IL CONGRESSO DEL PD: COSA FARE PER DIVIDERSI

Ma domenica a Roma, quando si riunirà la convenzione nazionale del PD ci sarà posto anche per i quattro delegati eletti a Marsala nel corso di una partecipata assemblea di iscritti? Ancora: ma il voto di quelle persone, sempre iscritti al PD nelle 17 su 21 sezioni esistenti in provincia, che hanno sacrificato parte della loro giornata festiva per recarsi a votare che fine farà? Quel voto sarà o è stato conteggiato in quel 46,5% dei votanti complessivi, o nel 48,5% che ha votato Zingaretti?

Interrogativi tanti e al momento tutti senza risposta Anzi, le risposte ci sono, ma sono diametralmente opposte se gli interlocutori rappresentano una o l’altra parte nel quale è diviso il fu Partito Democratico. Ormai tra loro volano anche gli insulti.

Cerchiamo, da cronisti di ricostruire gli ultimi episodi di questa guerra per bande che, a titolo di consolazione, possiamo aggiungere in Sicilia ha molti esempi. Non solo Trapani, tanto che nazionalmente la corrente Zingaretti si sarebbe rifiutata di riconoscere e firmare il risultato finale siciliano che avrebbe visto una vittoria della corrente Martina, quella sponsorizzata da Davide Faraone per una incollatura.

Dell’assemblea di Marsala sono molto soddisfatti i dirigenti della minoranza PD, a cominciare dal segretario provinciale Marco Campagna: “Sono contento della partecipazione dei delegati delle mozioni, dei Giovani Democratici e degli iscritti di circoli che non hanno avuto l’opportunità di votare domenica e finalmente hanno avuto la possibilità di confrontarsi con le tematiche del congresso nazionale”.
Aggiunge Valentina Villabuona: “avevamo detto che avremmo concluso questo percorso con le convenzioni provinciali e lo abbiamo fatto, per rispetto delle iscritte e degli iscritti che lo scorso week end hanno riempito i nostri circoli”. Gli stessi continuano a contestare l’operato del commissario Giuseppe Bruno che aveva annullato le elezioni, dicono di essere ancora in attesa “di vedere il provvedimento di sospensione del voto da parte della Commissione Regionale”.

Tutt’altra verità viene fuori parlando con i dirigenti dell’altro fronte. Non fanno comunicati “per scelta”; per lo stesso motivo non tirano fuori carte e verbali. Preferiscono, interpellati telefonicamente, farti sapere che il famoso Piccirillo è  regolarmente iscritto al PD; che quindi la Commissione provinciale era nel pieno dei suoi poteri; che il ricorso non sarebbe stato accolto da parte della Commissione regionale, che all’unanimità di tutte le componenti, compresa quella di Zingaretti, sarebbero stati concordi, dopo aver ricevuto il ricorso della minoranza, di inviare a Trapani Giuseppe Bruno con pieni poteri. Che lo stesso, agendo “ in rappresentanza della Commissione Regionale, su avvallo della stessa, ha deciso di annullare le elezioni dei circoli”. La colpa, secondo questa ricostruzione cadrebbe solo nei presentatori del ricorso. Questa in verità è una tesi alquanto ardua: in ballo c’era il voto, la democrazia. Bastava che quel ricorso venisse discusso anche dopo il voto, ma che nel frattempo si permettesse agli pseudo 3100 iscritti al PD ( anche questo dato  contestato ndr) di votare, di esercitare un loro diritto, poi sarebbe continuata la guerra dei formalismi.

Rimane il primo interrogativo: domenica a Roma, il PD trapanese sarà rappresentato?

Aldo Virzì