PD: DAVIDE FARAONE SEGRETARIO REGIONALE DI UN PARTITO ALLO SFASCIO

Davide Faraone è il nuovo segretario regionale del PD, eletto senza voto di nessuno. Ma c’è un particolare: il PD in Sicilia non c’è più. Lo hanno distrutto proprio Faraone ed il suo cerchio magico. L’ennesima prova della distruzione di questo partito al quale hanno lavorato metodicamente i cosiddetti “ renziani”.

La nomina, perché di questo si tratta, si è avuta al termine di una riunione della commissione regionale per il congresso (composta tutta da renziani e nuovi acquisti) che prendendo atto della presenza di un unico candidato, Faraone appunto, ha annullato le primarie che avrebbero dovuto svolgersi domenica e nominato Faraone. Più semplicemente si è autonominato segretario.

Doveva esserci una concorrente, Teresa Piccione, rappresentante della corrente non renziana del partito che per protesta nei confronti della commissione nazionale per il congresso ha ritirato la candidatura. A Roma, come a Palermo, queste commissioni sono “detenute” da renziani, perché “figlie” della gestione dell’ineffabile ex segretario nazionale ed ex primo ministro Renzi. A Roma, come a Palermo, è stato deciso di sospendere le fasi congressuali provinciali e comunali per incentrarsi solo sull’elezione del segretario delegata all’establishment a maggioranza renziana; temendo il voto di iscritti e simpatizzanti.

Le conseguenze politiche sono già note ed evidenti. Per esempio in provincia di Trapani, dove molti circoli stanno decidendo di “rinviare ogni attività congressuale”, come hanno scritto i dirigenti della sezione di Valderice. Ma sono note anche le voci di una prossima scissione di Renzi per costruirsi un suo partito, il primo pronto a seguirlo sarà proprio Faraone con i suoi seguaci.

Ci sono pure le prime, importanti, reazioni personali. Come quella dell’avv. Valentina Villabuona, sino a questa mattina dirigente provinciale del PD e presidente del comitato provinciale che avrebbe dovuto gestire il congresso di Trapani. Villabuona, molto delusa, ha reso pubblica con una nota la sua decisione di abbandonare la vita attiva politico/organizzativa del partito, anche se continuerà a rimanere tesserata. Ecco alcuni significativi passaggi di quella nota:” Una comunità politica  si riconosce su regole condivise, ma anche sul senso di appartenenza.
Quando eravamo nella sinistra giovanile, gli anziani ci dicevano che
“non è necessario essere amici per essere compagni” e in quella frase
c’era un grande insegnamento, c’era l’indicazione di come il personale
non dovesse sporcare l’unità di una comunità politica.

Mi ritrovo oggi, dopo un paio di mesi di pura follia, con un segretario
regionale, nominato da una commissione per il congresso, che prima
degli statuti e dei regolamenti ha ignorato la richiesta di unità che
tanti nostri iscritti ed elettori hanno gridato a Piazza del Popolo.
Non penso che sia stato eletto un segretario, al massimo un esecutore
testamentario… e mi dispiace perché penso ancora oggi che l’Italia e
la Sicilia hanno bisogno del Pd, ma non certo di questo Pd.

Rinnoverò la tessera ……………..Continuerò nel frattempo a lavorare con le associazioni e i movimenti
con cui abbiamo immaginato un’Italia migliore e a cui mi piacerebbe
dire che quell’italia si può costruire insieme al pd… perché fuori
dal congresso del Pd c’è un Paese che vive un grave rischio
democratico, che è più ingiusto e più povero e a cui non interessa chi
è il segretario del Pd, ma cosa vuole fare il Pd per questo Paese!

Non è un caso che su quanto sta accadendo in Sicilia è intervenuto Nicola Zingaretti, il candidato favorito delle primarie per l’elezione del segretario nazionale del PD. Dice Zingaretti “ Purtroppo in Sicilia stiamo vedendo un modello di partito che io non voglio, ci sono federazioni che non hanno aperto il tesseramento, non fanno votare gli iscritti, ci sono ingerenze pesanti di un altro partito……”. Ci permettiamo di aggiungere solo una cosa: se questo è ancora un partito!

Aldo Virzi