UN PD TRAPANESE DIVISO AL VOTO DELLE PRIMARIE

Da stamattina seggi aperti in tutti, o quasi, i comuni della provincia di Trapani, come in tutta Italia, per iscritti e simpatizzanti del PD chiamati a scegliere il segretario nazionale. Gli sfidanti sono tre: Giachetti, esponente della guardia renziana; Martina, l’uomo di mezzo tra renziani e rinnovamento; Zingaretti, presidente della regione Lazio, ma soprattutto l’unico dei tre che rivolge uno sguardo alla sinistra dalla quale proviene la maggior parte del PD, che fu tante cose dopo essere stato PCI. Dopo la disfatta del partito renziano  quasi naturale che sia Zingaretti il gran favorito di queste primarie.

Si vota anche a Trapani in un partito che continua ad essere diviso più tra gruppi di un potere che non c’è più, almeno per quasi tutti, che dalle idee di sviluppo del territorio. L’esempio lampante di questo quadro non proprio edificante si è  avuto ieri sera; si dovevano scegliere i candidati alla segreteria provinciale del partito di Trapani che celebrerà il suo congresso il 16 marzo.

E già questa è una anomalia, il congresso provinciale si doveva celebrare prima del nazionale; ma le divisioni, non della base, ma delle oligarchie a cominciare da quelle palermitane, identificate nel renzianissimo Davide Faraone, non l’hanno consentito. Le stesse divisioni si sono “scontrate” ieri sera nelle candidature alla segreteria provinciale. Sembrava tramontata la candidatura di Lombardino, sindaco di Santa Ninfa, vicino all’on. Gucciardi; aveva ritirato la candidatura, che avrebbe potuto essere unitaria, dopo lo slittamento della data congressuale.

Si era affacciata l’ipotesi della candidatura di Dario Safina, giovane e brillante avvocato, che da consigliere comunale a Trapani ha saputo dimostrare di poter rappresentare un partito che guarda anche a sinistra, come nel caso della mozione che impegna l’amministrazione Tranchida a chiedere una dichiarazione di adesione alla costituzione antifascista per la concessione del suolo pubblico. Ma ancora una volta sono prevalse le logiche di potere che attraversano i due schieramenti, così renziani della prima e della seconda ora, vicini a Faraone, ma sembra anche all’on. Ruggirello, hanno scelto il loro candidato in Nino Grignano, altro interessante giovane dirigente, che sembrava fuori dalla mischia e che comunque nel suo giovane trascorso aveva uno sguardo più volto a sinistra.

Una sorpresa, indubbiamente, da verificare come sarà accolto dagli iscritti. L’adesione di Paolo Ruggirello, avrebbe una motivazione dall’essere ancora scottato dalle elezioni regionali: avversario dell’on. Gucciardi, ma soprattutto di Tranchida, da molti considerato il nuovo uomo forte.

E dall’altra parte? Con un giro inaspettato di valzer, l’altra parte dello schieramento, che raccoglie il nuovo fronte zingarettiano dove aderiscono quelli che ci credono al rinnovamento e quelli che si accodano perché probabile  vincitore, hanno ripiegato ancora una volta su Lombardino Con un comunicato, la scelta di Lombardino viene motivata “per continuare il lavoro fatto in questi anni che ha portato il PD a raggiungere risultati importanti nella nostra provincia”  Sembrerebbe la vittoria di Gucciardi che partiva come lo sconfitto, si vedrà in prospettiva; ma come sostengono in molti, è Tranchida a “dare le carte” dall’alto del suo essere sindaco del capoluogo, appunto il risultato importante del comunicato. In questo PD non pesa il fatto che l’ex sindaco di Valderice, poi di Erice e adesso di Trapani, utilizza il partito come una porta girevole: renziano doc, oggi zingarettiano, se fa comodo è “Erice che vogliamo”, poi diventa “cambiamenti”, poi anche PD, pure con ruoli dirigenziali.

Questo il PD trapanese che oggi ha aperto le urne. Per sua fortuna iscritti e simpatizzanti sono molto meglio dei dirigenti. Stasera sapremo il primo responso.

                                                                   Aldo Virzi