MASSICCIA ADESIONE ALLA PETIZIONE, TRANCHIDA CONTINUA NELLA STRATEGIA DEL SILENZIO. FINO A QUANDO?

Come era da attendersi è diventato un caso nazionale la decisione del Comune di Trapani di non concedere la paternità ai due figli di una coppia omo genitoriale.

Tra ieri e oggi, infatti, varie testate nazionali si sono occupate del caso con servizi. Una lunga intervista ai due genitori è andata in onda alla televisione, Rai regionale. Continuano nel frattempo a crescere le adesioni alla petizione online,organizzata spontaneamente da un gruppo di cittadini sotto lo slogan:# giacomomettici una firma.

Secondo i dati raccolti, ad oggi sono circa 900 i firmatari della petizione, oltre mille coloro che hanno aderito. Numeri assolutamente inaspettati. Poi ci sono le adesioni di personalità come la senatrice Cirinnà, Marco Furfaro, chiamato da Zingaretti a far parte da esterno alla Direzione del PD. Ha aderito, con un lungo comunicato, la CGIL provinciale di Trapani: “No alle discriminazioni.

Le famiglie arcobaleno sono una realtà che non può essere negata e a cui vanno garantiti tutti i diritti. Il sindaco di Trapani, cosi come è avvenuto in altre città italiane, può assumersi la responsabilità di riconoscere i bambini arcobaleno senza violare la legge, ma cercando di coniugare il rispetto delle norme per i diritti delle bambine e dei bambini.

 “Le registrazioni e le trascrizioni di entrambi i genitori nell’atto di nascita costituiscono, oltre che un atto di civiltà, un atto di valenza politica importantissima. Una politica che, a prescindere dai colori di appartenenza, dovrebbe perseguire l’obiettivo di garantire uguali diritti a tutte le cittadine e i cittadini. Privare legalmente i bambini di quello che nei fatti e nella vita familiare è già un genitore è discriminante e lede ai principi di democrazia e di libertà”.

Chi rimane in silenzio è il Sindaco Giacomo Tranchida, chiamato ad un atto di civiltà sull’esempio di quanto hanno fatto i suoi colleghi di molte parti del Paese. Tranchida, per giustificare il silenzio, si appella addirittura alla privacy: “per rispetto della privacy della coppia arcobaleno, rimandando all’atto amministrativo adottato dagli uffici”.

Una dichiarazione che nei fatti viene contestata proprio dalla coppia arcobaleno che non hanno mai nascosto i loro nomi e le loro facce, proprio come è avvenuto con la loro presenza davanti alle telecamere della Rai.

                                                                                Aldo Virzì