I SINDACATI CGIL, CISL E UIL: NECCESSARIO UN PROGETTO DI SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO

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Il salone della Camera di Commercio a stento è riuscito a contenere i tanti partecipanti all’attivo sindacale di Cgil, Cisl e Uil incentrato sulle misure contenute nella Finanziaria che sta varando il governo e che, sembra, sarà addirittura varata con la richiesta di fiducia, cioè a scatola chiusa, senza neanche la possibilità di un emendamento.

Come e peggio dei governi che hanno preceduto questo governo del “cambiamento”. Una platea composta nella quasi totalità da attivisti e dirigenti sindacali, era a loro che volevano rivolgersi gli organizzatori delle tre sigle.

E lo dimostrava la presenza dei Segretari regionali, insieme ai Segretari confederali provinciali di CGIL, CISL e UIL, al tavolo della presidenza insieme a Roberto Ghiselli, Segretario Nazionale della Cgil che ha concluso i lavori.

Dalla relazione e dal dibattito non potevano che venire risposte negative alla proposta del governo, non solo sui contenuti, ma anche sulla “filosofia” che sta alla base di questo progetto di governo.

Ma sia nella relazione che negli interventi, per esempio, dei responsabili provinciali di categoria, è venuto fuori uno spaccato di una economia, quella della nostra provincia, in grande difficoltà aumentata da fattori “esterni” come la mobilità ( porti e aeroporto ).

Questa realtà e il significato di questa giornata di approfondimento sindacale, la proposta conclusiva rivolta al governo, le troviamo nelle parole unitarie proprio dei tre Segretari Generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Filippo Cutrona, Leonardo La Piana ed Eugenio Tumbarello: “Cgil, Cisl e Uil – spiegano i tre segretari –  chiedono al Governo un progetto di sviluppo per il Mezzogiorno che parta dal lavoro, che abbia al suo interno le grandi opere e la messa in sicurezza dell’esistente, un piano di assunzioni straordinario nella Pubblica Amministrazione per stabilizzare i precari  ma anche per creare occasioni di lavoro per tanti, giovani e meno giovani, disoccupati, l’immediato avvio dei cantieri per le opere già programmate, investimenti e un fisco più equo per incentivare le imprese”.

“La provincia di Trapani – proseguono – ha tassi di disoccupazione altissimi con punte preoccupanti per quella giovanile e femminile, non si intravede per queste persone alcuna idea di futuro e non potrà essere il tanto decantato reddito di cittadinanza a dare risposte, per noi resta un elemento di assistenza che non è quello che serve a realtà come quella siciliana e, più nello specifico, quella trapanese”.

Queste, infine, le conclusioni al dibattito del segretario nazionale Cgil Roberto Ghiselli:” E’ fondamentale che il Governo nazionale avvii un confronto con i sindacati per rimediare al caos che si sta generando attorno ai temi del lavoro, delle pensioni e dello sviluppo del Paese.

Solo attraverso un proficuo confronto si potranno valutare i diversi aspetti di una riforma che superi i problemi esistenti e l’attuabilità delle proposte inserite nella Legge di bilancio considerate le relative ricadute sugli italiani”.

                                                                            Aldo Virzì