SUL PORTO NOTIZIE POSITIVE: NON BASTANO DICE ARTICOLO UNO

Sono positive le notizie che arrivano sul porto di Trapani e che sono state illustrate dal presidente dell’autorità portuale Pasquale Monti nel corso dell’incontro di ieri. Positive e che possiamo riassumere in quattro principali punti: anzitutto il rispetto dei tempi per la costruzione della nuova stazione per gli aliscafi, dovrebbe entrare in funzione già nel corso di questa estate; alla stazione per gli aliscafi si accompagna il restyling della ormai vecchia stazione marittima; ancora, la manutenzione delle ringhiere sul lungomare e infine, ma è l’aspetto più importante, dovrebbero partire i primi lavori per il dragaggio del porto con l’obbiettivo di portare la profondità delle acque del porto a 11 metri.

Questo comporterebbe che a Trapani possano arrivare navi di grandi dimensioni. Nella sua relazione il Presidente Monti ha anche parlato di un piano di collaborazione con il comune di Trapani, che all’incontro era presente con il Sindaco Tranchida.

Tutti problemi superati? Non proprio. A ricordarci quelli lasciati sospesi ci ha pensato il coordinatore provinciale di Art.1 Antonio Gandolfo con un lungo documento nel quale si dà atto dei progetti che sono in fase di realizzazione, ma evidenzia quelli “dimenticati”, necessari per una vera rivitalizzazione del porto.  Intanto, la necessità di un nuovo piano regolatore del porto fermo agli anni 60 e ampiamente superato. Ad avviso di Gandolfo e del suo movimento sarebbe stato necessario inserire il “prolungamento della banchina Garibaldi fino al raddoppio di fronte a 300 metri, avrebbe consentito l’attracco delle navi crociera di grande dimensione che così vengono escluse dal traffico passeggeri”.

Altro tema irrisolto, è quello del rapporto con la città, perché “il progetto di restyling sembra sovrapporsi alla realtà del centro storico senza in alcun modo interagire con esso”. Il giudizio complessivo di Articolo Uno è che “manca una strategia di sviluppo del porto che, classificato quale porto comprensivo,….non ha una propria collocazione dentro un piano di canalizzazione dei flussi merci e passeggeri della Sicilia Occidentale”. Infine, la proposta finale: “Trapani, il porto ed il territorio hanno urgente bisogno di fare fronte comune mettendo in rete istituzioni, forze produttive, competenze professionali, buona politica”.

                                                                                           A.V.