OPERAZIONE “MAFIABET”. TRE ARRESTI PER MAFIA INDAGATO ANCHE UN POLITICO

2203

I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, della Compagnia di Mazara del Vallo e del ROS hanno tratto in arresto, in esecuzione del fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica -DDA- di Palermo: gli imprenditori LUPPINO Calogero Jonn campobellese di 39 anni, GIORGI Salvatore, zio del predetto, 60 enne, anch’egli di Campobello di Mazara e CATALANOTTO Francesco, castelvetranese gestore di un centro scommesse a Campobello di Mazara. Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione e altro.

Le indagini dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica – DDA- di Palermo hanno permesso di monitorare la rapidissima ascesa imprenditoriale di LUPPINO Calogero Jonn nel mondo delle scommesse e giochi on line. Ascesa favorita in tutto e per tutto dagli affiliati  ai mandamenti mafiosi di Castelvetrano e Mazara del Vallo, che obbligavano i vari esercizi commerciali ad istallare i device  delle società di LUPPINO e GIORGI, pena pesanti ritorsioni.

Dal canto suo LUPPINO, coadiuvato da GIORGI che gestiva la cassa dell’associazione mafiosa in questo settore imprenditoriale, si occupavano del sostentamento, relativo alle spese legali e alle altre necessità del boss detenuto Franco LUPPINO, nonché del finanziamento dei vertici delle famiglie mafiose di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo e Castelvetrano.

In particolare l’arrestato CATALANOTTO Francesco rappresentava l’anello di congiunzione operativo tra LUPPINO e la famiglia di CASTELVETRANO. CATALANOTTO infatti vantava una particolare vicinanza con ALLEGRA Rosario, cognato del latitante Matteo MESSINA DENARO.

In corso anche un ingente sequestro beni (circa 5 milioni) nei confronti degli indagati.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, della Compagnia di Mazara e del ROS, hanno tratto in arresto, in esecuzione del fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica -DDA- di Palermo: gli imprenditori LUPPINO Calogero Jonn, campobellese di 39 anni, GIORGI Salvatore, zio del predetto, 60 enne anch’egli di Campobello di Mazara e CATALANOTTO Francesco, castelvetranese gestore di un centro scommesse a Campobello di Mazara. Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione e corruzione elettorale.

Le indagini dei Carabinieri, coordinati dal Procuratore Aggiunto Paolo GUIDO, e dai Sostituti Procuratori Gianluca DE LEO e Francesca DESSI’,hanno permesso di monitorare la rapidissima ascesa imprenditoriale di LUPPINO Calogero Jonn nel mondo delle scommesse e giochi on line. LUPPINO Calogero dirigeva e controllava il settore economico dell’esercizio di giochi e scommesse affidando alcune delle relative agenzie ad altri associati mafiosi.

La sua ascesa è stata favorita in tutto e per tutto dagli affiliati  ai mandamenti mafiosi di Castelvetrano e Mazara del Vallo che obbligavano i vari esercizi commerciali del trapanese ad istallare i device  delle società di LUPPINO e GIORGI, pena pesanti ritorsioni. Gli esercizi che invece accettavano il monopolio facente capo a Cosa Nostra, potevano godere della “protezione” dei mafiosi pronti a punire chi, tra la delinquenza comune, prendeva di mira quegli esercizi commerciali.

Così accadeva con un bar di Petrosino, che aveva subito un furto proprio di macchinette per giochi riferibili alle società di LUPPINO e GIORGI. Cosa Nostra individuava il responsabile del furto e, tramite il referente mafioso di quel luogo, provvedeva alla punizione del presunto reo, colpevole di aver danneggiato un esercizio che già aveva pagato la protezione dell’associazione mafiosa.

Dal canto suo LUPPINO destinava parte dei proventi economici delle proprie attività imprenditoriali al sostentamento delle famiglie mafiose di Castelvetrano, di Campobello di Mazara e di Mazara del Vallo e garantiva il costante collegamento fra queste famiglie, i cui vertici sono stati tratti in arresto nell’operazione, sempre della DDA di Palermo, “Anno Zero” dello scorso mese di Aprile.  Inoltre LUPPINO assicurava il sostentamento di singoli associati mafiosi detenuti e, in particolare, del boss Franco LUPPINO e di sua moglie Cataldo Lea;

GIORGI Salvatore, che gestiva la cassa dell’associazione mafiosa in questo specifico settore imprenditoriale, manteneva costanti contatti con gli altri associati, contatti finalizzati alla pianificazione e realizzazione di numerose iniziative imprenditoriali poste in essere attraverso la forza di intimidazione dell’associazione Cosa nostra sul territorio di Mazara del Vallo, grazie all’appoggio e alla protezione di Dario MESSINA (reggente del mandamento mafioso di Mazara del Vallo). In quanto gestore della “cassa” provvedeva alla ripartizione degli utili in favore degli associati anche di altre famiglie mafiose, tra cui quella di Marsala.

CATALANOTTO Francesco rappresentava l’anello di congiunzione operativo tra LUPPINO e la famiglia mafiosa di CASTELVETRANO. Era egli che veicolava messaggi e informazioni fra i rispettivi componenti delle famiglie mafiose e organizzava incontri fra i sodali, salvaguardandone la riservatezza. Inoltre assumeva la gestione di un centro scommesse per conto di LUPPINO Calogero Jonn e consegnava somme di denaro ricavate dall’attività di raccolta delle scommesse al sostentamento delle famiglie mafiose.

CATALANOTTO inoltre vantava una particolare vicinanza con ALLEGRA Rosario, cognato del latitante Matteo MESSINA DENARO, anch’egli tratto in arresto nell’aprile del 2018, il quale era uno dei primi destinatari, unitamente a Raffaele URSO e Dario MESSINA, dei finanziamenti di LUPPINO.

E’ indagato anche un deputato regionale per corruzione elettorale, a cui i Carabinieri hanno notificato l’invito a comparire per rendere interrogatorio innanzi ai PM. LUPPINO e soprattutto GIORGI, in ossequio alle disposizioni impartite dal carcere da Franco LUPPINO, supportavano la candidatura del politico locale alle elezioni regionali, promettendo e somministrando generi alimentari a cittadini del luogo in cambio della promessa di voto.

LUPPINO e GIORGI non erano infatti disinteressati alle competizioni elettorali. Gli stessi erano esponenti di primo piano del movimento politico “Io amo Campobello” e LUPPINO in passato era stato anche consigliere comunale. Il sodalizio riusciva ad orientare, grazie all’ampio potere economico esercitato, la libera espressione della preferenza elettorale, in ciò realizzando proprio uno degli scopi dell’associazione mafiosa.

I Carabinieri hanno eseguito anche un ingente sequestro beni, finalizzato alla confisca e disposto dalla Procura di Palermo nei confronti di 8 società e imprese individuali, e relativo compendio societario, che gestivano non solo giochi on line, ma anche esercizi commerciali quali tabacchini, autonoleggi, bar, nonché società di servizi. Di fatto LUPPINO di recente aveva differenziato gli investimenti, nonché ampliatili acquistando anche società di scommesse sull’isola di Malta.  Il valore dei beni sequestrati si aggira intorno a 5 milioni di euro.

Nelle intercettazioni sono emersi anche i rapporti fra il gruppo Luppino e l’avvocato marsalese Stefano Pellegrino, deputato regionale eletto nelle fila di Forza Italia con 7670 voti, oggi è presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars e componente della commissione antimafia.

All’esponente politico è stato notificato un avviso di garanzia che ipotizza l’accusa di corruzione elettorale (senza l’aggravante di mafia), per aver ricevuto un sostegno ritenuto illegittimo alle ultime consultazioni del 2017. Voti in cambio di sacchi della spesa elargiti dal gruppo Luppino, era Giorgi che incontrava gli elettori.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’ordine di votare l’avvocato penalista (fra i suoi clienti c’è anche l’ex sottosegterario agli Interni D’Alì, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa) sarebbe arrivato direttamente dal carcere.