IL PD E I CONGRESSI: PARLA VALENTINA VILLABUONA

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“Contro ordine compagni” smentita la decisione di sospendere i congressi provinciali e sezionali del PD in provincia di Trapani. La smentita arriva da Valentina Villabuona, che da pochi giorni ricopre il ruolo di Presidente provinciale del comitato che ha il compito di organizzare e vigilare su questa fase congressuale del Partito Democratico. Abbiamo voluto sentire dalla sua viva voce come stanno i fatti. Ecco l’intervista:

Cominciamo dal PD in Sicilia: “a seguito della convocazione da parte della direzione regionale dei congressi di circolo, provinciali e regionale, sono stati elette le varie commissioni. Poi sono arrivate le due candidature per la segreteria regionale, Teresa Piccione e Davide Faraone e le candidature provinciali. Successivamente all’accordo tra Faraone e i cosiddetti “Partigiani Dem ( quelli che si erano sospesi dal partito contro Faraone ndr) la commissione regionale cambia tutto, anche contro il regolamento, rigetta le candidature provinciali e riapre i termini per la presentazione di eventuali altre candidature, posticipa i congressi a dopo le primarie aperte. Questa delibera, che fa strame delle regole, è stata impugnata alla commissione regionale di garanzia  che ha ribadito la validità delle date congressuali votate dalla direzione regionale, la validità delle candidature provinciali presentate e infine ha dato mandato alle direzioni provinciali di eleggere le commissioni provinciali.

 

Quindi nessun rinvio, si fanno i congressi alla data stabilita: “  E’ stato il Presidente Nazionale della Commissione di garanzia a chiederci di sospendere tutto a dopo il 4 dicembre, cioè domani. A Roma sono stati convocati dal Presidente la commissione i due candidati alla segreteria nazionale per provare a raggiungere un accordo politico. Aggiungo che, comunque, diversi circoli della provincia sono pronti a svolgere il loro congresso. Ho letto, a questo proposito ricostruzioni fantasiose, la sospensione è stata richiesta e accettata al solo fine di trovare una bonaria composizione della controversia tra le parti”.

 

Fermiamoci alla nostra provincia: A Trapani dopo la scelta di Marco Campagna di non ricandidarsi, si è trovato un accordo unitario sul nome di Giuseppe Lombardino sindaco di Santa Ninfa, peraltro le scadenze e le modalità di presentazione delle candidature sono state comunicate anche attraverso i nostri social e non è stata avanzata altra candidatura. Successivamente poi alla decisione della Commissione di garanzia regionale, è stata convocata la direzione che ha votato la commissione provinciale per il congresso. La commissione si è insediata, ha eletto all’unanimità il presidente nella mia persona ed è stato stilato, nel rispetto del regolamento per il congresso votato dalla direzione regionale e in osservanza alla delibera della commissione di garanzia regionale, il calendario e gli adempimenti propedeutici al congresso provinciale.

Insomma tutto secondo le regole, almeno a parole. Si sa che l’unità non c’è. Che la quasi totalità del Pd trapanese è unito sul nome della Piccione, ma che c’è anche uno zoccolo duro degli amici di Faraone tra questi si fanno i nomi di Ninni Passalacqua e di Brillante. Semmai ha stupito che tra i sostenitori della Piccione si è accodato anche l’on Baldo Gucciardi dal quale in molti in questi ultimi mesi hanno preso le distanze, a cominciare dal Sindaco di Salemi  Venuti. 

 

Il PD siciliano ha sempre avuto un ruolo importante in quello nazionale, a Trapani siete uniti sulla candidata Piccione, ma divisi, fortemente divisi sul Segretario Nazionale. La tua scelta?:noi siciliani non ci stiamo facendo mancare nulla, non era questo il congresso che andava svolto è proprio a quella direzione regionale Marco Campagna come altri, aveva chiesto di fermarsi e scegliere un percorso più lungo e di profondità, ci è stato imposto un congresso veloce che non avrebbe potuto risolvere i problemi siciliani. Tuttavia, partendo proprio da questo e avendo ascoltato tutti i candidati, ho deciso di sostenere Maurizio Martina, perché penso che in politica le parole hanno un senso e dire “Noi ci candidiamo” è un buon modo per ricominciare, così come riuscire a proporre un ticket con Richetti parlando di “somma e non divisione”, rappresenta quello spirito giusto con cui gli iscritti e gli elettori del Partito Democratico hanno diritto di vivere il congresso. Credo che oggi dovremmo chiedere tutti scusa, anche chi come me non ha alcuna responsabilità, dovremmo chiedere scusa ai nostri iscritti ed elettori per il tempo che stiamo perdendo e per l’occasione che stiamo buttando, perché il congresso siciliano poteva essere un momento politico importante anche per discutere di temi regionali e nazionali e invece, per l’irresponsabilità’ di alcuni e la voglia di riposizionarsi di altri, sta contribuendo ad allontanare ancora di più i cittadini… lavoriamo fianco a fianco con Martina, per evitare che ciò avvenga anche a livello nazionale.

 

Abbiamo fatto cenno prima all’on. Gucciardi, anche tu sei sempre stata considerata una sua fedelissima: “Io non mi sono mai sentita Gucciardiana, così come non mi sono mai sentita Renziana, l’ho sentito dire, l’ho letto sulla stampa ed ho anche sorriso molto, sono semplicemente un dirigente del Partito Democratico che ha cercato, pur facendo errori, in questi anni di lavorare con tutti, scegliendo percorsi comuni con gli amici con cui ho condiviso idee. Aggiungo però che queste etichette, a parte sminuire il lavoro di ognuno di noi, servono per alimentare polemiche ed esaltare le divisioni, tuttavia non credo di aver avuto mai il cervello all’ammasso e di averlo sempre dimostrato, anche facendo scelte difficili, quando non condividevo i percorsi.

 

L’ultima domanda te la faccio su Erice, sei stata candidata al comune hai sempre avuto ruoli primari nella locale sezione, oggi il PD ericino vive, come l’Amministrazione del Sindaco Toscano vive momenti difficili: io quello che dovevo dire sul circolo di Erice l’ho detto prendendomi le mie responsabilità e pagandone le conseguenze, non ho altro da aggiungere, credo che i fatti ad oggi mi abbiano dato ragione, diverse delle cose che ho scritto nell’ultimo documento presentato alla segreteria comunale poi si sono verificate, ma basti pensare che il circolo di Erice è da mesi ormai senza segretario. Tuttavia ho deciso da tempo di non prendere più alcuna posizione sulle vicende ericine perché penso che in un momento così delicato per il Partito Democratico e per l’Italia le priorità dovrebbero essere altre, bisogna fare squadra, provando anche a voltare pagina. Convinta che chi ha buon senso lo debba dimostrare nei momenti di difficoltà ho deciso di iscrivermi a Trapani e auguro ai dirigenti ericini, di ritrovare quello spirito di comunità che ci aveva portato a lavorare bene sul territorio, perché la politica non si fa solo in consiglio e anche lì evito di esprimere giudizi.

 

Il quadro che emerge da questa conversazione aldilà dei necessari chiarimenti è di un PD sempre più diviso, dalla Regione a Trapani. Diviso e anche autolesionista. Lo avevamo già intuito lo scorso anno a Trapani alle elezioni comunali. Forse per questo insistiamo spesso su quell’episodio. Poteva essere la svolta, è stato l’inizio del declino ..….trapanese.

 

                                                                Aldo Virzì