LA RIVOLTA DEI SINDACI CONTRO SALVINI, IN PRIMA FILA PALERMO: E TRAPANI ?

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha deciso, con lui anche i sindaci di Napoli, Firenze, Reggio Calabria, Parma, persino di Pomezia amministrata da cinque stelle e altri si stanno aggiungendo ad un elenco che rischia di essere lungo e che è diventato un caso nazionale. Il riferimento è alla decisione di questi Sindaci di non dar esecuzione a quella parte del cosiddetto “decreto sicurezza”, di Salviniana ideazione, che colpisce gli immigrati con regolare permesso di soggiorno ed in attesa di quello definitivo, vietando l’ iscrizione all’anagrafe, avere quindi una carta di identità necessari per poter lavorare. In breve  diventare degli “invisibili” giuridicamente, ma visibilissimi nella realtà, con tutte le conseguenze negative del caso.

In questo elenco di Sindaci eravamo certi di trovare anche il nostro Sindaco di Trapani e magari anche quello di Marsala. Al momento nessuno dei due, nonostante dal loro partito, il PD con il segretario regionale Faraone, fosse arrivato un invito “ ad applicarla (la disobbedienza ndr) anche nei comuni siciliani amministrati dalla sinistra e dal PD in particolare. Significativa l’assenza del sindaco Tranchida che solo pochi mesi fa, appena insediato, “bellicosamente” si affianco al suo amico e collega Leoluca Orlando dichiarandosi pronto ad “aprire” il porto di Trapani alle nave Ong con il loro carico umanitario di immigrati, in polemica con il ministro Salvini che, anche se non era suo compito, aveva dichiarato chiusi i porti italiani. Lo stesso Sindaco era stato tra i primi a recarsi al molo Ronciglio ad accogliere i migranti che erano a bordo della nave “Diciotti” della marina militare italiana; con Tranchida quel gruppo di democratici che successivamente diede vita, sempre in piena collaborazione con il sindaco Tranchida, alla manifestazione “mediterraneo un mare di pace” che si è tenuta in corso Vittorio Emanuele con una risposta bellissima dei trapanesi.

Questo ieri. Oggi? Ancora non sappiamo cosa deciderà il primo cittadino della città capoluogo che dovrebbe aver ricevuto l’ordinanza del Sindaco di Palermo trasmessa al dirigente dei servizi anagrafici di disapplicazione di questa parte del “decreto sicurezza”. E’ stato lo stesso Orlando, il fraterno amico del sindaco di Trapani, ad informare questa mattina, rispondendo ad una trasmissione televisiva nazionale, di aver trasmesso copia della sua decisione, a “tutti i sindaci delle città capoluogo”, come appunto Parma o altre. Da aggiungere che Trapani ha un centro di accoglienza per migranti, cosa deciderà il sindaco assume quindi un valore maggiore.

Al momento sappiamo, da un lancio dell’ agenzia AGI, che il Sindaco Tranchida sta studiando le carte, cioè il decreto Salvini, e che per questo ha dato mandato ad una task force formata dal segretario generale, dall’assessore alle politiche sociali e da un dirigente che si presume possa essere quello dei servizi demografici. Lo stesso Tranchida, sempre dall’ agenzia, ci informa che comunque Lui “non violerà la Costituzione”, per aggiungere che “ se il decreto impedisce l’accesso ai servizi essenziali sarà bloccato anche a Trapani”. Vedremo.

Certo, una eventuale decisione analoga a quella di Leoluca Orlando, come sta minacciando lo stesso Salvini e come fa capire qualche costituzionalista, ma non tutti, potrebbe comportare dei rischi legali. Vorremmo credere che non sia questo il motivo di una eventuale non adesione del sindaco di Trapani; quanto, più probabilmente, gli “umori” di una parte della sua maggioranza che come è noto è molto vicina alla destra salviniana; come è stato palese in occasione della discussione in consiglio della mozione relativa all’obbligo dei richiedenti suolo pubblico di una dichiarazione di antifascismo. Quel giorno Tranchida, che pure la stessa mozione aveva firmato quando era a Erice, era assente e a quella mozione il comune non ha mai dato seguito attraverso lo strumento obbligatorio della delibera. Dimenticanza o altro?

Ma Tranchida si allontana da Orlando e soprattutto dal sindaco di Napoli De Magistris allorchè si fa riferimento alla possibilità di tenere aperto il porto in favore delle due navi delle Ong tedesche Sea Watch e Sea Eye, che hanno trovato ospitalità nel porto di Malta, ma che non possono far sbarcare nessuno. “Questa, dice Tranchida, è una vicenda diversa da quella della Diciotti ( ma anche lì non fu il Sindaco ad autorizzare lo sbarco, bensì dopo giorni, il governo e solo dopo le pressioni del Presidente Mattarella ndr), come Sindaco, conclude, non so cosa potrei fare”.

                                                                       Aldo Virzì