LE INTIMIDAZIONI NON FERMANO IL CONSIGLIO COMUNALE, PASSANO LE MOZIONI ANTIFASCISTA E CONTRO SALVINI

C’è una Trapani democratica. Lo è tra i cittadini, come si è visto per la manifestazione sul “Mediterraneo di pace”; c’è una Trapani democratica e antifascista anche all’interno delle istituzioni. La riprova: il consiglio comunale che approva, sia pure con una stretta maggioranza, la mozione presentata dalle due consigliere di cinquestelle, ma sottoscritta da altri consiglieri di altri schieramenti, che impegna l’amministrazione comunale a concedere il suolo pubblico solo se la domanda viene corredata da una dichiarazione di accettazione dei principi antifascisti e antinazisti, principi sanciti dalla Costituzione italiana. A seguire è stata anche approvata una mozione di censura nei confronti del ministro Salvini.

Non era scontato, e il dibattito ha evidenziato le spaccature che esistono all’interno di una compagine di maggioranza uscita dalle elezioni con numeri spropositati, una maggioranza raccogliticcia all’insegna solo del programma di vittoria. Non era scontato il risultato e lo si è percepito subito allorchè in aula si è notata l’assenza del Sindaco Tranchida. Questa sera si parlava seriamente di politica, di fascismo e antifascismo e, come ha detto un consigliere, “ognuno si deve assumere le sue responsabilità”.

Qualcuno ha disertato, altri hanno votato contro, ma 12 consiglieri comunali non si sono lasciati intimidire dalle minacce  degli esponenti della destra Rallo e Bica di denunzie per attentato alle libertà. Minacce respinte al mittente dai democratici e dall’Anpi che, insieme ad alcuni esponenti del PD con in testa il segretario provinciale Marco Campagna, della CGIL con il segretario generale Cutrona, hanno formato un presidio di democrazia che ha assistito ai lavori dalla balconata riservata al pubblico. La cronaca del dibattito è stata ovviamente incentrata sul significato stesso della mozione; tra gli interventi si sono distinti la cinquestelle Cavallino e, soprattutto, il consigliere Dario Safina che ha fatto un excursus storico e politico estremamente lucido, ascoltato nel silenzio di tutta l’aula. Ma hanno parlato in tanti a favore, ribadendo come la dichiarazione non mettesse il bavaglio alla liberta d’espressione se non per quello che riguarda fascismo e nazismo cancellati dalla Resistenza non solo dalla storia ma anche dalle leggi.

I contrari: si sono chiarati antifascisti a parole, ma poi hanno ripreso il refrain delle libertà che sarebbero violate. Hanno anche cercato di bloccare i lavori richiedendo un preventivo parere di legittimità al Segretario Scalisi che debuttava per la prima volta nel suo nuovo incarico. Inutile addentrarsi su questa parentesi di dibattito, il parere del Segretario, per fortuna, non c’è stato – lui stesso ha detto di sentirsi impreparato e che avrebbe dovuto studiare; il voto contrario alla richiesta ha stroncato sul nascere questo tentativo di ostruzionismo.

Quindi il voto, preceduto dalle consuete dichiarazioni di voto. Quì, in parte inaspettato, si è assistito al colpo di scena del Presidente del Consiglio Giuseppe Guaiana che ha voluto prendere la parola per anticipare che avrebbe votato contro la mozione con le motivazioni più dure tra quelle udite in aula. Per Guaiana si è trattato di una mozione “poco corretta sul piano politico, e strumentale” e, se non bastasse, per rincarare la dose ha aggiunto che si tratta di una “mozione che apparentemente è contraria all’ideologia fascista, ma che usa gli stessi metodi”.

Dietro le quinte, ai giornalisti che chiedevano una spiegazione visto che presiede una maggioranza che la pensa diversamente, ha spiegato: “ io ho votato per coerenza con le mie idee, non dimenticate che sul palco a farsi fotografare con me e Tranchida durante la campagna elettorale c’erano Rallo e Bica che lo sostenevano!!!!!!!!!!!”.

Anche questo, forse, spiega l’assenza del Sindaco Tranchida dall’aula. E certo vorrà dire qualcosa il voto a favore del parere sulla pregiudiziale di legittimità del consigliere Toscano, fratello della sindaca di Erice, come della consigliera Spada, moglie di quello Spagnolo consigliere comunale a Erice e fedelissimo della sindaca Toscano, e Daidone; tutti  dati come esponenti vicini al Pd, anche se non tesserati, e comunque eletti tra le fila dei sostenitori di Tranchida.

Ci saranno ripercussioni ? Sicuramente no, il potere fa passare in secondo piano le divisioni, anche se quelle di questa sera non erano normale amministrazione ma lo spartiacque tra fascismo e antifascismo.

Era politica vera anche la mozione contro il ministro dell’interno Salvini. Qui cinquestelle e sinistra si sono divisi perché i grillini volevano allargare il campo a tutti coloro che esprimono concetti non democratici, per non dire razzisti, contro gli immigrati. Era un chiaro tentativo per gettare ombre su altri e buttare nebbia sulla posizione di Salvini. Non ci sono riusciti. La maggioranza ha tenuto duro e la mozione è stata approvata con le astensioni delle due grilline, del Presidente Guaiana e dei consiglieri Garuccio e Daidone. Undici i voti a favore, tutti dai banchi di sinistra.

Dopo Erice, anche il consiglio comunale di Trapani si allinea a quanto sta accadendo nei comuni italiani con l’approvazione di mozioni, in qualche caso di delibere di giunta, che “impongono”, il rispetto della Costituzione. Sembra che qualche altro comune della Provincia possa dare seguito alla richiesta fatta dall’ANPI di approvare simili mozioni. Insomma, c’è anche in questo territorio qualche risveglio di democrazia e di politica. Non male.

Aldo Virzì