TRANCHIDA: I VECCHI POTERI CONGIURANO CONTRO DI ME. PIOVONO QUERELE


Cominciamo dalla fine: a una domanda dei giornalisti su quale sarebbe stata la loro decisione se raggiunti da avviso di garanzia, Tranchida, ora sindaco di Trapani, in precedenza di Erice, non ha avuto dubbi che non sarebbe mai potuta arrivargli, essendo lui da sempre un assertore delle regole e della trasparenza. Non dice cosa farà, si intuisce che non ci pensa nemmeno a dimettersi. Anzi, rilancia, minacciando i giornalisti di querela se pubblicano dichiarazioni dell’ing. Pedone su eventuali  pressioni ricevute da Tranchida nella scelta delle ditte. Qualcosa, leggendo l’ordinanza di arresto del Catalano compare. Molto più cauta e ragionevole la Sindaca di Erice Daniela Toscano, mette nel conto una tale eventualità rifacendosi anche ad una osservazione del sindaco di Catania Bianco sui rischi da correre e si accetta questo incarico. Anche lei però, come Tranchida, preferisce astenersi da una risposta.

Se questa è la fine della lunga conferenza stampa dei due sindaci di Trapani ed Erice, l’inizio è stato un percorso storico di Tranchida su chi ha esercitato i poteri a Trapani. Li ha individuati nel tempo nell’on. Bartolo Pellegrino in accoppiata con l’imprenditore Ruggirello, il padre dell’on. Paolo; successivamente a loro sono seguiti Peppe Bianco e l’architetto Mannina, in una logica a suo dire di continuità oggi a rappresentare quel “potere” sono i figli: Simona Mannina consigliere a Erice, e Anna Lisa Bianco consigliere comunale  a Trapani.

Della prima sapevamo della sua avversione all’amministrazione che potremmo definire Tranchida/Toscano; la seconda, a Trapani, sino a ieri ha fatto parte della maggioranza che sostiene Tranchida, l’averla tirata in ballo senza apparenti motivi è risultato alquanto strano. Nel racconto di questi gruppi di potere, come ovvio, non è emerso il nome di Fazio ( l’ex sindaco che a Trapani è rimasto al potere per dieci anni da Sindaco, più quelli da deputato interrotti dalle sue vicende giudiziarie ) del quale non ha negato l’amicizia anche se arrivata dopo un periodo di frizioni.

Questo il quadro nel quale Tranchida, vero e unico mattatore di una conferenza stampa che doveva parlare di Erice, e nella quale di fatto ha assunto ancora una volta il doppio ruolo di sindaco delle due città. Poi ha inserito il colpo di teatro: “sì da addosso a Daniela Toscano con le accuse sul suo operato di Sindaco, ma il vero obbiettivo da colpire è il sottoscritto che ha scardinato  questi poteri a Erice, ora lo sta facendo a Trapani”. Poi rincara, con una “verità” ancora più clamorosa: ci sarebbe qualcosa di simile ad una congiura, un complotto, nei suoi confronti mossa soprattutto da due persone: il primo sarebbe Luigi Manuguerra, suo avversario storico, che però sarebbe una comparsa. Dietro Manuguerra ci sarebbe, lui lo dà per certo, un regista mica tanto occulto.

Non ne fa il nome ma lo “dipinge: si tratterebbe di ”una persona molto esperta professionalmente, sù negli anni, con i capelli lunghi e bianchi, che nel passato è stato un mio competitore”. Nome negato, ma tutti hanno avuto chiaro che si tratta dell’avv. Vito Galluffo. Aldilà dei nomi, sui quali ci sarebbe tanto da osservare, ma è  una valutazione che fa Tranchida e va rispettata, appare inverosimile l’ipotesi del complotto motivata dal fatto che con la sua persona vengono sconfitti i vecchi gruppi di potere che da sempre hanno gestito la città. Ci permettiamo di osservare che nelle sue file, se vuole, nè troverà qualcuno, altri erano con lui in prima linea durante la campagna elettorale.

 Continuerà a muovere l’accusa a questa testata, soprattutto a chi scrive queste note di fare politica. Accusa vecchia e stantia alla quale siamo abituati.

 Le accuse non hanno risparmiato altri giornalisti. Accuse francamente sgradevoli che meriterebbero, a nostro avviso, altro “palcoscenico”: quello di “farsi manipolare, con la promessa di pubblicità, dal titolare di una ditta, un fallito che gira per le redazioni per attaccarmi”. Si tratterebbe dell’imprenditore Riccardo Agliano che nostre fonti ci informano non è affatto fallito. Appare per questo probabile una querela contro Tranchida.

Non siamo abituati a vedere un Sindaco, il Sindaco di Trapani, protagonista della difesa di un ex assessore di Erice, finito agli arresti domiciliari per fatti che hanno riferimento al periodo recente. Certo, le solite rituali parole di fiducia all’operato della magistratura non mancano mai, ma Tranchida non aspetta il verdetto di un tribunale, neanche di una conclusione di indagine. A suo avviso Catalano  è “colpevole” di un solo abuso d’ufficio:“ quando prese a calci l’impresa di Favara che sotto la pioggia faceva quelle strisce rosse della pista ciclabile, con inutile, grande spreco di vernice.

L’avrebbe dovuto fare il dirigente, il dott. Denaro, che però era impegnato in ufficio a redigere la delibera per pagare alla stessa ditta certi stati di avanzamento. Se è questa la sua colpa, a Catalano bisogna dare la medaglia d’oro!”. Difesa a tutto spiano che neanche il legale dell’imputato avrebbe saputo fare meglio. Accusa piena e totale invece per il tecnico del comune di Erice Pietro Pedone, l’uomo che ha svelato ai magistrati i cosiddetti misfatti che avvenivano dentro le mura del palazzo municipale nella scelta delle ditte. E’ stato Pedone il vero e unico grande accusato di questa conferenza stampa. Per Tranchida è stata anche l’occasione per prendersela con i dirigenti del comune di Trapani: “alcuni meritano zero, perché pensano solo allo stipendio, altri (sembra una minoranza, ma niente nomi ndr) sono efficienti”.

Il copione di questa conferenza stampa assegnava una piccola parte, quella finale per il Sindaco Toscano. Ovviamente si è detta d’accordo che le affermazioni di Tranchida, ma i suoi toni sono stati minori e molto più rispettosi di tutto il contesto nel quale si è mossa l’indagine. Anche per il Sindaco di Erice il gran colpevole è Pedone. Ma la maggior parte del suo intervento è stato speso più che a difendersi, a elogiare il lavoro svolto dalla sua squadra di amministratori. Difesa invece rispetto ad alcune notizie di cronaca giudiziaria che riguarderebbero suoi familiari, fratello, marito etc. Questo appare più comprensibile aldilà della veridicità, che appare scontata, delle notizie.

Solo a tarda serata ha deciso di rispondere alle accuse, in modo lapidario l’avv. Galluffo: “ Senza troppa sorpresa ho appreso da più fonti, delle dichiarazioni rese in conferenza stampa dagli organi amministrativi, presenti e passati, del nebbioso Comune Ericino. La assenza di chiarezza, accompagnata dall’infruttuoso tentativo di celarsi dietro una tristemente tipica equivocità, impone una puntuale analisi degli elementi già in possesso e da acquisirsi, per sottoporli alle competenti autorità”. Insomma la querela è in arrivo.

Già domani farà partire la sua querela Luigi Manuguerra che già nei giorni scorsi aveva querelato Daniela Toscano: “mi aveva dato del terrorista e pluripregiudicato, ignorando una sentenza della Cassazione sul <diritto all’oblio> per cose di 30 anni fa per le quali ho pagato il mio debito alla giustizia e che non possono esser usate come armi politiche”. La querela per Tranchida ha le stesse motivazioni, ma con riferimento alla conferenza stampa di oggi nella quale il Sindaco di Trapani con riferimento a Manuguerra certo non si è contenuto.

Alla prossima puntata

                                                                              Aldo Virzì