Capolavoro granata

Prestazione enorme degli uomini di coach Parente, che sovvertono ogni pronostico e nel monday match della ventitreesima giornata fanno lo sgambetto alla capolista. 87-86 il risultato finale di un match al cardiopalma. Difficile, se non impossibile, descrivere a parole tutte le emozioni vissute nel corso dei 40 minuti di ieri sera.


“Lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento” disse il velocista Pietro Mennea.
Ieri sul parquet del PalaConad ce n’era tanto di talento, senza timore di smentita, soprattutto sponda Virtus, che può vantare uomini i cui nomi sono rinomati nel panorama cestistico. A partire da coach Piero Bucchi esperto allenatore di Serie A, categoria calcata per varie stagioni anche dalla coppia a stelle e strisce formata da Moore, ex Brindisi, e Sims, ex Cremona. La formazione capitolina è poi così profonda da avere tanti assi nella manica distribuiti in tutti i ruoli.


Ma ritorniamo a Mennea: per la vittoria non basta il talento. Trapani ha messo in campo tanto altro, cuore, animo, audacia e anche quel pizzico di arroganza necessaria.


È emerso tutto il talento del giovane 2000 Miaschi, autore di 26 punti (tanti quanti ne ha messi a segno Moore per Roma) e non è stato da meno il coetaneo Czumbel che sfiora la doppia cifra, 9 punti per lui tra cui la bomba decisiva del sorpasso, a 3 minuti dalla fine.

Ma ogni giocatore granata entrato sul parquet ieri sera ha dato il suo, ha messo il suo mattoncino per costruire qualcosa di importante e bello, che poteva apparire ancor più impossibile data l’assenza della stella della squadra, Rotnei Clarke.


La Virtus si ferma così di nuovo, sconfitta per la seconda partita di fila da una formazione siciliana e ancora una volta di una lunghezza.
Sulla carta, quelli in Sicilia, in ottica promozione, erano due punti che andavano conquistati dalla capolista.


Nel post gara, è il direttore sportivo Spinelli a prendere parola in conferenza stampa per Roma. Per il DS giallorosso a “condannare la sua squadra alla sconfitta” è stato un fischio arbitrale. I fatti dicono che Roma si è “suicidata” quando a 6 minuti dalla fine è stata incapace di gestire il vantaggio di 11 punti, creato soprattutto nel terzo quarto (27-10 per la Virtus); i granata ricuciono il divario a suon di bombe, rispettivamente di Pullazi (2), Marulli e Czumbel, portando la gara a un finale punto a punto, in cui Trapani ha la meglio.


Libero arbitrio: a ognuno il suo pensiero, innegabile però il merito che va riconosciuto ai granata. Tutto cuore…