L’ARRESTO DI RUGGIRELLO: IL PD TRAPANESE VERSO UNA SOLUZIONE UNITARIA

Nel PD trapanese frastornato dalle clamorose notizie provenienti dal fronte giudiziario con l’arresto dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, si è aperto il capitolo del congresso provinciale e della elezione del segretario.

Quanto successo a Ruggirello, che tra l’altro ha comunicato di dimettersi dal PD “ alfine di evitare affrettate ed ingiustificate conclusioni che possano coinvolgere il PD”, un gesto molto apprezzato in alcuni ambienti del partito, altri invece preferiscono ricordare che da due anni non ha rinnovato la tessera, ha riaperto tutti i giochi in vista del congresso. E’ noto che alla data del 2 marzo i candidati alla carica di segretario, congresso fissato per il 16 marzo, erano due: Lombardino, sindaco di Santa Ninfa, in rappresentanza della corrente zingarettiana, ma soprattutto di quel coacervo di interessi politici(?) legati al leader locale on. Baldo Gucciardi. A questa corrente si erano accodati, per motivi diversi, la maggior parte dei dirigenti locali, a cominciare da quelli della cosidetta fascia del Belice ma anche i valdericini di Camillo Oddo e Mino Spezia, lo stesso Tranchida, l’uomo dalle porte girevoli che ha accantonato la sigla “cambiamenti” per indossare gli abiti del PD, pronto a disfarsene al momento opportuno.

Dall’altra parte, la corrente più ortodosso al credo renziano, capitanata dal presidente provinciale del partito Emmola, nella quale si identificava anche l’on. Ruggirello, e che avevano indicato come candidato alla segreteria il giovane Nino Grignano, già consigliere comunale, molto stimato anche all’esterno della corrente.

Con l’arresto di Ruggirello la situazione è cambiata. Da quanto trapela, tutto il gruppo dirigente, con l’avvallo anche dei rispettivi leader regionali, stanno cercando una soluzione unitaria che dovrebbe trovarsi nella proposta del candidato unico a segretario di Lombardino; alla lista concorrente verrebbe assegnato un ruolo di rilievo, sempre nella persona di Grignano, che potrebbe essere la presidenza del partito o la vicesegreteria provinciale.

Insomma nel PD si avverte la difficoltà della nuova situazione e difronte ad un quadro nazionale in ascesa sono in tanti a ritenere necessario adeguarsi, rinfoderando le armi di una sfida che farebbe solo danni. Inoltre, qualcuno paventa, vista il decisionismo di Zingaretti a rinnovare il partito, la possibilità di un commissariamento che metterebbe fine a tutti i giochi di potere……..ammesso che ci sia.

                                                                         Aldo Virzì