UNA PETIZIONE DI SUCCESSO CHE SCUOTE PALAZZO D’ALI’

E’ diventata una petizione, che in sole 24 ore ha raccolto oltre 600 firme, la richiesta al Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida di tornare indietro dalla sua decisione e di concedere il riconoscimento dei due figli ad una famiglia omogenitoriale.

Un’adesione così di massa e così spontanea che ha stupito gli stessi organizzatori, a cominciare all’associazione “Punto dritto” che per prima ha sollevato il problema rendendolo pubblico. Prima ancora in realtà c’era stata una interrogazione del vicepresidente del consiglio comunale Dario Safina. Lo stesso Safina, insieme alle consigliere Passalacqua e Patti, sempre sull’argomento ha presentato una mozione che dovrà essere discussa in una prossima tornata consiliare, forse già questa sera.

Ma torniamo alla petizione e al suo successo che mette in grande difficoltà il Sindaco Tranchida,proprio perché è dall’interno del suo partito che sono arrivati i primi segnali di protesta e di richiesta di cambiare. Un elenco che parte da Valentina Villabuona, ma anche da Safina, Patti, Passalacqua, ai quali aggiungere il segretario provinciale ed il segretario comunale del PD, rispettivamente Campagna e Brillante, i giovani Dem. 

Oltre ad alcuni autorevoli rappresentanti del PD, c’è il movimento Articolo Uno MDP con il suo coordinatore Antonio Ganolfo. Poi ci sono le associazioni e i sindacati, come la UIL, come il segretario confederale della CGIL Filippo Cutrona, l’ANPI, Agorà con il suo presidente Dario Gentile; in prima linea ovviamente, l’associazione “ Arcobaleno”. Non mancano i giovani della rete degli studenti di Trapani che tengono a sottolineare: ”all’interno della nostra associazione convive una visione molto ampia, soprattutto nelle divergenze, ma con dei capisaldi comuni: uno di questi è che i diritti non si negano a nessuno”.

L’interesse per questa battaglia di civiltà ha superato i confini territoriali di Trapani. Alla petizione, che si svolge attraverso il sistema elettronico con un hashtag #giacomometticiuna firma, da Marsala, per esempio, quella della consigliera Licari; adesioni significative quelle del sen. Bocchino, ex cinque stelle, e del presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava che ha rilasciato una dichiarazione:” …..è una battaglia di civiltà che riguarda tutti e tutte, per questo chiedo anch’io al sindaco di Trapani di aiutare ad affermare i diritti di tutte le famiglie”.

Nel lungo elenco delle adesioni non mancano quelle di alcuni giornalisti. Insomma un panorama molto ampio, ma gli organizzatori tengono a sottolineare soprattutto le decine, centinaia di adesioni che sono arrivate da semplicicittadini che hanno saputo da giornali e social l’iniziativa. Adesioni che, ci dicono, continuano ad arrivare, come la volontà degli organizzatori di non desistere.

Dice Valentina Villabuona: “Lo avevamo detto è una battaglia culturale non contro qualcuno ma a favore delle famiglie. La risposta dei cittadini oltre ad essere sorprendente ci conferma che la società è più matura della politica”. Apprezzabile la dichiarazione della coordinatrice di “Punto Dritto”, rimane il dubbio se a Palazzo D’Alì gradiscono e concordano. Non sembra.                           

                                                                             Aldo Virzì