Segretario del Pd: “Ero a conoscenza della volontà di Domenico Venuti”

Di seguito il comunicato integrale di Marco Campagna segretario provinciale del PD a Trapani.
Ero a conoscenza della volontà di Domenico Venuti di dimettersi da membro della Segreteria Regionale e Commissario del Circolo di Marsala, con dispiacere ma certamente non con stupore, le preoccupazioni di Venuti sono fondate e condivisibili.   
Il senso di smarrimento e delusione per non dire altro e’ molto comune tra la base e i tanti elettori del pd. Non mi stupisce. Le decisioni prese in assemblea nazionale non le ho condivise ero per un congresso in breve tempo, senza rinvii.
Solo attraverso un congresso vero di “profondità ” ci si può confrontare e capire cosa dobbiamo essere e il cammino da intraprendere. La scelta di rimandare il congresso ha creato una paralisi all’interno del partito, tale da rendere impossibile l’attività politica nei territori, tutto ciò in un momento così difficile,  e dove da Trapani, a Catania, a Milano si susseguono le iniziative dei cittadini che invece hanno voglia di creare un’opposizione e un’alternativa nei territorio a questo governo che rappresenta la destra più becera.
E propio per questo e per senso di responsabilità nei confronti della nostra comunità, abbiamo continuato a lavorare, affrontando temi delicati come l’arrivo della Diciotti a Trapani, siamo stati presenti a Birgi e ci siamo impegnati contro il ridimensionamento dell’Ospedale di Castelvetrano. 
È evidente però che così non si può andare avanti e non lo si può fare nel rispetto dei nostri iscritti ed elettori, tuttavia, convinti del momento delicato e della generosità che ci vuole per venirne fuori, lavoriamo perché ci sia un nuovo inizio per una nuova sinistra, con una più marcata radicalita’ di innovazione, che smetta di rimpiangere un passato che non tornerà e si preoccupi di portare in questo tempo i suoi valori. 
Insomma, per chi crede che la battaglia per una società più giusta non possa essere separata da quella per uno stato che garantisca i diritti di tutti, e prima di tutti quelli delle minoranze, c’è ancora speranza. Continueremo nel nostro operato, anche sperimentando nuove strade, immaginando nuove forme di partecipazione convinti che la sfida oggi sia tra sovranisti ed europeisti e che si debba ripartire da un serio confronto, aperto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro paese.