MEDITERRANEO DI PACE: LA RICHIESTA DELLA TAVOLA MULTIETNICA

La nave “Diciotti”  della Guardia Costiera ha colpito ancora, positivamente. A “bordo” nessun migrante ma la parte maggioritaria della Città di Trapani che la sera del 2 settembre si riverserà lungo il Corso Vittorio Emanuele per partecipare alla “tavolata multietnica”. Tavolata? Si, il corso principale della città sarà infatti “addobbato” di tavoli colmi di quel cibo, il cuscus, che non è soltanto quel prelibato cibo che nasce nelle coste del continente africano ma che è stato asportato e trasportato nei nostri territori, diventando un po’ il simbolo di quella mescolanza di pace tra due continenti: “ il cibo che unisce i popoli”. Almeno nella volontà.

Nave “Diciotti” e cuscus; attorno a questi due simboli (anche la nave Diciotti è diventato un simbolo) è nata l’idea della manifestazione che oggi è stata illustrata in una conferenza stampa nei giardini della Lega Navale, pochi metri da quel mare che per questa città è l’elemento stesso del suo vissuto di ieri e di domani. Un mare ed una città che accoglie, accoglie turisti, ma anche migranti. Li ha accolti, erano 67, il 12 luglio; erano a bordo della “Diciotti”, ostaggio da alcuni giorni del Ministro (?!) Salvini. Quel giorno una cinquantina di trapanesi, i più sensibili, affollarono il molo di Ronciglio con le loro magliette rosse per protestare contro questo ennesimo episodio di razzismo di stato, ma anche per portare la loro solidarietà alle vittime di questa barbarie. Al molo  a dare solidarietà c’erano anche il Sindaco Tranchida, i rappresentanti dell’Anpi e di altre associazioni. Tra le magliette rosse Maria Pia Erice, Valentina Villabuona e Marco Rizzo, ormai noto in tutto il Paese per i suoi libri, i suoi fumetti di impegno sociale, tre giovani con un trascorso democratico, sia pure con percorsi diversi. Sono stati loro a rivedersi anche dopo e decidere di continuare nell’opera di sensibilizzazione attorno alla questione migranti. Dalle loro discussioni è nata, anche sull’esempio di quanto era stato fatto a Milano, l’idea della “tavolata multietnica” con il motivo pratico, il cibo, conducente, che non poteva che essere il cuscus. Siamo a Trapani e tutti ne conosciamo storia e significato, sopratutto se ci proiettiamo alla vicina Tunisi.

Prima di lanciarsi in questa “avventura” hanno parlato con l’istituzione, il comune, trovando pieno accoglimento nel Sindaco Tranchida che, ricordandosi dalla sua storia politica di provenienza e, forse, emendarsi da certe amicizie elettorali, ha entusiasticamente aderito. Tranchida ed il vice sindaco Abbruscato hanno presenziato alla conferenza stampa, il primo cittadino ha anticipato l’idea di   posare sotto il mare un monumento “al bambino mai nato” dedicato alle donne  violentate. Poi l’appello alla città, alle associazioni democratiche, che ha trovato adesioni in numero incredibile, adesioni che ancora oggi sono continuate ad arrivare. C’è la chiesa nella sua più alta espressione, ma ci sono le scuole, alberghiero e magistrale, sindacati (solo la Cgil), l’ANPI, la Rete degli studenti. Un elenco lunghissimo che porta con se un significato profondo: c’è anche una Trapani aperta, multiculturale, antirazzista che non teme ma auspica le contaminazioni.

Questa Trapani si vedrà la sera di domenica per una agorà di pace assaggiando  quel cibo, il cuscus, (gratuito sino all’esaurimento di quanto ristoranti e associazioni metteranno a disposizione ndr) che ci invita ad abbandonare l’indifferenza  e che la condivisione di momenti di socialità è utile strumento per replicare all’ignoranza, all’intolleranza, alla paura del diverso.

 

Aldo Virzì