ESPOSTO DEL SINDACATO “SOGGETTO GIURIDICO” CONTRO L’AZIENDA TRASPORTI ATM

Come era nelle previsioni e come avevamo preannunciato in un precedente articolo, finisce a carte bollate la “querelle” tra il sindacato “Soggetto Giuridico” e la Direzione dell’ATM, la municipalizzata  che gestisce il servizio per il trasporto urbano a Trapani. E’ il sindacato a muoversi sul piano strettamente legale; lo fa con un esposto alla Procura della Repubblica che, per conoscenza, ha inviato anche al Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e a tutti i dipendenti dell’ATM.

La vertenza è nota, iniziata con uno scambio di note tra sindacato e direzione sul trasporto scolastico nelle frazioni con i mezzi pubblici dell’ATM.

Il sindacato sosteneva che quei mezzi non erano idonei e non rispondevano alle norme di legge, la risposta dell’amministratore della partecipata comunale –  indiscrezioni non confermate parlano anche di un assenso del Sindaco – rispondeva che tutto era ed è in regola accompagnando tale affermazione con varie norme e, soprattutto, sostenendo che quel servizio non è di scuolabus, ma di intensificazione scolastica. Da parte sindacale si insisteva anche sul problema della responsabilità che, in caso di incidenti, verrebbe addossata agli autisti.

Altre lettere, altre piccate risposte da ambo le parti, fino alla minaccia del sindacato di ricorrere alla magistratura per dirimere la vertenza. Ma prima il sindacato ha fatto altro: ha scritto alla Motorizzazione civile, ha raccontato i fatti con dovizia di particolari per avere un parere definitivo dell’organo tecnico preposto. Parere che è arrivato in data 10 ottobre e che, stando a quanto sostenuto dal sindacato, conforterebbe la sua tesi, insomma, i timori del sindacato avrebbero ragion d’essere. Così, forte del parere, il rappresentante legale di “soggetto giuridico” ha fatto partire l’esposto per la Procura della Repubblica allegando, ovviamente, il parere della Motorizzazione.

In questo botta e risposta adesso tocca alla dirigenza dell’ATM la prossima mossa…….se deciderà di farla. Altrimenti aspetteremo che siano i magistrati a decidere.

Aldo Virzì