“ METTICIUNAFIRMAGIACOMO” DIVENTA UN CASO NAZIONALE ?

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Il prossimo sabato mentre a Verona si tiene il cosiddetto “Congresso Mondiale delle famiglie”, voluto dalla parte culturalmente e socialmente più retriva del Paese e del mondo, nella “piccola” Trapani ci sarà un piccolo di numero, grande nel valore, di persone che in una piazza della città, davanti ad un tavolinetto raccoglieranno firme con un solo obbiettivo: far riconoscere dal comune di Trapani i figli di una famiglia omogenitoriale o arcobaleno.

Sono due esempi diversi e contrapposti di una visione del mondo: da una parte a Verona chi ci vorrebbe riportare al medioevo, dall’altra parte, a Trapani, chi sa accettare, accogliere, comprendere, non giustificare, le nuove realtà della famiglia. Nel mezzo c’è il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchidache nasce e si definisce uomo di sinistra ma che agisce, almeno in questa occasione, allo stesso modo di un Sindaco di destra.

La petizione, come è noto, è rivolta nei suoi confronti: “giacominomettici una firma”, lo slogan diventato un mantra di questa campagna di civiltà, sta raccogliendo le più inaspettate adesioni. Gli organizzatori, un gruppo di giovani, – che hanno fatto loro la richiesta avanzata in una interrogazione dal consigliere comunale del PD Dario Safina, di accogliere la richiesta del riconoscimento dei due figli alla famiglia arcobaleno – fanno sapere di essere prossimi al traguardo delle duemila firme, ma non hanno intenzione di fermarsi.

La loro petizione, per l’alto significato di civiltà che contiene, ha superato i confini della città assumendo ruoli regionali e, in prospettiva nazionali. Lo testimoniano, tra l’altro, le tante adesioni di firme autorevoli del panorama politico nazionale che hanno aderito, ultima arrivata l’ex presidente della Camera Lara Boldrini. Ma in precedenza avevano aderito: Claudio Fava, deputato e Presidente Commissione Antimafia all’ARS, Monica Cirinnà, senatrice della Repubblica Italiana, Nichi Vendola, Sergio Lo Giudice, presidente di ReteDem, Ivan Scalfarotto, parlamentare PD, Roberto Speranza, Coordinatore Nazionale Art.1, Loredana De Petris, senatrice della Repubblica Italiana, Maurizio Vincenzo Santangelo, senatore e sottosegretario di Stato per i rapporti con il parlamento e la democrazia diretta, Erasmo Palazzotto, parlamentare, Eleonora Lo Curto, deputato regionale, Marco Furfaro, Coordinatore nazionale “Futura” e membro della Direzione Nazionale PD.

Del PD, partito a cui è iscritto, almeno ufficialmente il Sindaco, è anche Antonino Ferrante, candidato alla Segreteria regionale del partito che definisce  “paradossale che a Trapani dove governa il centrosinistra si debba creare un caso politico”, e annuncia che “nel nuovo PD le posizioni sui diritti civili dovranno essere chiari e diametralmente opposte a chi ci governa, senza più eccezioni e ambiguità”. Messaggio molto chiaro.

Concludono gli organizatori: “È evidente, non solo dal numero di firme, ma anche per i messaggi che riceviamo, dall’effetto che percepiamo, che per le trapanesi e i trapanesi la famiglia è un insieme di persone che si amano ed è altrettanto evidente che con la loro firma chiedono al Sindaco di agire con coraggio, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per colmare una lacuna legislativa, che non è nell’agenda dell’attuale governo. Si può fare, perché tutte le norme possono essere applicate in modo restrittivo o estensivo e, quando ci si occupa di diritti, c’è solo una strada: quella estensiva, perché i diritti non si negano mai”.

                                                                        Aldo Virzì