PD: IL CONGRESSO DEL CAOS E DELLE CARTE BOLLATE

Ma il PD, almeno quello in provincia di Trapani, è ancora un partito che parla di politica o una associazione privata coinvolta in chissà quali interessi che litiga al suo interno a forza di ricorsi e carte bollate?

Spiace dirlo e scriverlo, ma se si leggono i documenti e le prese di posizione sfornate in queste ultime ore il dubbio viene. Ma forse è il PD siciliano che si è  ridotto in questo modo, particolarmente con l’ascesa di quel politico, il sen. Davide Faraone, renziano mitico, che non ha ancora compreso la lezione del 4 marzo e persegue in quel ragionamento di potere tipico del PD gestito dal suo Capo. Così, con metodi che definire poco ortodossi è fargli un piacere, si è impadronito del partito siciliano, si è incoronato segretario regionale; oggi vuole utilizzare gli stessi metodi anche per impadronirsi del partito di Trapani che si stava preparando alle primarie per la scelta del segretario nazionale.

Stessi metodi, ma a Trapani le carte si sono mischiate e molti renziani sono diventati ex e da ex sono in prima linea a combattere le “faraonate” dei suoi amici trapanesi. Basterebbe un solo esempio: a componente della Commissione provinciale che dovrebbe sovrintendere alla fase congressuale hanno inserito un signore, tale Paolo Piccirillo che è iscritto ad un altro partito, cioè al movimento politico “Cives”. Domanda: ma è il congresso del PD?

Un secondo esempio, il più recente, di oggi: il contestato presidente di questa Commissione, Vincenzo Grassellino, nel primo pomeriggio ha convocato via whatsapp, tramite un cosiddetto gruppo neo formato, la riunione da tenere stasera; c’è un particolare: molti dei componenti non fanno parte di questo gruppo e quindi non sono ufficialmente informati e non parteciperanno. Sono informati “gli amici”, stasera probabilmente si vedranno, prenderanno decisioni che, è una certezza, verranno regolarmente contestate a forza di ricorsi.

Come è stato fatto in precedenza. La minoranza che si riconosce nella mozione Zingaretti infatti ha contestato l’elezione di questa Commissione provinciale per il Congresso, con un ricorso che è stato mandato  oltre al Presidente della Commissione nazionale per il congresso, anche tutti gli organismi di garanzia sia nazionale, che regionale che provinciale: 13 pagine sicuramente scritte da un avvocato che queste cose le conosce bene ( non a caso prima firmataria  l’avv. Valentina Villabuona ndr), chiedendo il ristabilimento delle regole nella composizione della Commissione.Risultato apparentemente accettato, a  Trapani arriva un commissario regionale, tale  Giovanni Bruno della componente Martina, che decide per la sospensione del voto, addebitando la responsabilità di questo atto non richiesto da nessuno ai ricorrenti. Apriti cielo! Altra polemica, altri ricorsi pronti. Ma intanto c’è una base che si è stufata di questo clima e a Marsala ha ugualmente allestito un seggio, ha votato e ha vinto Zingaretti. Volevano votare anche i giovani di Trapani, ma hanno trovato le porte del comitato chiuse. C’è stato un ribaltone e a questo punto sono stati quelli della minoranza o ex minoranza che sono andati a votare. Si è votato in17 dei 21 circoli della rappresentanza provinciale. Non si è votato, come anticipato, a Trapani, Erice, Petrosino e Mazara. C’ anche un risultato complessivo che assegna a Zingaretti  una forte vittoria, anche se tutto  sub iudice dei vari ricorsi.

Dice l’avv. Villabuona: “…..siamo stati noi ( ex minoranza Zingaretti ndr) a denunciare la volontà di fare votare pochi circoli e solo quelli dove la mozione Martina era sicura di poter fare risultato; anche alla luce dei risultati che ci sono stati e che hanno visto 17 su 21 circoli votare la realtà è stata diversa. Il rammarico è dei tanti che non hanno potuto esercitare il loro diritto e che non può passare sotto silenzio, perché gli iscritti non sono cose…..”

Ecco, questo  il clima che si respira oggi in questo PD trapanese, dove la politica sembra scomparsa.

Aldo Virzì