“ L’INUTILE AMORE” RACCONTATO DA GIACOMO PILATI

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Il buon e bravo Giacomo Pilati, amico e collega, non finisce mai di stupirci. Positivamente, sia inteso. Conosciamo la sua scrittura, i suoi libri, la cultura che vi si “nasconde”; uno su tutti, il bellissimo libro sulle donne: “ Le Siciliane” ed il suo seguito “Le altre Siciliane”. Sappiamo che le donne, intese nel senso più nobile, sono sempre state al centro della sua attenzione di scrittore e di cittadino, ieri però ci ha stupito con quel suo breve quanto intenso pamphlet su una Donna particolare: Maria, la Madonna.

Si, la Madonna, la Madre di Gesù Cristo, quella che viene raccontata nei Vangeli e che viene venerata  dai credenti, per esempio durante la processione dei Misteri.

Giacomo indossa i panni del teologo progressista e del “femminista” d’antan per risaltare la nobile figura di questa donna che la cultura cattolica relega comunque in secondo piano. E’ “solo” la madre un po’ particolare di Gesù che ha unicamente il compito di mettere al mondo il “Salvatore”. Giacomo si ribella a questa visione della storia, lo fa sin dalle prime righe del suo scritto partendo da una constatazione: “ Maria parla soltanto sei volte nei Vangeli……….

Non è lei la protagonista delle quattro narrazioni evangeliche. Immaginata. Come un riverbero che arriva da lontano.” Non può essere così, non è giusto. Pilati ricompone la storia, riscrive a modo suo questo personaggio che a 14 anni ha dovuto “subire” la violenza divina di diventare madre, la madre di chi sarebbe diventato Gesù. Ne interpreta i sentimenti, poi ancora il processo di crescita di quel giovanotto, i tanti anno di vita passati accanto ad una persona normale sino a quando non si verifica l’esplosione del Mistero, l’operaio ebanista che si trasforma nel figlio di Dio, che arringa le masse, che vive con gli apostoli. Certo, un figlio particolare, ma la madre, Maria, lo ha finito per accettarlo e amarlo come il suo “Vero” figlio.

Lo ha amato e sofferto intensamente quando lo ha visto sulla croce, si è anche ribellata aggiunge Pilato come avrebbe fatto ogni madre, ma anche di più. Si è ribellata nei confronti del “Padre”. Sono le stesse pulsioni che si possono leggere nella postfazione di Don Liborio Palmeri: “Mio figlio  morto. E tu Dio non lo hai salvato. Il tuo egoismo  stato più potente della tua Misericordia. E Non ti perdono”. Un laico ed un religioso che inseguono un identico percorso.Bellissimo!

Forse anche per questo Pilati ha voluto titolare il suo pamphlet con l’azzeccatissimo titolo : “Dell’inutile amore”

Resta da dire sulla presentazione. Intanto una annotazione:il libretto è più il testo per un impianto scenografico, per una rappresentazione teatrale; ed ecco l’altro Giacomo Pilati che ci stupisce. La presentazione è stata  una piece teatrale, con l’ottima  lettura di Stefania La Via di significativi brani  del libro, della splendida e emozionante voce di Simona Guaiana accompagnati dalle musiche e dal suono del contrabbasso di Enzo Toscano. Alla rappresentazione è seguito il colloquio/dialogo di Pilati con Don Liborio spezzati, anche per ragioni d’orario, dalle conclusioni del vescovo Pietro Maria Fragnelli.

Aldo Virzì