Una vera e propria presa di posizione, quella adottata dai sindacati contro i tagli.

Dopo assemblee molto partecipate svolte in questi giorni su tutto il territorio nazionale i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate sono pronti ad aderire allo sciopero indetto da tutte le OO.SS. firmatarie del CCNL di categoria FP CGIL-CISL FP-UIL PA-CONFSAL/UNSA-FLP per la giornata di martedì 2 aprile con vari presidi di fronte agli uffici nei capoluoghi di regione e manifestazione davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze a Roma. Dal 2004 non si verificava una mobilitazione così forte dei circa 34000 lavoratori del fisco, di cui 240 complessivamente in provincia nelle sedi di Trapani, Marsala e Castelvetrano. Alla base delle rivendicazioni dei lavoratori c’è il nodo del salario accessorio, ovvero la produttività per gli anni 2016, 2017 e per gli anni successivi. Somme quindi che riguardano attività già svolte e obiettivi sempre raggiunti negli anni e, nel caso della mancata costituzione del fondo 2017, non permettono di completare, attraverso il terzo bando, le progressioni economiche iniziate a seguito degli accordi firmati con i vertici dell’agenzia a dicembre 2017. Quello che è in gioco è la dignità di lavoratori e funzionari pubblici che svolgono il proprio ruolo per il benessere e le necessità di tutta la collettività, svolgendo una funzione sociale che tende a garantire quanto previsto dall’articolo 53 della nostra Costituzione che prevede che tutti devono concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva e un sistema tributario informato ai criteri della progressività. La richiesta dei lavoratori tende semplicemente ad un giusto riconoscimento degli sforzi quotidiani in un momento storico di Forte diminuzione del personale, elevata età media che supera i 55 anni e deciso aumento delle competenze professionali trasversali.