Immortalare Trapani con una macchina fotografica di fine ‘800

Ai più moderni cellulari e agli smartphone di ultima generazione, ad una reflex Alessandro Dioguardi e Mimmo Cangemi, due giovani ragazzi trapanesi, preferiscono le antiche macchine fotografiche, per riscoprire attraverso queste il fascino delle fotografie di una volta. In questi giorni in tanti li avranno visti in giro per le vie del centro storico di Trapani con una macchina fotografica di fine ‘800.

Proprio quelle macchine fotografiche al cui interno è presente una camera oscura che consente di sviluppare istantaneamente le foto. “Abbiamo fotografato gli scorci della città – dicono ora Alessandro e Mimmo -richiamando l’attenzione di tantissimi turisti che, incuriositi, hanno assistito all’ intero processo fotografico.

Dallo scatto, allo sviluppo istantaneo. Immaginate la meraviglia che si leggeva nei loro volti vedendo con i propri occhi l’immagine che appariva all’ interno della macchina stessa a partire da un foglio bianco”.

Ciò che porta Alessandro Dioguardi (29 anni) e Mimmo Cangemi (32 anni) a questa antica arte della fotografia come sottolineano loro stessi “essenzialmente è perché amiamo scoprire e studiare le antiche tecniche fotografiche, senza le quali oggi non avremmo le moderne fotografie su carta e perché no quelle scattate direttamente con gli ormai attuali smartphone. La nostra intenzione è quella di far conoscere a quanta più gente possibile queste antiche tecniche fotografiche ormai in disuso.

Anzi ci piacerebbe creare eventi a scopo divulgativo lavorare in strada e scattare proprio come si faceva una volta”. La macchina che utilizzano i due ragazzi è una macchina fotografica si chiama “minutera” (proprio perché consentiva di fare foto al minuto) ed è di origine spagnola.