Trapani, anche per il Consiglio decide Tranchida.

Una premessa: per motivi professionali, duplici, ma anche per passione, frequento i consigli comunali da oltre cinquanta anni e credevo di aver visto di tutto, anche gli aspetti , con protagonisti non certo “eccellenti”. Ma sempre avevo visto consigli comunali, anche quelli della prima repubblica e delle vecchie formule, dove i consiglieri cercavano di dare al loro consesso dignità e autonomia.

Siccome non si finisce mai di apprendere, leggendo una intervista ad altro giornale del neo sindaco di Trapani apprendo altre novità: ci sono casi nei quali  il consiglio comunale non decide nulla; al suo posto  decide il Sindaco sulla base di un accordo “stilato” ( forse ndr) prima della campagna elettorale. Alla faccia dell’autonomia del consiglio, sarà infatti Giacomo Tranchida a designare il Presidente del Consiglio, ai 24 “eletti” non resta che obbedire e mettere sulla scheda il nome del prescelto dal grande capo. E la democrazia? Forse una parolaccia! D’altra parte se si sceglie di stare con la destra più estrema che la città conosce perché meravigliarsi!

La destra più estrema plaude al novello “conducator” bravissimo a far pulire finalmente le strade con una pulizia straordinaria sicuramente necessaria, anche se probabilmente costosa, far tornare i cassonetti con la ritrovata sinergia con i capi della “Trapani servizi” diventati operosi al massimo dopo mesi nei quali la stessa attività non si era riscontrata. A chi organizza l’attività ci permettiamo di suggerire che non esistono solo le strade centrali, ma anche le traverse che si incrociano. Faccio l’esempio della Via Virgilio con le tante traverse che da mesi non vedono un netturbino, neanche in questi giorni nei quali si sta provvedendo a rendere decorosa una delle strade di accesso alla città. Il Sindaco ha fatto bene, plaudiamo, ma siamo anche coscienti che ha fatto il suo dovere di Sindaco che è diverso, totalmente, da quello del commissario che è stato “regalato”, non ci stancheremo mai di ripeterlo, alla città dagli stessi che sono saliti con fervore sul carro di Tranchida e che pertanto portano tutta la responsabilità di un anno di amministrazione commissariale.

Vedremo nel proseguo come si normalizzerà il sistema della raccolta della spazzatura. Ma l’intervista del Sindaco Tranchida è interessante per tante altre cose che ha detto. A cominciare dalla risposta su Erice e sull’indagine in corso; Tranchida ha scaricato esclusivamente sull’assessore e sul dirigente ogni eventuale responsabilità. Giusto. Ma non c’è solo la responsabilità giuridica che è dei singoli e che dovranno vedersela con la magistratura. C’è anche una responsabilità politica su quanto, forse ( il forse è necessario ndr), avveniva attorno al Sindaco di Erice del tempo. Tranchida è un navigato politico, queste cose le conosce bene, anche se cerca di ignorarle. Comunque vedremo il seguito.

Su porto, aeroporto, sulla crisi alla Liberty lines il capo dell’amministrazione cittadina non può stare a guardare o affidarsi alle sole capacità – ampiamente riconosciute – del Prefetto. Lo dice la storia del nostro Paese. Certo che non è un sindacalista, ma ha il dovere “politico” di aprire subito un dialogo con i sindacati e non solo, cercare una strategia comune sul che fare. Qualcuno in anni lontani riteneva che il sindacato non servisse più, era solo un ostacolo. E giù il successo! Successo effimero. Oggi il giudizio del Paese su quel signore è ben noto a tutti.

Un ultima osservazione che è una domanda: quali sono i motivi che a distanza di settimane impediscono ancora a Tranchida di nominare i due assessori secondo le regole che lui stesso aveva annunciato in campagna elettorale: “ nei primi due anni gli assessori non saranno politici, ma persone di mia fiducia”? Aspettiamo fiduciosi.

Aldo Virzì