Preparazione, fatica e gioia: la “GSD La Volata Napola” alla 36^ edizione della “Maratona di Atene”

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Lo scorso 11 Novembre si è svolta la “Maratona di Atene”, giunta alla sua 36^ edizione. Più di una semplice maratona, un’autentica maratona come ribattezzata, più di un semplice evento, un ponte che unisce la leggenda alla storia per mostrare la forza dell’essere umano, un unico comune denominatore in cui confluiscono responsabilità sociale, sensibilità ambientale, amicizia e solidarietà.

Ed è stato proprio questo il leitmotiv che ha spinto 7 atleti della GSD La Volata Napola (società organizzatrice dell’omonima gara podistica internazionale che quest’anno ha raggiunto la sua XXII edizione) a concorrere, per l’appunto, alla maratona. «L’iniziativa parte dalla scorsa estate e ci ha portati a vivere vari momenti emotivamente alterni. – commenta Elio Occhipinti, uno dei partecipanti –  L’euforia e l’entusiasmo ci hanno permesso di affrontare le numerose difficoltà intercorse prima del viaggio, sia di tipo logistico che prettamente sportivo». Trapani ha lasciato il suo marchio ben inciso ad Atene, reso possibile da un gran lavoro compiuto prima della manifestazione: «La maratona inizia infatti ben prima di correre il giorno del gara, costituita dai numerosi allenamenti all’alba, di tante rinunce e sacrifici sia di tipo fisico che personale con un unico obiettivo». Quale? Percorrere 42.195 metri che separano la città di Maratona dallo stadio Panathinaiko di Atene, ripercorrendo le gesta di Fidippide (o Filippide) che nel 490 a.C. ricoprì la medesima tratta per annunciare la vittoria della battaglia di Maratona da parte dell’esercito greco a scapito dell’impero persiano del Re Dario I. Un gesto eroico «che noi tutti abbiamo affrontato, ben consapevoli della durezza del percorso, ma anche della sensazione che avremmo provato nel tagliare il traguardo nello Stadio Olimpico Panathinaiko».

I sacrifici hanno riscontrato esito positivo perché «fortunatamente, tutti alla fine abbiamo tagliato il traguardo, malgrado molti avessero condizioni fisiche precarie, tali da pregiudicare la preparazione e la gara stessa e che di certo avrebbero potuto fare una prestazione nettamente migliore dal punto di vista cronometrico». Fiore all’occhiello della spedizione del GSD La Volata è stata la prestazione del campione regionale in carica di categoria (SM50) di Trail, Pietro Spanò, che con un crono di 3h01’28” si è classificato 173° assoluto su circa 15.294 atleti giunti al traguardo e 13° di categoria SM50 (su 1.500 e 3° degli Italiani nella categoria), che ha avuto come compagno di avventura per tutto il tracciato un grande campione ed «amico», quale Giuseppe Adamo (del G.S. 5 Torri Trapani). Degna di nota la prestazione dell’esordiente Vincenzo Torrente, che ha chiuso la sua prima maratona in netta progressione con un crono di 3h22’51”. «Una particolare menzione – aggiunge Occhipinti –  a riguardo è doverosa nei confronti del nostro Presidente e cuore pulsante de La Volata, Antonio Criscenti, che dopo qualche periodo di inattività ha trovato nello spirito della competizione olimpica per eccellenza l’energia e lo stimolo per correre la sua 22^ maratona a distanza di poco più di 7 anni dalla sua ultima volta, con un crono strepitoso di 4h04’42”».

E ancora: eroiche, ognuna nel suo piccolo e per diversi motivi, le prestazioni di Giovanni Criscenti, Vincenzo Santannera e gli esordienti Giuseppe Quatrini e dello stesso Elio Occhipinti che sono incappati in diversi problemi fisici prima e durante la gara, ma che non hanno mai pensato di mollare portando a casa la tanto agognata medaglia, sospinti dal calore che ricevevano dal folto pubblico che inneggiava tutti i concorrenti, ed in particolare i ragazzini che chiedevano il “cinque” e strategicamente si trovavano nei punti più difficoltosi, e che ricaricava di energia i napolesi. «Tutti ci siamo sentiti per un giorno piccoli eroi, nell’aver concluso, magari piangendo per l’emozione ed i dolori, la nostra autentica maratona. L’organizzazione è stata ineccepibile in ogni suo aspetto, dai trasferimenti ai rifornimenti e nell’assistenza fino all’arrivo, sicuramente all’altezza della manifestazione. Commovente il giuramento fatto prima della partenza, che ci ha fatto capire quanto sia realmente sentita questa maratona dal popolo greco, che a giusta ragione ne va fiero. Queste sono state le principali sensazioni da noi provate, ma tanto ancora si potrebbe scrivere». Una vera e propria di forza, non c’è altro da aggiungere, anzi. Forse sì. Perché ciò che ha reso ancor più incredibile questa storia di sport trapanese è la volontà di misurarsi in altre imprese titaniche, come quella della Maratona di Atene: «Visitando la città, malgrado i postumi, ci siamo guardati negli occhi con la convinzione e il pensiero di affrontarne un’altra, da fare ancora insieme. Il mio invito?  Quello rivolto a tutti i maratoneti di fare la stessa esperienza, magari dopo quelle più importanti d’Italia, prima ancora della blasonata New York».