FAVIGNANA: IL SINDACO INVOCA UNITA’, L’OPPOSIZIONE NON SEMBRA D’ACCORDO E RILANCIA

C’è grande movimento tra le forze politiche  a Favignana dopo la scoperta, ma non è la prima volta, degli interessi della mafia sull’economia delle isole fondata sul turismo.

Ieri abbiamo dato conto del documento diffuso dall’ex Sindaco Antinoro anche a nome del comitato “Egadi insieme” che lo aveva sostenuto nella campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Antinoro aveva chiesto la convocazione urgente di un consiglio comunale aperto ad autorità esterne e ai cittadini trovando subito parere favorevole nell’opposizione in consiglio comunale del gruppo di centrodestra; nicchiava, la maggioranza e l’amministrazione. Con un messaggio ai giornali è arrivata, a distanza di 24 ore, la risposta del Sindaco, ma anche del Presidente del consiglio comunale, che si dicono favorevoli, “non è di una parte o dell’altra la richiesta ma credo che in questi casi sia di tutte le forze politiche”, dice Pagoto che tenta di stemperare la polemica, forse, come sostengono i suoi avversari, perché in forte difficoltà.

Forse. Sarà anche per questo che Pagoto aggiunge dando merito a Antinoro “ di cui conosciamo il suo impegno politico e la sua esperienza e conoscenza di un piccolo territorio, ma grade e bello allo stesso tempo, capace di attrarre interessi positivi ma anche negativi. In questi casi, aggiunge si cerca di riflettere e di comprendere, cosa non semplice, i fatti accaduti”.

Con la chiusura della sua riflessione che fa capire meglio, particolarmente per chi ha seguito le divisioni di questa recente campagna elettorale, le difficoltà dell’amministrazione comunale per l’esplodere dei noti episodi. Dice infatti Pagoto: “ E’ compito dell’amministrazione oltre che di tutte le forze politiche e sociali non solo di interrogarsi ma essere uniti nel dare certezze ad una comunità che ha vissuto e vive giorni di sgomento”.

Acetterà l’invito l’opposizione che si trova dentro e fuori dell’aula consiliare? Non lo sappiamo. Ma alcuni segnali non sembrano positivi, a cominciare da quella prima dichiarazione di Pagoto sulla non “isolanità” dei personaggi coinvolti nel malaffare.

“ Pagoto, dice Antinoro punto sul vivo, fa riferimento agli arrestati come estranei all’isola, anche se ci vivono. Si appropria di una isolanità, la nostra, che non gli appartiene. Io nell’isola ci vivo 24 ore al giorno, lui non può dirlo, vive e dorme a Trapani. Anche lui non è di Favignana”. Una riflessione che può apparire un po’ provinciale ma che è ampiamente giustificata per chi conosce e frequenta le isole e gli isolani. Antinoro è anche convinto che i personaggi mafiosi coinvolti nell’inchiesta e che sono “arrivati” a Favignana sono stati “invitati” da ambienti isolani, da personaggi alla ricerca di allargare il loro già ricco business.

Ma c’è di più, lo segnala un secondo documento del comitato “Egadi Insieme” che traccia un quadro della nuova situazione nella quale vivono:  Gran parte della Comunità si è accorta che l’aria è cambiata da tempo, vi sono tante persone per bene che hanno investito e che si spera investiranno in questo territorio, ma vi sono stati e ci sono atti speculativi da parte di comitati d’affari, come la società che gestiva il Gran Hotel Florio.

Di questi comitati d’affari la nostra comunità ha la percezione che non si tratta di un caso isolato”. Il documento ricorda i casi molto noti che hanno visto l’intreccio tra affari e mafia, in alcuni casi indagini ancora aperte: “il cantiere della galleria, il cantiere del rifacimento della strada provinciale, il restauro dello stabilimento Florio, ma anche il villaggio di Punta Fanfalo della famiglia Patti, finito sotto sequestro”.

Questo il passato, ma c’è anche un futuro: “Abbiamo alle porte grossi appalti pubblici, come quello del porto di Favignana e il probabile abbattimento del muro di cinta del carcere; ma vi è anche il piano regolatore generale in discussione, dove un cambio di cubatura potrebbe significare nuove speculazioni e affari di criminalità”.

Insomma l’eventuale consiglio comunale aperto si annuncia piuttosto interessante.

                                                                               Aldo Virzì