Grave Intimidazione a Favignana,
 tentato incendio ai danni di uno stabilimento balneare

Grave Intimidazione a Favignana,”Vendo tutto ai cinesi e vado all’estero…“, il commento del titolare dell’attività che in una denuncia dettaglia ai carabinieri racconta le sue disavventure.

Secondo il racconto del titolare, il 7 febbraio è stato contattato da alcune persone che gli hanno segnalato che un pannello di chiusura dello stabilimento fosse a terra, e pertanto, lo invitavano a dare una controllata.

Giunto sul posto un suo dipendente ha constatato che non mancava nulla ma che c’era un forte odore di carburante, continuando la ricerca ha poi notato una bottiglia di plastica blu accanto a dei pannelli di coibentato e all’interno vi era benzina, che accanto ai pannelli ci fossero dei pezzi di stoffa dal forte odore di carburante e che i pannelli in polistirolo fossero sciolti in alcuni punti a causa del carburante.

Tutto questo lascia pensare che non si tratti solo di una semplice irruzione ma di un atto intimidatorio.

“Non ho mai avuto minacce dirette, so che comunque, la realizzazione di tale struttura in quel luogo, non è gradita a molti a Favignana perchè ritengo che a qualcuno non piace che uno che non sia dell’isola possa avere delle iniziative del genere” queste le dure parole del titolare che continua dicendo –

Avevo un sogno : Tornare nella mia terra e spendere le competenze acquisite all’estero per vivere del mio lavoro, contribuendo possibilmente allo sviluppo economico e sociale della comunità che mi avrebbe ospitato.

Per costruirmi un futuro tranquillo ed una famiglia, volevo trovare una località tranquilla, ancora scevra dalle frenesie e dalle dinamiche delle grandi città.

Dopo quasi 15 anni di lavoro sul campo con diversi tour operator, vissuti prevalentemente all’estero, nel 2003 decido di stabilirmi a Favignana, isola meravigliosa a pochi minuti da Trapani, allora ancora turisticamente poco conosciuta. Un’ isola dove natura, storia e tradizioni si fondono in un’esplosione di emozioni e con una comunità genuina che mi ha accolto benevolmente.

Il mio concetto di impresa, si basa sulla convinzione che chi fa l’imprenditore in un determinato territorio, oltre al proprio dignitoso ritorno economico, debba in qualche modo contribuire allo sviluppo ed al benessere della comunità che lo ospita. 

Vuol dire condividere i successi con chi li rende possibili (collaboratori in primis), apertura ad interazioni con le istituzioni per fini sociali, contribuire economicamente ad attività volte al benessere comune ed al sostentamento dei meno fortunati, compresi gli animali in difficoltà.

Negli anni, dopo tante battaglie con una burocrazia sempre più ottusa e vessatoria, affrontate con determinazione e sacrifici, sono riuscito a creare una piccola realtà imprenditoriale che ad oggi contribuisce al sostentamento di una decina di famiglie.

Purtroppo quella che all’inizio vedevo come una normale ostilità per lo straniero che arriva a dissetarsi alla fonte altrui, adesso si è evoluta in qualcosa che definirei sconfortante e che seriamente mi sta facendo pensare di gettare la spugna. 

Forse la mia mentalità, influenzata troppo dal modello anglosassone, dove chi ha iniziative e merita va avanti, poco incline ai compromessi ai nepotismi ed alle dinamiche politiche, è stata la mia maggiore colpa.

Sarei più sereno nel poter pensare esclusivamente che i miei successi siano la disperazione di pochi ignoranti ed invidiosi, che agiscono come nella più classica sindrome di Procuste, piuttosto che sospettare di dinamiche più inquietanti e pericolose.

Da poco sono padre, in quest’isola ho trovato anche una compagna meravigliose che mi ha sempre sostenuto nei momenti di sconforto e che mi ha dato un bambino stupendo. 

Oggi le mie scelte coinvolgono anche loro

E’ più forte di mé, preferirei fallire a testa alta che integrarmi in un sistema ormai marcio e che non ha futuro.