LA MAFIA ALLE EGADI: OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO

Usa paragoni enormi l’ex sindaco di Favignana Lucio Antinoro per descrivere la situazione politica determinatasi all’interno dell’amministrazione comunale dopo i provvedimenti della magistratura con l’arresto di Paolo Ruggirello e la “scoperta” di una cosca mafiosa formatasi nell’isola. Polemizza, soprattutto  con il Sindaco Pagoto, accusato di tacere, o ancora peggio, di negare l’evidenza; colpevole di avere detto che “ la mafia non alberga dalle nostre parti”.

Accusa Antinoro: il sindaco è “un negazionista. E’ come sostenere (ecco il paragone ndr) la tesi che la shoah non sia mai esistita. Peggio ancora, lo sterile annuncio di costituzione di parte civile del Comune nel relativo processo è come dire <ne parleremo dopo…., facciamo decantare> e nel frattempo <seppelliamo la polvere sotto il tappeto>”. Nel lungo documento che Antinoro firma a nome dei cittadini raccolti nella sigla di “Egadi insieme” con la quale ha concorso alle recenti elezioni, si entra nello specifico:” nel giro di 15 giorni, due noti esponenti regionali che hanno fatto man bassa di voti nelle nostre isole sono stati coinvolti  pesantemente in azioni giudiziarie di stampo mafioso”; il riferimento è al deputato marsalese Stefano Pellegrino e a Paolo Ruggirello.

Particolarmente quest’ultimo a Favignana, come ben sanno e confermano gli isolani, ha sempre avuto una rappresentanza in consiglio nelle persone del presidente del consiglio Ignazio Galuppo, l’assessore, la dott.ssa  Giuseppa Montoleone e la capogruppo consiliare di maggioranza Ezia Crimaudo. In questo quadro, continua Antinoro, “si assiste al silenzio del consiglio comunale, mentre il Sindaco cerca di buttare la palla in calcio d’angolo parlando della parte sana del Paese” che, conferma l’ex Sindaco “ c’è, eccome se c’è”.

Alla fine del lungo documento arriva la proposta/richiesta: “ un dibattito sui recenti temi giudiziari nell’aula del massimo consesso civico, aperto a quanti vogliono intervenire, alla presenza della Commissione regionale antimafia, del Prefetto, del Questore e di quanti possono garantire la civile convivenza in questo arcipelago”.

La risposta a questa proposta, da quanto è dato di conoscere, è parziale. L’amministrazione comunale ribadisce che il comune si costituirà parte civile: “nostro diritto, dovere tutelare l’immagine e la reputazione di un territorio sano ed operoso”; dopo aver rivolto un ringraziamento a Magistratura e forze dell’ordine, il sindaco Pagoto ribadisce che “ nessun favignanese di origine è coinvolto”. Frase criticatissima da molti poichè ricorda “la mafia a Trapani non esiste” di garucciana memoria. Sulla convocazione del consiglio comunale la maggioranza preferisce prendere tempo per dare una risposta; l’opposizione in consiglio dice invece, con il capogruppo Braschi fa sapere  di essere d’accordo.

                                                                                Aldo Virzì