PASSA ALLO STATO L’IMPERO DI CARMELO PATTI, IMPRENDITORE DI FIDUCIA DI MESSINA DENARO

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Ammonta ad oltre miliardo e mezzo di euro il patrimonio di Carmelo Patti e della sua famiglia che da ieri è entrato a far parte del patrimonio dello stato italiano. L’immenso impero di quello che fu il re dell’imprenditoria turistica italiana attraverso villaggi sparsi in Italia ma anche nei paradisi tropicali è stato confiscato dalla Dia in esecuzione di un provvedimento emesso dal magistrato Piero Grillo ( sezione misure di prevenzione del tribunale di Trapani ) aderendo alla richiesta di Giuseppe Governale Direttore nazionale della DIA.

Era stata la figlia, alla morte di Carmelo Patti, avvenuta due anni prima, a ereditare l’impero “costruito” dal padre che da semplice venditore ambulante, partendo da Castelvetrano, sua città natale, era riuscito in una impresa che sembrerebbe del miracoloso se, come si è scoperto nei tanti anni di indagine, alle sue spalle non ci fosse stata Cosa Nostra e in particolare “Ciccio” Messina Denaro, il padre di Matteo Messina Denaro, la primula rossa della mafia ricercato da tutte le polizie del mondo.

Successivamente alla morte del padre Matteo si è sostituito anche negli affari, come quelli, secondo l’accusa, con Patti.
Le indagini su Carmelo Patti, accusato di essere stato un prestanome dei Messina Denaro, sono datate nel tempo e approdate nel 2010 ad una sentenza di archivio.

Questo non ha impedito agli investigatori di continuare le indagini e confezionare centinaia di pagine sulla sua figura, sui suoi affari, sulle sue frequentazioni, che hanno portato al risultato odierno della confisca. Dalle indagini emergono, soprattutto, le rivelazioni del pentito Angelo Siino, l’ex “ministro dei lavori pubblici” di Cosa Nostra ( aveva il ruolo di distribuire gli appalti pubblici alle imprese contigue alla mafia ndr).

E’ stato Siino a raccontare agli inquirenti dei rapporti di Patti con i Messina Denaro, anche con alcuni particolari, come quello delle vacanze che i boss di Cosa Nostra come Bernardo Provenzano trascorrevano nei suoi villaggi Valtur, come quello di Favignana.
Aldo Virzì