Editoriale del Direttore: BUON VOTO A TUTTI !

Ancora poche ore e la più incredibile e, scusate, squallida campagna elettorale per l’elezione di un Sindaco e del Consiglio Comunale, cioè di chi ci dovrebbe  (il condizionale è d’obbligo ndr) governare si conclude. Almeno ufficialmente. Siamo abbastanza vecchi per sapere che in queste 24 ore ci sarà chi lavorerà ancor più alacramente e “segretamente” per accordi, accordicchi e via discorrendo. Appunto nello squallore!

E’ stata una campagna elettorale all’insegna del “mascariamento”, questo neologismo l’ha fatta da padrone e l’ha condizionata sino alla fine, sino a ieri. Con le sue esternazioni chi questo termine ha messo in campo e ne è stato il principale protagonista, cioè il candidato Giacomo Tranchida, ha condizionato il “dibattito”, tutta la campagna elettorale. Poco, pochissimo, si è sentito di programmi veri, non soltanto di quelli faraonici e impossibili; molto, moltissimo, si è sentito di querele, diffide, “a questo non concedo l’onore del confronto” e via minacciando. Anche i giornalisti hanno avuto la loro parte, non tutti; c’è sempre chi di questo mestiere ha un’idea “particolare”.

Il giornalista, ci hanno insegnato, è il cane da guardia del potere, secondo qualcuno, pochi per la verità, una minoranza, il giornalista deve prima di ogni altra cosa pensare a se stesso. E lì, ognuno di quelli che ci legge, può aggiungerci quello che vuole.

Certo non era riferito a questa minoranza l’invito al nostro ordine professionale di vigilare perché disturbavamo il manovratore. L’ordine, ma anche l’assostampa siciliana e trapanese sono intervenuti, ma, giustamente, per difenderci e invitarci a continuare a fare il nostro dovere. Non tutti i cosiddetti mezzi di comunicazione hanno sentito il dovere di pubblicare l’invito dell’ordine e del nostro sindacato. Eppure è stato un fatto di una gravità eccezionale, forse unico: quell’invito a metterci in riga veniva da una fonte istituzionale e cofirmata da chi da oltre 25 anni esercita la professione di sindaco e si appresta, forse, a continuare.

Mascariamento e rifiuti: è stato l’altro argomento principe di questa campagna elettorale. La spazzatura di oggi, non quella del futuro, qualcuno ci ha speculato abbondantemente. Certo la società incaricata della raccolta dei rifiuti ha dimostrato tutta la sua incapacità, da palazzo d’Alì non sono venuti i suggerimenti necessari, ma noi trapanesi abbiamo fatto il nostro dovere? Tenersi in casa per due giorni i rifiuti, almeno quelli indifferenziati, non sarebbe stato un dramma soprattutto se abbiamo a cuore la città. Invece…! Da aggiungere che mezza Sicilia, magari con motivazioni diverse, si trova nella stessa situazione. Dalla politica doveva arrivare la giusta critica, ma anche “non aizzare la folla”. Il cronista è andato indietro nei ricordi ad un inverno con un ex primo cittadino che dopo aver aizzato la città contro gli amministratori, argomento tasse, se la godeva nel vedere il suo successore attorniato da facinorosi. Ieri, oggi!!

Ecco, questa è stata la campagna elettorale. Non per tutti, certamente, qualcuno ha preferito recitare un ruolo minore, pur essendo forza maggiore. Qui entriamo più specificatamente nella politica, nel ruolo dei partiti. Non ripercorriamo tutta la fase che ha preceduto la formazione delle liste, è cosa nota. E’ utile ricordare da dove siamo venuti, da un anno di commissariamento causato da un signore che ha utilizzato tutti i mezzucci che leggi e regolamenti gli concedevano per far saltare l’elezione di un sindaco. Tra i sostenitori “occulti” di questo signore c’era anche chi oggi ha molte probabilità di sedere sullo scranno più alto di Palazzo D’Alì. Anche questa è una delle squallide anomalie di questa campagna elettorale!

Una campagna elettorale nella quale i partiti hanno avuto un ruolo marginale, qualcuno addirittura è stato costretto a nascondersi sotto mentite spoglie. Il nuovo padrone ha emanato precise disposizioni e tutti hanno obbedito. Il nuovo padrone, uno che ha “utilizzato” quel simbolo – un simbolo che significava sinistra, democrazia – per poter esercitare la sua nuova professione, ha fatto di più, ha fatto l’accordo con la destra più estrema, quella del passato. “Non c’è più destra e sinistra” è stato lo slogan in linea con quanto viene gridato da più parti nel Paese. Dopo il quattro marzo però ci sono stati molti pentimenti, ma non a Trapani. In fondo è questa città il muro di gomma, lo scriviamo e lo sosteniamo da decenni!

Trapani, già Trapani, questa città che si sta affidando a nuovi padroni, che non è stata capace di esprimere una sua classe dirigenziale e che si è affidata ad uno “straniero”, quello stesso che il giorno prima l’ha invitata a riscattarsi e a “non delegare a nessuno” ma che già all’indomani aveva affisso i manifesti con l’invito  a farsi delegare. In fondo c’è una continuità: per 10 anni la città si è fatta abbindolare da chi predicava di non essere un politico ma che faceva il sindaco prima e poi il deputato per amore della città. Il suo vero amore, se stiamo alle accuse dei magistrati di Trapani e Palermo, era quello del potere e dei soldi.

Da trapanesi auguriamo tanta fortuna a questa città, ne ha bisogno. Speriamo solo di non dover rimpiangere  l’inadeguatezza, ma la signorilià e l’onesta del sindaco-generale e il contributo, per forza di cose parziale, del commissario Messineo.

Auguri Trapani. Buon voto

 

Aldo Virzì