LO SCANDALO DELLE SENTENZE COMPRATE POTREBBE ARRIVARE A TRAPANI ?

Quali erano i veri interessi che avevano spinto l’ex sindaco di Trapani ed ex deputato Girolamo (Mimmo) Fazio a contattare l’ex Presidente della Cga ( Consiglio di Giustizia Amministrativa) Raffaele De Lipsis, in ordine alla “faccenda” del contributo regionale alla società Liberty Lines ? Un interrogativo diventato attualissimo ieri con l’esplodere dell’ennesimo clamoroso scandalo romano che vede coinvolti avvocati e magistrati della Cga accusati di acquisto e vendita di sentenza. Tra gli accusati del Gip del tribunale della capitale Daniela Caramico D’Auria di essersi fatti corrompere c’è, tra gli altri, proprio il De Pretis, finito agli arresti domiciliari.

Ecco la necessità di porsi l’interrogativo. Sicuramente se lo chiederanno con maggiore interesse gli inquirenti trapanesi che già a De Lipsis, così come a Fazio, hanno contestato il reato di traffico di influenze. Quella, in realtà, era solo una piccola parte di un’indagine molto più complessa di corruzione, di rapporti poco chiari tra la politica ed il governo regionale, con primo attore e protagonista proprio l’on. Fazio che per questi motivi finì anche agli arresti domiciliari con ritiro del passaporto restituitogli solo recentemente.

Altri protagonisti, anche loro raggiunti dai provvedimenti della magistratura, Ettore Morace ed il padre Vittorio, gli armatori proprietari della Liberty Lines. Fazio, secondo l’accusa, sarebbe stato la loro “testa d’ariete”, lautamente pagato, per ottenere dal governo regionale condizioni di estremo vantaggio (in termini economici) per il servizio pubblico da loro esercitato di collegamento con le isole minori.

Tra la società armatoriale e la Regione è nato un contenzioso amministrativo trasferito al Consiglio di Giustizia Amministrativa. Insomma, avrebbe deciso una sentenza. Qui l’ingresso in campo del De Lipsis. A lui, secondo l’accusa, si è rivolto l’ex deputato regionale perché esercitasse le sue pressioni nei confronti del nuovo presidente della CGA che l’aveva sostituito in quel ruolo.

Il processo è ancora alle prime battute, il legale dell’ex magistrato aveva avanzato la richiesta di spostare il processo a Roma dove, a suo avviso, sarebbe stato commesso l’eventuale illecito, cioè l’incontro tra Fazio e l’ex magistrato

Forse l’idea di una sede potenzialmente più “serena” per accogliere le sue tesi difensive. Ma dopo gli sviluppi di ieri con la nuova pesante accusa al suo assistito quella mossa appare alquanto azzardata. Dopo ieri, e con il dispiegarsi delle nuove indagini romane e messinesi, qualcuno intravede il rischio che possa cambiare anche il capo di accusa.

Aldo Virzì