Reazioni politiche all’operazione “Scrigno”

Riceviamo a trasmettiamo integralmente le note pervenute alla nostra redazione.

Antonio Gandolfo coordinatore provinciale Art.1 Trapani

Guardiamo le foto degli arrestati. Politici, mafiosi, piccoli affaristi. Un aggregato di interessi che decidono di stare insieme per il loro tornaconto, anche di infimo livello, camuffato sotto la tranquilla routine della loro attività, al di sopra di ogni sospetto.

È lo scambio sempre attuale tra chi cerca di occupare e mantenere ad ogni costo posizioni di potere politico e la presenza della mafia che organizza i suoi affari utilizzando la sponda amica dentro le istituzioni. Un mondo di legami stretti, di frequentazioni assidue e riservate, necessitato dalla partecipazione alla comune impresa di scambio tra apparenti virtù e lotta per il potere.

Nessuno può meravigliarsi, è un modello ben conosciuto e praticato con alto consenso sociale che ne apprezza la praticità e il risultato. La raccomandazione, il clientelismo, lo scambio di favori sono parte integrante del comune sentire, trasversale anche nelle appartenenze politiche.

Anche se l’indagine segnala la inversione di ruolo dove è il politico a chiedere il supporto elettorale peraltro con scarsi risultati e la mafia appare in difficoltà e non più in grado di replicare gli antichi fasti.

Come si dice in queste circostanze la giustizia seguirà il suo corso per accertare le responsabilità individuali secondo legge, ma rimane Il tema del giudizio etico su questa ennesima vicenda del rapporto inquietante e deleterio tra politica e mafia.

È possibile precedere le indagini della magistratura per capire dove si annida il male ? ci sono gli anticorpi nella società per contrastare fenomeni così diffusi ? la politica è nelle condizioni di selezionare leader trasparenti e di fare pulizia prima del danno ?

La carriera politica di Ruggirello appare esemplare quanto a trasformismo e capacità di attraversamento delle varie stagioni. Non è certo la sola e si accompagna a tante esperienze dove la coerenza ai propri ideali appare un vecchio orpello da rottamare.

Eppure colpisce il suo approdo al partito democratico per come è maturato nelle stanze romane e si è imposto sull’ onda della rivoluzione del faraone siciliano. Nella vita del partito democratico ha fatto valere il suo peso elettorale partecipando da protagonista alle ultime elezioni politiche e proponendo pochi giorni fa un candidato alla segreteria provinciale.

La riflessione appare indispensabile per il partito democratico il giorno dopo l’investitura del nuovo segretario che dovrà mettere mano al dossier siciliano, ma questa storia interroga tutti perché quando la politica si mostra permeabile all’inquinamento del voto di scambio politico mafioso salta qualsiasi idea di rappresentanza, di democrazia e di libertà.

La buona pratica del lavoro politico aperto, radicato nella vita civile, del dibattito pubblico sui temi di interesse comune contro ogni vizio delle segrete stanze, delle false tessere e delle cordate di potere, è l’unica arma per rianimare la politica delle scelte coraggiose e responsabili.

Giacomo Tranchida- Sindaco di Trapani

Al netto del garantismo tutelato dalla nostra Costituzione, oltre allo stupore per il grave coinvolgimento di taluni dei soggetti politici, e/o comunque fortemente implicati – per quanto sembra anche emergere dalle notizie correlate all’operazione “Scrigno” – non v’è dubbio alcuno che l’attività investigativo/giudiziaria tendente a contrastare e definitivamente estirpare la mala pianta mafiosa dalla nostra terra, va salutata con speranza di riscatto e rinascita dalla nostra comunità.

Il segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona

“L’operazione Scrigno fa emergere, ancora una volta, le collussioni tra mafia, politica e imprenditoria e scardina quello che in provincia di Trapani è un sistema che, in parte, si articola tra infiltrazioni mafiose, illegalità diffusa e interessi illeciti. La provincia di Trapani – continua Cutrona – è intrappolata in una fitta rete di interessi mafiosi che frenano lo sviluppo e un’economia sana e libera dai condizionamenti. La lotta alla mafia, che vede costantemente in azione le forze dell’ordine e la magistratura, deve essere un impegno condiviso da tutta la collettività attraverso la presa di distanza da ciò che è illegale. Solamente così il territorio potrà ottenere la crescita sociale, economica, occupazionale e culturale”.

Il segretario generale della Uil Trapani Eugenio Tumbarello

“Un successo delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto di ogni forma di illegalità, che rappresenta un’esigenza collettiva del mondo del lavoro di tutto il territorio della provincia di Trapani. La Uil di Trapani – aggiunge Tumbarello  -, in perfetta sintonia con la Confederazione, continua a svolgere il proprio lavoro contro ogni forma di mafia, rimanendo sempre dalla parte della legalità e impegnati per lo sviluppo del territorio”.

Il vicesegretario del PD Sicilia, Antonio Rubino

Abbiamo dato mandato ai nostri legali per agire in sede civile e penale contro l’onorevole Giancarlo Cancelleri per le gravissime offese alla reputazione della comunità del Partito Democratico. Affermare su Facebook che il “Partito Democratico della Sicilia deve essere commissariato per mafia” è assai grave, ma dai Cinquestelle ci si può aspettare questo ed altro, magari domani chiederanno pure la nostra impiccagione. Nel contempo, vorremmo rassicurare quanti in queste ore si preoccupano della non sospensione dal Pd di Paolo Ruggirello: l’ex deputato del Pd non è iscritto da due anni al partito e pertanto non può essere sospeso. Fiducia nella magistratura, difesa dell’onorabilità del Pd siciliano e della comunità democratica. Tutto il resto, comprese le lezioni di moralità e lo sciacalaggio elettorale, è solo miseria politica”.  

Enzo Guidotto, presidente dell’Associazione Antiracket ed Antiusura di Trapani

Il più vivo compiacimento per l’operazione ‘Scrigno’, il miglior plauso ai Magistrati ed alle Forze dell’Ordine che l’hanno diretta ed attuata ed il peggiore biasimo per gli arrestati, soprattutto per i politici. Stando a dichiarazioni di fonte ufficiale c’è stato persino chi ha chiesto espressamente voti ad un esponente di vertice dell’organizzazione mafiosa e dopo l’elezione ha tenuto a ringraziarlo personalmente. Data la gravità degli addebiti auspico condanne adeguate alla luce di una concezione che ho sempre condiviso: quella del Presidente della Repubblica, già Magistrato, Oscar Luigi Scalfaro. «Se un politico è responsabile come un mafioso – dichiarò più di una volta – un Magistrato serio deve dare al politico una pena maggiore. Perchè a responsabilità maggiori devono corrispondere pene maggiori”.

Il deputato alcamese del MoVimento 5 Stelle Antonio Lombardo”: La provincia di Trapani si conferma purtroppo una zona dove la presenza di Cosa nostra all’interno delle istituzioni è molto forte e compromette lo sviluppo di questo territorio. Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per l’enorme lavoro svolto, adesso occorre uno sforzo ulteriore anche da parte dei partiti politici per inserire all’interno delle istituzioni gente onesta e lontana da episodi o fatti inquietanti. Il Movimento 5 Stelle questo lo fa da sempre: che le altre forze politiche prendano esempio da noi”.