IL PD TRAPANESE LASCIA SOLO IL SINDACO SUL DECRETO SALVINI

Sul problema dell’applicazione da parte dei sindaci del decreto insicurezza del ministro Salvini interviene il PD trapanese prendendo le distanze dal “suo” Sindaco Tranchida. Meglio, dalla sua ultima dichiarazione che smentisce la precedente direttiva  inviata agli uffici. Il PD infatti esprime piena solidarietà al vicepresidente del consiglio e esponente del PD Dario Safina  che per primo aveva reso pubblico il suo dissenso dal sindaco, schierandosi con le posizioni di Leoluca Orlando. Questo gli era costato una sequela di insulti da parte della destra alle quali aveva reagito con querela.

Questo il testo del comunicato stampa del PD trapanese mandato ai giornali su carta intestata e con la firma del segretario comunale Francesco Brillante, perché non ci fossero equivoci.

“Il Circolo del Partito Democratico di Trapani, ribadisce con fermezza che sui diritti umani non si arretra, sostenendo la posizione espressa dai tanti Sindaci che in questi giorni contestano il decreto “insicurezza” di Salvini.

 Trapani città del Mediterraneo non può e non deve restare indifferente, per questo ci associamo alla posizione espressa dal consigliere Dario Safina e cogliamo l’occasione per esprimergli ulteriormente la nostra solidarietà umana e politica per gli attacchi beceri e volgari che ha ricevuto in queste ore.

 L’Italia migliore è rappresentata dalle donne e dagli uomini che a Melissa hanno salvato senza alcun indugio i migranti che rischiavano di naufragare, non potrà mai essere oscurata da chi attraverso i social soffia sulla rabbia dei cittadini.

 Il Pd sarà sempre dalla stessa parte dei Sindaci che si battono per la tutela dei diritti della persona umana a prescindere dalla cittadinanza”.

Come si vede posizione netta che non ammette equivoci, che non aspetta il responso dei tecnici del comune ai quali in prima istanza Tranchida aveva affidato il compito di studiare a fondo il decreto e verificare se si poteva “disobbedire” al diktat Salviniano. L’indomani “contro ordine compagni”, dichiarazione di Tranchida all’emittente televisiva e, senza aspettare niente e nessuno decisione presa: “bisogna obbedire”. Il suo partito però non è d’accordo e Safina ha già deciso che al primo consiglio comunale porrà il problema.

                                                                                     A.V.