L’ACCUSA ALLA TRAPANI MEDIEVALE DIVENTA UN CASO

Diventa un caso, anche politico, il diniego opposto dal comune di Trapani alla richiesta di una famiglia omogenitoriale del riconoscimento dei due bambini nati negli Stati Uniti, da parte di entrambi i genitori.

Il caso infatti verrà discusso in consiglio dove è già stata presentata una mozione di cui è primo firmatario il vicepresidente del consiglio comunale Dario Safina, firmata anche dalle due consigliere di maggioranza Giulia Passalacqua e Marzia Patti.

Ufficialmente, il diniego porta la firma del dirigente e del funzionario dei servizi demografici del comune; dietro la loro decisione, che è fondata unicamente su norme giuridiche, si  “nasconde” l’altrettanta decisione, questa politica, del Sindaco Tranchida,ben cosciente di avere imbarcato nella sua maggioranza elettorale anche una grossa fetta della destra, da quella più estrema, a quella che si rifà ai principi del centrodestra che  storicamente contraria a norme di civiltà.

Ma non basta, alla mozione si deve aggiungere la presa di posizione del segretario comunale del PD, il partito a giorni alterni del Sindaco, l’avv. Francesco Brillante che, ovviamente, interpreta la volontà di tutto il partito comunale. All’inizio del suo comunicato Brillante ricorda le battaglie di civiltà fatte dal PD e che sono diventate leggi: “ Divorzio breve, legge sulle Unioni Civili, norma sul Femminicidio, la legge sul cosidetto “dopo di noi. Pur senza raggiungere l’obiettivo, si è discusso di Ius Soli e stepchild adopition, mettendo al centro del dibattito chi deve starci: il fanciullo”.

  Quindi entra nel merito del contestato diniego rivolgendosi più al Sindaco che ai funzionari:” ….il PD di Trapani, chiede a tutti i rappresentanti nelle istituzioni di non lasciare sola ed in balia di un presunto vuoto normativo una FAMIGLIA, di dare dignità e parità di diritti a due fanciulli”.

Non poteva mancare la dura presa di posizione delle consigliere comunali grilline, Francesca Trapani e Chiara Cavalllino. Accusano il Sindaco di avere “decantato” in campagna elettorale sostegno alla famiglia, “ nei fatti si è registrato il diniego all’istanza di registrazione di un bambino figlio di una coppia omogenitoriale. Come suo uso, aggiungono, Tranchida non si espone mai in prima persona quando si tratta di adottare provvedimenti scomodi, “passa la palla” al funzionario competente. Invece di delegare, concludono, abbia il coraggio di imporre all’attenzione generale un tema che necessita di essere affrontato
al più presto, seguendo l’esempio di tanti altri comuni, come
quello di Torino, con il sindaco cinquestelle Appendino”.

Le consigliere grilline anticipano che quasi certamente daranno il loro voto favorevole alla mozione a firma Safina.

Reinterviene l’avv. Valentina Villabuona che con il suo movimento “Punto dritto” aveva portato all’esterno la notizia del diniego, dando il via alla contestazione della decisione del comune di Trapani. Villabuona si rivolge direttamente al Sindaco, “anche da madre oltrechè da donna impegnata in politica”. Fa il parallelo con il congresso mondiale della famiglia che organizzato dalla Lega, ma con il logo della Presidenza del Consiglio, che si svolgerà a Verona; un congresso che definisce di stampo medievale.

A quel congresso si deve dare una risposta, da Trapani può darla il comune: “ ci vuole coraggio. Nessuna polemica politica, tiene a precisare, ma non mi stancherò di chiedere al Sindaco di Trapani di ripensarci, perché è l’occasione per fare la differenza e non bisogna perderla. A Trapani tutte le famiglie sono uguali e i bambini sono tutti uguali”.

Non rimane in silenzio, come era scontato, l’associazione “Arcobaleno” che lancia anche un appello “affinchè nella società, nella politica e nel consiglio comunale si esprimano le sensibilità favorevoli alla affermazione dei valori e al principio della libertà della solidarietà umana ed al principio della libertà e della dignità senza discriminazioni di sesso”. Prima dell’appello tentano un ragionamento sulla situazione “di incertezza creata dalla mancanza di una legge che disciplini la materia”. 

Ma, aggiungono:” Molti comuni italiani, sulla scorta di sentenze già pronunciate dai tribunali hanno provveduto positivamente alle richieste decidendo per la registrazione, poiché il bene primario da tutelare è l’interesse dei bambini a cui attribuire la doppia genitorialità. L’orientamento della giurisprudenza peraltro appare chiaro, poiché ai giudizi di merito favorevoli alle famiglie, si è aggiunta la conferma dalla sentenza di cassazione”.

                                                                                  Aldo Virzì