VOTO DI SCAMBIO: CONDANNATO PAPANIA

L’accusa  voto di scambio; la condanna: un anno di carcere e 2400 euro di multa. L’imputato: il sen. Nino Papania, già parlamentare del PD.

I fatti risalgono alla stagione elettorale del 2012, ad Alcamo si doveva eleggere la nuova amministrazione che vedeva contrapposti alla carica di Sindaco, nella fase del ballottaggio, Sebastiano Bonventre del PD e Nico Solina, candidato della lista civica ABC. Secondo l’accusa, Papania che si era speso per la campagna elettorale di Bonventre, pur di far vincere il suo candidato aveva utilizzato gli ormai logori sistemi della vecchia politica: promesse di favori, denaro e posti in cambio di voti.

Bonventre vinse il ballottaggio per soli 39 voti, un risultato che mise in allarme le forze dell’ordine che già durante la fase elettorale vigilavano su sospetti, successivamente acclarati, di voto scambio. Bonventre vene eletto, la sua stagione di Sindaco durò poco, nel 2015 si dimise allorchè venne accusato di appartenere alla massoneria. Intanto le indagini degli inquirenti avevano portato alla denuncia e all’incriminazione dell’ex senatore per voto di scambio.

Ma, oltre all’incriminazione, Papania pagò un prezzo salato per il suo coinvolgimento nell’inchiesta; il PD infatti lo escluse dalla lista elettorale per il rinnovo del senato. Il suo posto fu preso dalla trapanese Pamela Orrù che venne eletta senatrice. Lo scorso anno coinvolta nella debacle del suo partito non è stata rieletta.

Nel processo era anche imputato e assolto Massimiliano Ciccia, ex segretario di Papania. Per insufficienza di prove sono stati anche assolti dall’accusa di voto di scambio Filippo Di Gaetano e Davide Piccichè.

                                                                                        A.V.