IL PREFETTO DARCO PELLOS LASCIA TRAPANI: “UNA PROVINCIA NORMALE “

“La provincia di Trapani? Nel suo piccolo ha la peculiarità di rappresentare la Sicilia, tutto ciò che di positivo ha questa terra, purtroppo,anche la sua negatività, a cominciare dalla presenza della mafia. Anche se, per fortuna, è la parte minore”. Il Prefetto Darco Pellos, ancora per qualche giorno Prefetto di Trapani, ormai prossimo a raggiungere Roma per dirigere un importante comparto dei Vigili del Fuoco, non si tira indietro nell’esprimere i suoi giudizi su una terra che ha imparato a conoscere e, anche se non lo dice, ad amare. Con  due differenti incarichi a Trapani è rimasto per alcuni anni, prima da commissario all’allora Provincia regionale, poi da Prefetto. Ai giornalisti che ha incontrato stamattina traccia un quadro dell’attività svolta in questi anni che non può che essere, e non si può non riconoscerlo, estremamente positivo.

Enumera le piccole grandi cose che hanno ricevuto in questi anni l’importante contributo della Prefettura. Al primo posto, e non poteva essere diversamente, il contributo nel combattere la criminalità mafiosa. Certo, non può dirsi di essere stata sconfitta, ma come dimostrano le vicende di queste ultime settimane ha subito pesanti sconfitte.

La Prefettura ha sostenuto e dato il suo contributo, nel limite delle sue prerogative, alla lotta dei magistrati e degli inquirenti per debellare il fenomeno. Molto il Prefetto si è soffermato su Castelvetrano, sull’essere stato vicino ai commissari di quel comune: “ i commissari erano sotto attacco principalmente da parte di coloro che ieri  sono finiti nella ordinanza della magistratura. Noi i commissari non li abbiamo lasciati soli. Ma a Castelvetrano abbiamo anche contribuito a far riaprire “Belicittà”, con tutti i suoi negozi perché si deve anche guardare all’economia del territorio. Certo sotto la sorveglianza dell’agenzia dei beni confiscati”.

Da Castelvetrano a Campobello. Anche qui c’era un problema di diffusa illegalità, riguardava lo sfruttamento nelle campagne degli immigrati: “con la piena collaborazione dei sindacati e della parte datoriale siamo riusciti a mettere insieme un protocollo che ha permesso di far emergere la illegalità, dare dignità ai lavoratori. C’erano 1300 lavoratori “illegali”, con il patto siamo riusciti a censirne 1254, cioè quasi tutti. Ritengo che quel patto ed il suo risultato siano una delle cose migliori che abbia fatto e che mi porterò dietro nei ricordi”.

Un chiaro riferimento e un mettere in guardia lo ha fatto relativamente alla prossima costruzione dell’anello autostradale, che dovrà congiungere Mazara del Vallo con Marsala e fino all’aeroporto di Birgi, in congiunzione con l’esistente autostrada per Palermo: “ servirà molto cemento e, come è noto, le imprese di calcestruzzo sono state un business per la mafia; spero, invece, sia l’occasione per far rivitalizzare quelle imprese che sono state sequestrate e affidate attraverso cooperative o altre forme a organismi sani”.

Molti altri i punti toccati nel panorama tracciato dal Prefetto. Da sottolineare, infine, i tanti i riferimenti  alla Costituzione che è stato il “vangelo laico” del suo operare: “ credo fermamente nelle istituzioni, non nell’uomo al comando. In questo ho trovato la grande collaborazione di tutto lo staff, dal Vicario ( che era presente insieme ad altri due dirigenti alla conferenza stampa ndr) a tutto il personale”.

Questa sera l’ultimo appuntamento ufficiale del Prefetto Darco Pellos con il saluto alle autorità.

                                                                        Aldo Virzì