Lo spaccato che emerge dalla clamorosa operazione dei carabinieri con l’arresto di 25 persone, tra cui alcuni imputati “eccellenti” come l’on. Paolo Ruggirello, ma anche i coniugi D’aguanno, segna una svolta nel quadro mafioso della mafia in questa provincia. Il giudice istruttore Piergiorgio Morosini, fissa in due momenti tutto l’articolato dispositivo, rifacendosi alla richiesta del pubblico ministero che il magistrato fa suoi e condivide: due distinti filoni di indagine. Il primo riguarda la famiglia mafiosa di Trapani con tutte le sue novità organizzative dopo l’arresto di Vincenzo Virga; il secondo filone attiene quasi esclusivamente alla figura dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello ed i suoi rapporti, che non sarebbero solo di oggi, ma datati nel tempo, con l’organizzazione mafiosa Cosa Nostra.

Questo il contesto con due elementi di spicco: anzitutto la novità della presenza, ormai radicata, di Cosa Nostra anche a Favignana. Le indagini  delineano un quadro di interessi economici, ma anche politici della mafia favignanese strettamente collegata alla cosca di Trapani guidata dai fratelli Francesco e Pietro Virga che scontati gli anni di carcere e rimessi in libertà si erano messi alla testa del mandamento mafioso di Trapani allargando i loro interessi a Paceco e, appunto, a Favignana.

Nell’isola sarebbe stato Vito D’Angelo – rimasto nell’isola al termine dell’espiazione di una lunga detenzione per omicidio – ad assumere il ruolo di capo della locale cosca, ma anche, dice il magistrato, mettersi a disposizione delle cosche di tutta la provincia. A lui, nell’isola, farebbero capo Francesco Russo, un piccolo imprenditore e Stelica Jacob, di origine rumena ma trapiantato da molti anni a Favignana tanto da avere acquisito il dialetto siciliano; conosciuto nell’isola come Andrea. Era il braccio armato isolano a disposizione dei Virga, ma anche di Russo. Secondo le indagini è stato Jacob a dare fuoco ad un escavatore dell’impresa concorrente di Antonino Donato, tra l’altro debitore di Russo. Ma l’attenzione degli investigatori su Favignana ha riguardato anche un’altro capitolo riferito alla lite scoppiata tra lo stesso Russo e l’imprenditore Paladino che aveva operato a Favignana e in particolare: “ i lavori di completamento della rete fognante e realizzazione dell’impianto di sollevamento e riqualificazione del lungomare Duilio”. E’ in questa occasione che i Virga esercitano tutto il loro potere per dirimere la questione.

L’altro filone di indagine riguarda l’on. Paolo Ruggirello, ma riguarda soprattutto la commistione tra la mafia e la politica. Certo non una novità. Con Ruggirello compaiono i nomi anche di Ivana Inferrera, una insospettabile, già assessore nella giunta Damiano e del marito Antonino D’Aguanno; c’è pure un politico minore,  Giovanni Maltese che sino alla scorsa legislatura era consigliere comunale ad Erice.

Ruggirello e i coniugi D’Aguanno sono accusati, nella sostanza, di voto di scambio per avere cercato nelle elezioni, soprattutto nelle regionali del 2017, i voti della mafia intavolando trattative con i fratelli Virga. Sia Ruggirello che i D’aguanno, secondo l’accusa, avrebbero pagato per ottenerli. In particolare, i D’Aguanno avrebbero pagato 2000 euro! perché i fratelli Virga facessero votare per la Inferrera, che alle regionali era candidata in una lista di centro-destra capeggiata dall’on. Turano.

Situazione diversa, quella descritta dai magistrati, per l’on. Ruggirello che, come è noto, sia alle elezioni regionali che alle nazionali era candidato per il PD, avversario, ovviamente del partito della Inferrera, e che alle ultime elezioni amministrative, dove era candidato il nipote, ha appoggiato la maggioranza che ha vinto a Trapani le elezioni. Ma, secondo l’accusa, oltre all’avvenuto  pagamento – e in parte promesso – di contributi finanziari ai fratelli Virga, i magistrati enumerano una serie di episodi di frequentazioni dell’ex deputato con soggetti di primo piano delle cosche mafiose.

In particolare, quando ancora era deputato, aveva garantito il suo intervento per fare ottenere finanziamenti  pubblici alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, con accordi stretti con Michele Accomando, imprenditore massone, ma anche esponente della cosca mazarese arrestato nel 2007 nell’operazione antimafia denominata “Balck Out”. Sempre a Mazara, l’on. Ruggirello, con il pallino della politica e di carriera politica, aveva promesso, in cambio di appoggi elettorali, di far assumere dalla Azienda Sanitaria di Trapani Margherita Buracci, figlia di Giovanni, esponente di spicco della mafia Campobellese. Nella vicina Castelvetrano prometteva l’assunzione  di Calogero Giambalvo, nipote del mafioso Vincenzo La Cascia, nella struttura del Parco Archeologico di Selinunte. I Magistrati, che come già sottolineato, al secondo filone della loro indagine avevano puntato sulla figura “storica” di Ruggirello, ripescano la sua avventura di leader provinciale di “Articolo4“, il movimento che successivamente aveva portato in dote, almeno in parte, nel PD: in lista aveva inserito Daria Razziano, su indicazione di Filippo Sammartano, altro esponente storico della mafia campobellese. Dal Belice a Paceco, per ottenere dal mafioso Carmelo Salerno nominativi da inserire nella sua lista “Democratici per Marsala” alle amministrative del 2015.

Altre promesse di assunzione, altri favori legati ad esponenti mafiosi. A Trapani, tra le sue frequentazioni para politco/elettorali compare anche il nome di Francesco Orlando, già consigliere comunale socialista a Palazzo D’Alì, poi arrestato per mafia e condannato. Sembrava sparito dall’orbita mafiosa, questa inchiesta ce lo fa ritrovare con un ruolo di primo piano affianco ai fratelli Virga, veri dispensatori di favori elettorali. Ed infatti, si fanno i nomi di altre persone finite nelle indagini ma che non sarebbero, almeno ad oggi, neanche indagate.

Questa indagine è comunque la conferma che nonostante i tempi trascorsi la politica, almeno una parte, cerca ancora nella mafia quell’ignobile rapporto per ottenere voti e potere. Se stiamo ai risultati ultimi non sembra più che le cosche abbiano la capacità di assicurare i loro favori vincenti. Questa è forse la più bella notizia.

                                                                       Aldo Virzì

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com