IL CONSIGLIO COMUNALE VUOLE IL SOTTOPASSO NONOSTANTE GLI ALLARMI GRILLINI

Il sottopasso, quella struttura viaria sotterranea che partendo dalla via virgilio arriverebbe ad una rotatoria sulla Via Marsala ed eliminerebbe i tre passaggi a livello fino a Xitta, vero imbuto al traffico cittadino, potrebbe anche realizzarsi.

Il condizionale è d’obbligo, ma la sua costruzione ha superato un primo step, quello del consiglio comunale che ha dato il suo consenso ad una delibera di giunta che aveva un solo obbiettivo: far condividere al consiglio comunale il progetto preliminare, o come lo definiscono le consigliere grilline, contestandolo, “ un atto di indirizzo che non è nei poteri del consiglio”. Di più: “ è solo l’idea di un’opera senza neppure fermarsi a riflettere sull’effettiva fattibilità”.

La delibera, comunque, dopo più di quattro ore di discussione, inframmezzata da un piccolo giallo tutto interno alla stramaggioranza che sostiene il sindaco Tranchida, è stata approvata con soli tre voti contrari: le due consigliere cinquestelle  Cavallino e Trapani, alle quali si aggiunto il consigliere Gianformaggio; si è astenuta la consigliera Marzia Patti. Scontata ed entusiasta l’approvazione da parte di tutti gli altri consiglieri presenti.

Alla riunione erano presenti due tecnici delle Ferrovie dello Stato che dovrebbe finanziare e costruire l’opera e che con l’elettrificazione della rete ferroviaria sino a Palermo dovrebbe ripristinare il tratto ferroviario fermo da anni che dalla città arriva a Palermo, via Milo. Sono tutti d’accordo sull’elettrificazione e il ripristino del tratto ferroviario, i problemi nascono, o nascerebbero, sull’idea del sottopasso in alternativa ad un soprappasso.

I tecnici delle ferrovie hanno ovviamente declamato sia la fattibilità che la positività di questa idea allontanando qualunque tipo di problema, compreso quello di eventuali allagamenti, in caso di forti acquazzoni, del sottopasso che metterebbe, è una ipotesi, in pericolo gli automobilisti. Hanno la soluzione: “in caso di allagamenti scattano due semafori che bloccherebbero la circolazione in zona di sicurezza e nel frattempo le pompe idrovore provvederebbero a svuotare il manto stradale sotterraneo”. Per la verità, anche se non lo ha detto ufficialmente, anche qualche consigliere di maggioranza ha storto il muso a questa ipotesi ma aggiunge  “siamo ancora alla fase progettuale”.

Ha storto il muso anche l’architetto Maltese, presente nella zona delle tribune, protagonista qualche anno fa, di un progetto con sovrappasso molto sicuro ed anche esteticamente, per quel che conta, interessante. Ma non erano i tempi, sembra che per l’Amministrazione non lo siano neanche ora, anche se Maltese fa sapere di averlo revisionato e adattato alla nuova situazione urbanistica della città.

Torniamo al consiglio comunale e al giallo tutto interno alla maggioranza. Ad innescarlo un emendamento a firma di quattro consiglieri, tutti di maggioranza, che hanno scritto, sembra suggeriti ( ahi la manina ! ndr), di “condividere il progetto preliminare, ma a condizione che sia previsto un sovrappasso pedonale nella zona limitrofa alla Chiesa della Madonna di Lourdes”. Non l’avessero mai fatto; soprattutto non avessero mai scritto quel “ a condizione”, certamente forte e dal sapore impositivo.

Il Sindaco Tranchida è andato su tutte le furie, con un intervento durissimo, parlando di ricatti inaccettabili, ha profittato per togliersi l’ennesimo sassolino contro dipendenti e funzionari, contro gli amministratori che c’erano prima ( ma in pratica si  fermato a Damiano e al commissario, di fatto escludendo  Fazio ndr). Infine ha voluto ribadire per l’ennesima volta il suo mantra dei “cambiamenti” che la città gli ha affidato dal 10 giugno dello scorso anno.

L’ascia di guerra di Tranchida ha avuto gli effetti positivi ancora una volta: gli stessi proponenti a chiedere ufficialmente scusa “dell’errore” e chiedere al consiglio di bocciare il loro emendamento. Subito accontentati. Il giallo è stato scongiurato, le linee del progetto preliminare approvate. Adesso la parola passa alle Ferrovie che dovranno completare tutti gli studi, a cominciare da quelli geologici e geomorfologici per dare al consiglio, ma soprattutto alla città che dovrebbe utilizzarlo, le necessaria assicurazioni sull’opera.

Sul chi vive rimarranno le due consigliere di cinque stelle che non hanno mai smesso di avanzare le loro critiche, oggi tradotte in un comunicato stampa che, di fatto, ribadisce quanto detto in consiglio A loro avviso “ il consiglio comunale non era competente per quella discussione. Al consiglio compete impegnarsi nello studio geologico e geotecnico dell’area interessata e quindi, se fattibile, nella variante al Piano Regolatore Generale”.

Di quest’opera si continuerà a parlare ancora molto nel tempo.

                                                                    Aldo Virzì