarda le assunzioni pilotate all’Aimeri ambiente (oggi Energetika ambiente) per il servizio di raccolta dei rifiuti. Indagine che vedrebbe coinvolti i comuni di Erice e Valderice, cioè, come ha tenuto a sottolineare più volte e per più occasioni, l’avv. Galluffo, i comuni dove Tranchida ha un ruolo di leardership e di protagonista.

Ed infatti, subito dopo si è chiesto interrogativamente: “chi sono i beneficiari di questi presunti reati?”. Qui ha aperto un capitolo che riguarda anche la magistratura, la Procura, per la quale si è sperticato in elogi per la correttezza e la capacità, sulla base anche delle sue conoscenze di avvocato, ma qualche interrogativo se lo è posto: “ C’è la necessità di fare al più presto chiarezza su quanto accaduto per evitare che possa avere conseguenze sulla città di Trapani a causa di gente non trapanese e per fatti che non riguardano questa città”. Insomma i nomi tenuti riservati di cui si è detto e scritto già in altre occasioni. “Riconquistare e restituire l’onore alla città e ai suoi abitanti”, dopo le vicende dello scorso anno ( Fazio & C), è stato un mantra che ha ripetuto più volte.

 

Nel suo lungo intervento non ha risparmiato nulla sul suo avversario politico. A cominciare dal “mascariamento”, dal neologismo del termine entrato nel vocabolario trapanese al sillogismo: “si è  recentemente scoperto che il capo del mascariamento in Sicilia era Antonello Montante, già presidente di Confindustria Sicilia, il suo sistema  consisteva nell’accusare gli altri per proteggere le sue malefatte ergendosi a paladino dell’antimafia. A Trapani – continua e accusa Galluffo – il capo del mascariamento è Giacomo Tranchida …………………” E su Tranchida svela qualche particolare emerso da carte giudiziarie delle quali è in possesso: Incontri, cene e brindisi con Luigi Manuguerra, oggi suo nemico, con il quale “aveva stilato un patto d’onore elettorale”.

Di un’indagine nata per altre persone da parte della Digos e che finì per coinvolgere Tranchida,” l’ispettore nel suo rapporto alla magistratura chiese di poter attivare le intercettazioni, quell’indagine l’indomani venne tolta alla polizia per passare ai carabinieri”. Affermazioni pesanti, anche troppo, che per sono finite in atti giudiziari. Come quella che “ha visto Tranchida a colloquio con un noto pericoloso pregiudicato” del quale non ha voluto fornire le generalità. E comunque ha chiarito che non è quel Pipitone che appare nelle foto di cui abbiamo già riferito anche noi, una delle quali è pubblicata oggi da TP 24, le altre vedono questo Pipitone a colloquio con la massima espressione amministrativa ericina.

L’ultimo episodio riguardante Tranchida è sulla presunta accusa che gli era stata fatta di drogarsi. I fatti, vecchi, sono noti, come pure l’accertata inconsistenza. Galluffo ha voluto ritornarci per chiarire che il suo ruolo in quella occasione fu di mettere in guardia Tranchida attraverso Gianni Di Malta delle dicerie che erano state messe ad arte sul suo conto. Insomma, una difesa. Risultato: Tranchida lo accusa di mascariamento e lo denunziò. Ovviamente Galluffo ne uscì indenne. Ma l’avvocato-candidato lo ha riproposto per testimoniare del clima nel quale Tranchida, non da ora, ha vissuto le sue stagioni elettorali.

Questa la sintesi della conferenza stampa alla quale si possono aggiungere giudizi politici sulle capacità di Tranchida, ma anche della sua “professione Sindaco” che “ ha mai lavorato”, paragonandolo alla sua attività di avvocato che riceve i clienti nello studio e non “nella notte in modo assolutamente riservato come ha fatto qualcuno”.

Poi c’è stata la parte politica del suo programma, anche questa già nota e scontata visto che siamo in campagna elettorale.

In conclusione ci aspettiamo la risposta di Tranchida. Vogliamo qui riprendere quanto abbiamo scritto venerdì: “un’ultima annotazione e un augurio: Trapani viene da una situazione e da fatti non proprio edificanti che dopo quella mancata elezione del Sindaco nel giugno scorso sono costate il commissariamento. Non è il caso che certi metodi abbiano ad investire la città capoluogo. I “mascariamenti” non le  possono appartenere.

ALDO VIRZI’