I LEGALI TRAPANESI DICONO NO ALLA PRESCRIZIONE 5 STELLE

Anche i legali trapanesi, come i loro colleghi di tutta Italia, prendono posizione sul problema “prescizione” che sta facendo litigare Lega e  stelle, mettendo in cirisi il Governo. Quì di seguito il documento della Camera penale di Trapani:

La Camera penale di TRAPANI, riunita in assemblea il 6 novembre 2018 PRESO ATTO della riforma dell’istituto della prescrizione, annunciata a mezzo social dal Ministro della giustizia on. Alfonso Bonafede; RICHIAMATI i documenti tempestivamente emessi dal direttivo il 2 e il 3 novembre 2018, CONDIVISE le ragioni dello stato di agitazione proclamato dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane con la delibera del 2 novembre 2018 <>.

OSSERVA ● l’annunciata riforma avrebbe effetti opposti a quelli propagandati dal governo: il cittadino (vittima o imputato) sarebbe “vincolato senza tempo” alla “pena” di un processo infinito; ● la ragionevole durata del processo costituisce un principio costituzionale e convenzionale a tutela del cittadino e contro ogni forma di abuso dall’inefficienza dello Stato; ● il metodo utilizzato – un emendamento non approvato dal Consiglio dei Ministri e presentato da due deputati di maggioranza – svilisce i necessari approfondimenti che, su un tema così complesso, sono stati più volte affrontati, negli anni passati, dalle commissioni ministeriali che si sono occupate dell’argomento; ● la riforma è errata nel metodo e nel merito ed è anche inutile, perché “andrà a regime” non prima di dieci anni; ● la riforma non risolve i veri problemi che rendono lenta l’amministrazione della giustizia, e aggrava la patologia del sistema moltiplicandone gli effetti dannosi;

RITENUTO ● che gli effetti devastanti di una riforma superficiale e raffazzonata – e tuttavia illusoriamente presentata come panacea di tutti i mali – sono già stati evidenziati dall’Accademia, dall’Avvocatura e dalla Magistratura più illuminate; ● che il Ministro della giustizia, scusandosi per aver offeso gli Avvocati italiani, ha dimostrato di non comprendere che l’offesa è stata arrecata, ancora una volta, alla Costituzione e al diritto inviolabile di difesa, nell’esercizio del quale l’Avvocatura interpreta la sua funzione sociale; ● che il Ministro Bonafede ha definito “espedienti e artifizi giuridici” le eccezioni processuali che, se fondate, vengono accolte dal giudice e, se infondate, sono rigettate senza incidere sui tempi del processo; ● che quando le eccezioni sono fondate, un giudice, in nome del popolo italiano, riconosce come violato il diritto processuale del cittadino (vittima o imputato).

INVITA il Governo, sin dall’esame in commissione parlamentare, a rinunciare all’emendamento e/o ed esprimere parere contrario e, nel contempo,

DELIBERA di aderire allo stato di agitazione proclamato dall’Unione delle Camere Penali Italiane, riservando ogni ulteriore forma di protesta a difesa dei diritti dei cittadini.

DISPONE l’invio del presente documento al Ministro della Giustizia, al Presidente della Corte d’appello di Palermo, al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Palermo, al Presidente del Tribunale di Trapani, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, al Coordinatore del Giudice di pace di Trapani e di Alcamo, all’Unione delle Camere Penali italiane, ai Parlamentari della Provincia, agli organi di stampa, al Coa di Trapani e a tutti gli iscritti.