L’accusa è pesante: affiancare l’amministrazione comunale di Trapani alle più retrive, di destra, quelle della lega che esistono nel Nord del Paese. Accusa ancor più pesante, pesantissima, se a farla è una associazione sino a ieri “amica” dell’amministrazione e, in particolare del Sindaco Tranchida : l’associazione “Punto dritto” della quale è presidente l’avv. Valentina Villabuona, dirigente del PD, lo stesso partito del quale, a giorni alterni, fa parte il Sindaco.

I fatti: nel mese di Luglio dello scorso anno una famiglia arcobaleno ( formata da persone dello stesso sesso ndr) di Trapani e residenti in Trapani chiede il riconoscimento  di due bambini nati negli Stati Uniti. Nell’Italia democratica e progressista, così come avviene in moltissime parti del mondo, questo riconoscimento è diventato prassi.

E’ purtroppo vero che il parlamento italiano, quello della scorsa legislatura, soprattutto per ignavia del PD, non approvò la stepchild adoption che era arrivata alla fase del voto finale. Altrettanto vero che molti sindaci, che sono ufficiali di stato civile, hanno ugualmente adottato il riconoscimento assumendosi la responsabilità. Questo anche in Sicilia, come testimoniano i casi di Palermo e Catania; ma non solo.

Ti aspetti, siamo nel luglio del 2018, che a Trapani dove c’è un Sindaco del PD  (il giorno pari) uno aperto, democratico, coraggioso ( ricordiamo cosa diceva in polemica con Salvini: “a Trapani il porto rimarrà sempre aperto, assumo responsabilità” etc) la famiglia arcobaleno che ha fatto richiesta possa trovare il giusto riconoscimento alla loro legittima richiesta. E invece non è così. La risposta arriva con un ritardo di ben otto, otto mesi, e sarà negativa. Non la firma il Sindaco, che preferisce delegare il tutto a chi dirige il settore. Potrebbe, se volesse, assumere la responsabilità dell’atto (forse è  il giorno dispari), e deve ricordarsi dell’accordo fatto con le destre. Meglio non intervenire per nulla.

Chi non ci sta è Valentina Villabuona con la sua associazione, ma sembra che anche i consiglieri comunali del PD  Dario Safina,  Giulia Passalacqua e  Marzia Patti stiano preparando una mozione da presentare prossimamente in consiglio sull’argomento. Scrive Valentina Villabuona nella qualità di presidente dell’associazione “Punto dritto” un lungo comunicato che parte da un interrogativo: “Cosa hanno in comune i Sindaci Sala (PD Milano), Appendino (5 stelle Torino) Orlando ( PD Palermo), De Magistris ( Sinistra Napoli), Pizzarotti (ex stelle Parma), Nardella ( Firenze) e tanti altri?” Da una risposta:” Tutelano i bambini, colmando un vuoto lasciato dal Parlamento Italiano che non ha approvato la stepchild adoption, lacuna per cui in tanti dovremmo chiedere scusa alle famiglie italiane”. 

Continua il documento: “ In Italia Sindaci lungimiranti riconoscono le famiglie con due mamme e due papà, perché l’interesse dei minori è superiore a qualsiasi opinione politica…………..Succede che anche a Trapani una famiglia chiede di essere riconosciuta e ottiene un diniego dell’ufficio anagrafe e porta l’amministrazione trapanese nel gruppo dei Sindaci che oggi si nascondono dietro le politiche medievali del ministro Fontana e dell’on. Pillon. Una scelta politica brutta, che ci stupisce e che non comprendiamo”.

Poi l’avv. Villabuona si rivolge direttamente al Sindaco:” vogliamo pensare che sia stato un eccesso di prudenza da parte del Sindaco Tranchida che è Ufficiale di Stato Civile e lo invitiamo a seguire con coraggio quei Sindaci progressisti e democratici che ci insegnano che le famiglie sono tutte uguali, che i bambini vanno tutelati e che i diritti non si negano mai. Invitiamo il Sindaco a ripensarci  – è la conclusione – perché la politica ha sempre il dovere di arrivare prima dei Tribunali. Questi bambini trapanesi sono figli di tutti e i loro diritti li tuteleremo tutti insieme, coinvolgendo i consiglieri comunali e la cittadinanza”.

Non è la prima volta che i nodi delle alleanze politiche fatte da Tranchida in campagna elettorale vengono al pettine.

                                                                 Aldo Virzì