Nicola Bandi dell’ “Osteria il Moro” vola a Milano per una fusion culinaria siculo-campana

La Sicilia “caput mundi” del cibo e dell’arte culinaria incontra la Campania in una fusion contemporanea di cibo, ma soprattutto di arte.

Metti un Siciliano ed un Campano alla conquista di Milano per una sera ed otterrai una fusione perfetta dell’esperienza culinaria delle due regioni. Nicola Bandi (il siciliano, ndr) e Giorgio Caruso (il campano, ndr) chef illustri di un amalgama speciale culminata da una serata, tenutasi al ristorante Lievità di Milano di proprietà del casertano Giorgio, intitolata “Spicchi da Chef”.

Nicola Bandi è uno chef trapanese e proprietario, insieme al fratello, dell’”Osteria il Moro” nella centralissima via Garibaldi a Trapani; viceversa Giorgio è un pizzaiolo casertano emigrato a Milano e proprietario di “Lievità”, nota pizzeria gourmet del milanese con ben tre locali dislocati in diverse zone della capitale della moda.

Galeotta fu l’estate. Eh già, perché il primo incontro tra i due risale all’estate scorsa, quando Giorgio va da Nicola a Trapani – su suggerimento di Pasquale Bonsignore, responsabile di un progetto sartoriale il cui scopo è valorizzare i prodotti locali (olio, olive, capperi, pomodori, ndr) – e da lì nasce l’idea di una sincrasi tra le due cucine, tra l’arte pizzaiola e la cucina tipica siciliana.

Così la serata “Spicchi da Chef” propone un menù all’insegna della contaminazione tra le due cucine, accompagnato dai vini delle “Cantine Pellegrino” di Marsala. La serata si apre con un “Ricordo di pane cunzato”. Chiaro il richiamo al tipico pane trapanese nel nome, ma i due chef propongono una versione rivisitata che prevede un tarallo napoletano all’olio e al vino con l’aggiunta dei classici ingredienti del “pane cunzato”: acqua di pomodoro, origano, basilico croccante, polvere di olive e sardine affumicate. Se nel primo piatto l’influenza siciliana sembra prevalere, nel secondo i due chef propongono la famosissima pizza al piatto, rivisitata per la serata, of course. Rivisitata come? Semplice. Pizza al piatto condita col pesto alla trapanese. Più fusion di così non si può.

La serata continua con la focaccia di farina di farro monococco integrale bio farcita con sgombro marinato e affumicato, burrata, pomodorino confit e zeste di limone; a seguire il “Baccalà in Compagnia”: baccalà ripieno di olive, capperi, pomodori, crema di patate, finocchio, zenzero e cipollotto. Il finale è un’esplosione di gusti e simbolo perfetto della serata: una zeppola-cassata ripiena di ricotta di pecora e cioccolato di Modica e ricoperta da una sfoglia di marzapane, zucchero a velo e fetta d’arancia candita.

Il dessert è l’ultimo anello di una perfetta catena ideata da Nicola e Giorgio. Chef e pizzaiolo. Amici. Ma prima di tutto geni dell’arte culinaria…