TRANCHIDA RECORDMAN SINDACO DI TRAPANI

Trapani dopo un anno di commissariamento ha finalmente un Sindaco, si chiama Giacomo Tranchida, grande esperienza amministrativa, un vero professionista. Auguri per la nostra città ! A prescindere dai giudizi la città ha bisogno di avere un Sindaco, una giunta, 24 consiglieri che “vigilino” sull’amministrazione, sappiano spronarla al momento opportuno. Auguri al Sindaco Tranchida, auguri e buon lavoro. Spetta a Lui, come promesso durante la campagna elettorale, saper rilanciare questa città verso obiettivi migliori.

Il risultato elettorale che riguarda Tranchida non sorprende, era nelle cose, forse non nelle dimensioni, il settanta per cento, che per la nostra città è un record. D’altra parte Tranchida è  un professionista  che ha capito presto come funzionano i meccanismi elettorali, ha sicuramente la ”fisic”, sa sicuramente bucare lo schermo e lui, da anni, dietro lo schermo c’è andato più volte. Chapeau!  “C’è il vento”, ripeteva Tranchida durante i suoi incontri con la stampa. Si c’era il vento soffiato da 170 candidati consiglieri comunali, ognuno con la sua storia, la sua provenienza diversa. Un’armata. Si un’armata Brancaleone, una vera marmellata che Tranchida sapientemente, con la furbizia del professionista, ha saputo mettere in campo. Non era interessato ad una visione politica, un progetto culturale. Unico interesse, come si addice ai professionisti, era quello di vincere. Vincere Lui, sedersi sullo scranno più nobile di Palazzo D’Alì. Dei 169 che si sono spesi in questa campagna elettorale all’insegna più del voto al sindaco che al loro,  quelli che saliranno a palazzo Cavarretta saranno una quindicina, gli altri al massimo potranno essere gratificati da un grazie. Le elezioni riservano queste gioie e queste amarezze.

Non sarà possibile alcuna analisi politica sul voto a Tranchida. Le sue liste erano infarcite di personaggi indefinibili per la maggioranza, altri provenienti dalla destra, anche la più estrema, altri ancora dal centro. E il centro sinistra da cui Tranchida proviene?. Certo c’erano anche loro. Alcuni confusi in alcune liste, altri in una lista Demos che, di fatto, era una lista del PD nascosta. Nascosta, obbedendo ad un diktat voluto dallo stesso Tranchida. Però, se guardiamo al dato generale del voto in Sicilia con la pesantissima sconfitta a Catania di Bianco e quella altrettanto pesante di Accorinti e del candidato del PD a Messina, ma anche a Ragusa, si può tranquillamente affermare che in Sicilia, a Trapani,  la destra ha vinto.

Risultati deludenti, e anche oltre, per gli altri quattro concorrenti. In questa speciale classifica al secondo posto si è classificato l’avv. Vito Galluffo che sfiora il quindici per cento e, soprattutto, “vince” il 24esimo scranno dell’aula consiliare. Nell’immaginario collettivo, forse, per continuare a suon di denunce e querele lo scontro con Tranchida. Delusione forte per il candidato di cinque stelle, il vero sconfitto di queste elezioni. Il vento romano a Trapani non è arrivato, neanche un alito. Mazzonello, scelto, forse imposto, tra malumori all’interno del movimento, è una persona gentile ma è apparsa subito debole. Speravano in una presenza del ministro Di Maio, se non altro per motivi affettivi; così non è stato.

Speravano qualcosa in più sia Bartolo Giglio che Peppe Bologna, erano due outsiders coscienti di recitare un ruolo secondario. Forse, per lo sforzo fatto, meritava qualcosa in più Peppe Bologna al quale va dato il merito di avere fatto l’unico programma costruito con la realtà sociale della città e di avere svolto una campagna elettorale sul merito. Ha messo in piedi una lista, Scirocco, memore dell’impresa televisiva di cui era stato protagonista. Era il passato, i giovani non l’hanno conosciuto, i meno giovani l’hanno dimenticata.

Adesso tocca a Tranchida. Da domani dovrà misurarsi con una città che non è Erice, meno che mai Valderice,con la città capoluogo. Ci sono le urgenze immediate, a cominciare dai rifiuti, ma non solo. Ci sono le urgenze di prospettiva, a cominciare dalla possibile nascita dal comune di Misiliscemi che toglierebbe a Trapani circa 10mila abitanti e risorse finanziarie per milioni. Tranchida è sempre stato un “nemico” della grande città, ma non entrerà certo in conflitto con Erice o con Paceco. Trapani, se perde Misiliscemi rischia di rimanere non una città, ma una cittadina, per la gioia degli “amici” marsalesi. E’ una scelta dei trapanesi che sono andati alle urne. Non sono stati tanti, neanche il 60%,  un dato simile a quello dello scorso anno ma con una situazione diversa e più favorevole. Forse quel 40% che ha disertato le urne era disgustato da come è andata avanti questa campagna elettorale.

Trapani ha comunque scelto. Ha scelto ancora una volta di delegare, farsi “comandare”. Ha scelto di essere governata da uno “straniero”, quello stesso che il giorno prima di annunciare la sua candidatura aveva invitato noi trapanesi, in un messaggio che rimane scritto sulla pietra dei social, a riappropriarci del nostro orgoglio, di non delegare. Auguri Sindaco Tranchida, auguri Trapani.

Aldo Virzì