UN PD NEL CAOS VERSO LE PRIMARIE, RINVIATO IL CONGRESSO

Salta la data del congresso provinciale del PD, salta anche la candidatura a segretario provinciale delsindaco di santa Ninfa Giuseppe Lombardino, saltano alcuni protagonisti del passato “glorioso”, saltano vecchi accordi. Nel partito che fu di Bersani, poi di Renzi che, come hanno scritto i maggiori analisti politici, ha completato il disastro, la confusione regna sovrana. Quel disastro del cosidetto renzismosi avverte anche in periferia, anche in questa provincia.

Le liste presentate a Trapani e che concorreranno alle primarie del tre marzo evidenziano il rimescolamento di posizioni che hanno stravolto assetti originari. Sono quattro le liste che si contendono i cinque posti dei rappresentanti al congresso nazionale; due fanno riferimento alla candidatura a segretario di Nicola Zingaretti, si chiamano Piazza Grande Sicilia e Piazza Grande Europa, una terza lista  fa riferimento a Maurizio Martina, ed infine la lista di riferimento a Giachetti, la più debole. 

Questo il quadro ufficiale, uno sguardo all’interno permette di capire meglio cosa si sta muovendo in questo partito. La prima osservazione riguarda quello che fino a ieri era considerato il leader indiscusso, l’on. Baldo Gucciardi. Non lo è più. Questo è l’unico collante che unisce molti dei dirigenti vecchi e nuovi, aldilà degli schieramenti. Gucciardi paga le rotture all’interno del PD siciliano che lo ha visto diventare amico/avversario di Faraone, ma anche una certa “sufficienza” con la quale ha governato il partito trapanese. Errori lontani, già dalla candidatura di Pietro Savona a Sindaco di Trapani che lo ha visto semi spettatore, poi le elezioni regionali, nazionali con le scelte che hanno continuato a spaccare il partito.

La definitiva crisi si è avuta ancora una volta con le recenti elezioni al comune di Trapani, con l’appoggio improvviso e non scontato a Tranchida subendone i suoi diktat. Gli effetti della crisi che ha scosso la corrente “gucciardiana” sono ben visibili con il distacco dal PD di Pietro Savona, il semidistaccodell’ex fedelissimo Venuti, sindaco di Salemi, ma anche del segretario provinciale uscente Marco Campagna che, profondamente deluso, ha preferito tirare dignitosamente i remi in barca lasciando ad altri l’incombenza di governare un partito alla deriva. Infine, da annoverare alla cisi della corrente, anche la rinuncia di Giuseppe Lombardino alla segreteria provinciale, sembrava ci fosse un accordo unitario, era solo di facciata. 

Ci sono dirigenti che escono o si allontanano, ci sono anche i rientri, clamoroso il caso del sindaco di Trapani. Giacomo Tranchida da anni “gioca” con il partito che oltre 25 anni fà lo lanciò nell’agone politico e non solo. Per vincere le elezioni comunali ericine si era inventato una sua lista personale da affiancare a quella del PD. Ebbe successo e con il suo partito d’origine cominciò a confliggere, muovendosi in totale autonomia. “Erice che vogliamo” non bastava, ed ecco l’invenzione della lista “Cambiamenti”, successivamente utilizzando la porta girevole chiamata PD, ne riassume il simbolo per candidarsi alle regionali, non riesce per poche centinaia di voti a farsi eleggere, bisogna cercare un’alternativa di “lavoro”, il comune di Trapani è, come già ben sapeva, libero. Ritorna la porta girevole, niente più PD, simbolo vietato, deve scomparire, la lista camuffarsi in lista civica; per il candidato Sindaco lo stellone si chiama “cambiamenti”, cambiare si può, anche allearsi con la destra più estrema. Nessun problema a farsi fotografare insieme all’on. Michele Rallo.

Vince le elezioni, altro giro di ruota, può tornare ad essere un dirigente del PD, ed infatti riesce a piazzare la sua fedelissima Daniela Toscano, sindaco di Erice, al secondo posto nella lista zingarettiana, pur essendo stato lui da sempre renziano. La scelta del Sindaco di Erice ha suscitato non poche perplessità anche tra le fila dello stesso PD che è rimasto in silenzio sulle vicende giudiziarie verificatesi al comune ericino.

Questo il quadro delle primarie che si svolgeranno la prossima domenica e che sono aperte al voto dei cittadini. La campagna “elettorale” è aperta, ma nel frattempo si pensa a quella per il segretario provinciale che riguarderà solo gli iscritti nei vari circoli. Azzerata la candidatura di Lombardino, a meno di ripensamenti la “corsa” è aperta a più concorrenti, tra i quali, non tanto a sorpresa, spunta il nome dell’avv. Dario Safina, tornato ad essere tra i più attivi dirigenti di questo partito. A suo favore l’area valdericina che si rifà all’ex sindaco Spezia, ma anche allo stesso Tranchida che può giocare su più fronti. Con Safina potrebbe anche schierarsi il presidente del partito Emmola. Ma le sorprese dell’ultima ora sono sempre possibili. C’è tempo sino al due marzo, entro quella data gli aspiranti alla carica dovranno ufficializzare la loro candidatura al comitato. 

                                                                          Aldo Virzì