Trasmettiamo integralmente la lettera dell’assessore al Turismo Rosalia D’Alì:

Egregio Presidente,

       sono Rosalia d’Alì, presidente del Distretto Turistico della Sicilia Occidentale e assessore al turismo del Comune di Trapani. Con questo intervento, che sarà chiaro e a tratti anche forte, fotograferò l’evidente realtà di un territorio in ginocchio, giunto al capolinea, all’ultima fermata. Un territorio che non ne può più di dover sopportare non soltanto la crisi economica e quella aeroportuale, ma, anche, e soprattutto i tempi biblici di una politica in cui i trapanesi, ormai, faticano a credere ogni giorno di più. Ed è a loro che darò voce, la voce di una parte della Sicilia che non ce la fa più. Perché di promesse non mantenute, di inutili rassicurazioni e di parole a cui non hanno fatto seguito i fatti, la storia recente è piena. Anche noi amministratori locali, che rappresentiamo questo lembo della Sicilia ed i suoi cittadini,  siamo stanchi e delusi, ma non intendiamo demordere. Questo territorio, negli ultimi tempi, è stato vessato, mortificato, direi quasi dimenticato e diventa sempre più difficile dare delle risposte, considerata anche l’esiguità delle risorse economicheche rende i Comuni impotenti.

       La vicenda Birgi è la causa principale di quella crisi a cui ho fatto riferimento. I dati parlano chiaro e sono certificati ed incontestabili: lo scorso anno, in provincia di Trapani, c’è stata una fortissima contrazione del movimento turistico, rispetto all’anno precedente. Cito solo alcuni dati: Trapani -20%, San Vito lo Capo -9,7%, Castellammare del Golfo -12,4%, Custonaci, addirittura, -58,1%, Erice, che oggi ci ospita, -12,6%. Dati allarmanti, soprattutto se rapportati a quello regionale: la Sicilia ha avuto un calo del solo 1% di presenze turistiche nel 2018, rispetto al 2017. Nell’anno in corso, stiamone certi, i numeri che riguardano la provincia di Trapani saranno certamente peggiori. Ed è proprio per questo che, dal sentimento cittadino, è nato il movimento #sevolovoto, un comitato di protesta, apolitico ed apartitico che, leggo testualmente, è «finalizzato al salvataggio dell’aeroporto di Birgi, e da quell’indifferenza politica che oggi ne mette in discussione la sua esistenza». Movimento al quale hanno aderito commercianti, operatori turistici ma anche semplici cittadini che ha raccolto un gran numero di firme a sostegno di tutte le iniziative che saranno ritenute opportune per le finalità di cui sopra. Questo dà un po’ il senso del profondoscoramento e della generale indignazione della nostra gente.

       La contrazione dei voli su Birgi ha determinato, dunque, una crisi senza precedenti che ha letteralmente messo in ginocchio gli operatori del settore, i titolari di B&B, ristoranti, alberghi e tutti coloro i quali gravitano attorno al turismo, del quale, negli ultimi anni, avevano fatto il loro pane quotidiano, investendo risorse ed energie, dando un decisivo e positivo sussulto alla debole economia trapanese, e contribuendo anche allo sviluppo di quella siciliana, naturalmente. Oggi, tutte queste donne e questi uomini, insieme alle loro famiglie, stanno vivendo situazioni che non definirei drammatiche, ma tragiche.

Ogni giorno ci confrontiamo con le loro storie, con gli sfoghi di chi non ce la fa davvero più. Storie di mutui, debiti, affitti arretrati, licenziamenti obbligati e fallimenti, che non possono non preoccupare perché rappresentano ben più di un campanello di allarme. Non sono casualità né coincidenze. E credo che i prossimi mesi, in questo senso, saranno decisivi per la sopravvivenza di moltissime attività che costituiscono il presente ed il futuro di tante famiglie. Di questo dobbiamo sentirci tutti, chi più, chi meno, protagonisti della storia politica passata e recente, un po’ responsabili, per l’inerzia con cui è stato affrontato l’argomento.

       Di sicuro c’è che gli enti locali e gli imprenditori trapanesi non si sono mai tirati indietro e sono assolutamente pronti a fare la loro parte, anche investendo risorse in iniziative promozionali. Alcuni imprenditori del territorio, oltre che investire nella promozione turistica hanno deciso di investire capitali privati per fare uscire il territorio dalla morsa dell’isolamento, attraverso un progetto di charterizzazione nazionale ed internazionale. Con il Distretto Turistico abbiamo deciso di creare la destinazione Sicilia Occidentale. Perché noi, in provincia di Trapani, abbiamo compreso che fare squadra e mettere a sistema le energie comuni è l’unica soluzione per trasformare positivamente questa amara realtà. Per far sentire ancora, e più forte, la nostra voce. Per far capire che ci siamo anche noi.

Daremo al progetto, che prevede la creazione della destinazione, la definizione dell’offerta turistica e quindi azioni di promozione e marketing digitale, una quota delle somme che negli anni passati è stata investita nel co-marketing: iniziative congiunte, strategie condivise da moltissimi sindaci del trapanese. E sono convinta del fatto che molti altri se ne aggiungeranno presto. Ma chiediamo un supporto nell’azione di promozione della destinazione. Servirebbe una cabina di regia unica. West Sicily, infatti, è il marchio di un territorio meraviglioso che deve essere proposto al mondo intero, in una logica sinergica e cooperativa, insieme agli altri stupendi luoghi della Sicilia. Non ci sono territori di serie A e di serie B. C’è la Sicilia e noi, in quanto siciliani, abbiamo il DOVERE di unirci e lavorare insieme per il bene della nostra gente!

       Tutto ciò, comunque, trova un primo forte ostacolo nel sistema dei trasporti su gomma, sistema che si caratterizza sia per la scarsa frequenza che per l’eccessiva onerosità. Appare necessario attivare un capillare sistema di collegamenti che consenta ai turisti di poter raggiungere agevolmente tutte le località di interesse della Sicilia Occidentale, realizzando anche un sistema di biglietto integrato; sistema che colleghi l’aeroporto di Palermo, unica grande porta d’accesso della stessa Sicilia Occidentale, alla intera provincia di Trapani.

In tale contesto, la rigidità dell’attuale normativa regionale dei trasporti di linea non consente agli operatori privati di proporsi sul mercato incrementando l’offerta di servizi di trasporto, sia sotto il profilo quantitativo che sotto quello qualitativo. Riteniamo necessario, dunque, un intervento della Regione Siciliana, anche di natura normativa, legislativa e/o regolamentare, che possa favorire, nel rispetto delle regole, la liberalizzazione dei servizi di trasporto effettuati mediante autobus con gli aeroporti in ambito regionale. In questo senso, si potrebbe prendere spunto da quanto fatto dalla Regione Lombardia con il Regolamento Regionale 27 ottobre 2015, n. 8, che consente agli operatori in possesso di specifici requisiti organizzativi e finanziari di attivare, in regime di libera concorrenza fra di essi, il collegamento, tra due località, delle quali almeno una coincidente con uno degli aeroporti civili, mediante la sola produzione di una SCIA. Senza dimenticare anche l’onerosità dei costi del trasporto marittimo e dei collegamenti con le isole “minori”, sproporzionati rispetto a quelli con il continente e la stessa Sicilia: quei costi andrebbero certamente abbattuti per favorire l’arrivo di turisti, non vanno di certo mantenuti così elevati. 

       Noi, come sa, presidente, siamo sempre stati disponibili a sederci attorno ad un tavolo ed a discutere. Abbiamo anche valutato favorevolmente l’idea di passare dai Distretti Turistici alle DMO di quarta generazione, ma la sensazione che avvertiamo, anche in questo senso, è quella di un impantanamento generale. Che fine ha fatto questo progetto? Ce lo chiediamo un po’ tutti. Eppure ci sono state alcune riunioni ufficiali benauguranti, a dicembre ed a gennaio, alle quali abbiamo partecipato anche noi, e che sembravano aver dato il via e sbloccato l’iter per l’attivazione di risorse e di una serie di azioni di promozione. Ci sono stati presentati una serie di strumenti (6.8.3 del PO FESR e APQ Turismo) sui quali poter presentare in tempi ragionevoli, nuove progettualità assai utili e funzionali ai progetti di valorizzazione dei territori. Ma a distanza di 3 mesi tutto questo programma è fermo, immobile, non se ne sa nulla. Tutto, infatti, sembra essersi misteriosamente arenato.

       Il fallimento dell’operazione sinergica con Palermo, infine, ci obbliga ad una riflessione e ad una reazione ferma e chiara. Quantomeno ad una presa di coscienza e, dunque, di posizione responsabile. Servono azioni immediate, non si può più rinviare a domani. Dobbiamo agire oggi, ancora meglio subito. Rafforziamo i collegamenti tra gli aeroporti ed i territori, tra aeroporti ed aeroporti, tra territori e territori, in una logica di intermodalità. Non troviamo una soluzione per collaborare con Palermo? Considereremo l’ipotesi di una cooperazione con Catania e Comiso. Una soluzione, anche transitoria o di emergenza, in attesa del nuovo rilancio di Birgi, la troveremo, o, quantomeno, faremo qualsiasi cosa per trovarla. Insieme ma anche da soli, la troveremo, consapevoli dell’importanza di fare squadra tutti insieme, di lavorare per creare e vivere di turismo condividendo le nostre risorse, senza logiche campanilistiche né di sopravvivenza.

       Insomma, Presidente, per concludere, come ho premesso in questo intervento, con le mie parole ho voluto portare avanti le istanze di un territorio giunto ormai al collasso, un territorio che non cerca colpevoli ma soltanto soluzioni. Con fermezza, ma col rispetto istituzionale e col garbo che si deve a qualsiasi interlocutore. Infine, desidero ringraziarla, a nome dello stesso territorio che rappresento, per aver scelto Erice, e quindi la Sicilia Occidentale, quale sede degli Stati Generali del Turismo;questa scelta rappresenta un evidente segno di attenzione nei nostri confronti. Tutto ciò ci dà fiducia, perché siamo certi del fatto che il Governo Regionale abbia realmente a cuore le sorti di questo territorio, e si attiverà, sin da subito, per trovare immediate soluzioni, lavorando al nostro fianco per la Sicilia e per i siciliani. Grazie.