PD: ANCHE MARCO CAMPAGNA SALUTA, ARRIVA LOMBARDINO

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“ Ritengo che dopo cinque anni si sia esaurita la mia esperienza alla guida del PD trapanese. Ogni stagione ha bisogno della sua cornice. Si deve cambiare per interpretare il presente e prepararsi al futuro”. E’ questo il passo più importante della lettera aperta con la quale Marco  Campagna comunica la sua decisione di non ricandidarsi alla carica di segretario provinciale del PD, esce dalla scena di primo piano per ritagliarsi un ruolo secondario di semplice iscritto, magari di partecipante all’assemblea provinciale del partito che uscirà dal prossimo congresso provinciale.

Campagna fa un telegrafico resoconto dei cinque anni della sua segreteria provinciale, ovviamente tutta in positivo:” le feste dell’Unità, la formazione attraverso i wikidem, le vittorie in città importanti come Salemi, Marsala e  Trapani(?) guidate da uomini del PD, sono il frutto del lavoro di tante e tanti che in questo partito ci hanno creduto e continuano a crederci. Anche nei momenti più difficili il PD in questa provincia ha retto, raggiungendo risultati sempre al di sopra delle percentuali regionali…..”.

Campagna nel suo elenco, come abbiamo visto, aggiunge Trapani dove il simbolo del PD non era presente, nascosto sotto falso nome per imposizione dell’allora candidato Sindaco che doveva fare gli accordi con la destra più estrema e che adesso, ottenuto il successo,  sembra sia saltato in prima linea per riacquistare la sua verginità politica. Campagna nulla dice, purtroppo, e dispiace, dell’insuccesso della candidatura Savona addebitabile anche a taluni dirigenti di primo piano del suo partito, a certi accordi che dovevano portare al risultato odierno.

Nella sua lettera c’è anche altro. C’è la sua analisi della sconfitta elettorale, un partito “troppo preso dalle sue divisioni interne che non ha saputo comunicare, che non è stato capace di interpretare le paure dei cittadini”, che ha deluso chi, come lui, dopo il  4 marzo si aspettava “un momento di riflessione, che portasse ad un congresso di profondità  ma che, soprattutto, sciogliesse le troppe questioni in sospeso”.

Questo è il passato. Nel PD provinciale c’è il futuro. Quale? All’unanimità la Direzione uscente nei giorni scorsi aveva votato un documento con il quale chiedeva di non celebrare il congresso di Trapani, proprio perché non erano stati fatti i conti con la grave sconfitta del 4 marzo. Una proposta che non poteva essere accolta. Ed infatti il congresso si farà. Dice Campagna : “ è necessario un congresso dove tutti quelli che hanno invocato l’unità ora con generosità siano capaci di praticarla”.

Parole, visto che questo PD sembra non avere più un gruppo dirigente, tantomeno coeso. Era, in parte lo è ancora, diviso in due gruppi di “potere” (non sono correnti, visto che provenivano tutti dall’area renziana ndr), con due leader; da una parte Camillo Oddo e il gruppo di Valderice, dall’altra Baldo Gucciardi. Proprio questo gruppo si sta sfaldando con tanti abbandoni, il primo è stato proprio Pietro Savona, successivamente anche il giovane Venuti, sindaco di Salemi. Altri decidono di non più esporsi come la senatrice Pamela Orrù, delusa proprio del suo partito che accusa di non aver voluto, qualcuno per ragioni di bottega (ndr), valorizzare il suo lavoro svolto in parlamento.

Ultimo, proprio Marco Campagna che al ruolo di dirigente del PD ha preferito quello di costruttore di associazioni che orbitano nel cerchio del PD, ma in autonomia “per essere non in contrapposizione, ma complementari al lavoro del partito”.

Altro duro colpo per Baldo Gucciardi, ormai unico deputato, ormai unico leader ma senza truppe. E i risultati si sono visti. Per trovare un “dirigente” disponibile ad assumersi la responsabilità di fare il segretario provinciale, Gucciardi, così dicono le indiscrezioni, ha dovuto insistere con Giuseppe Lombardino, sindaco di Santa Ninfa, amministratore sicuramente bravo ma che non ha mai avuto ruoli di primo piano nella politica del PD. Lombardino verrà eletto, è una candidatura unitaria proprio perché non c’è nessun’altro che voglia prendersi in mano questa patata bollente.

Aldo Virzì