Stati generali del turismo, Marino: ” su 30 milioni di arrivi in sicilia, solo 5 sono rilevati (in regola)”

Si è tenuta il 12 aprile presso Palazzo Sales di Erice la prima giornata, organizzata dalla regione Sicilia, degli Stati generali del turismo. Un interessante ed importante momento in cui i principali attori del turismo (imprenditori, albergatori, esperti, burocrati e tecnici) si sono confrontanti su diversi argomenti tecnici che riguardano il turismo a 360 gradi.

In particolare venerdì 12 aprile dalle 16 alle 20 si è svolta una sessione tecnica articolata in cinque Tavoli tematici riguardanti rispettivamente i diversi segmenti :
1) la governance turistica in Sicilia
2) le professioni turistiche
3) il sommerso nel Turismo
4) enogastronomia e Beni Culturali per un turismo dell’identità
5) la Sicilia nel Mediterraneo


Mentre Sabato 13 aprile, in sessione pubblica, i lavori si sono tenuti dalle 10 alle 17, ed hanno vantato la presenza dell’Assessore del Turismo, Sandro Pappalardo e interventi di esperti del settore nonché di esponenti del mondo della cultura e delle imprese.

“Per quanto riguarda il mio tavolo tecnico (il sommerso nel turismo) a mio avviso uno dei più importanti, c’erano dirigenti dell’assessorato regionale (ufficio statistica) e il segretario generale del libero consorzio di trapani, oltre al colonnello (comandate provinciale della GDF di TP (dott. Pasquale Pilerci).” – Commenta Marino Avv San Vito che continua dicendo –
“Il dato impressioanante che è venuto fuori, circa il sommerso è: su 30 milioni di arrivi in sicilia, solo 5 sono rilevati (in regola) e 25 sono abusivi (i non rilevati). Assurdo.
Il dott. Antonio Marino (esperto di diritto del turismo ed albergatore). “Il principale problema del sommerso in Sicilia (in particolare Trapani, provincia in cui opero) sono le locazioni turistiche brevi (appartamenti), disciplinate dal codice civile, quindi valevoli sul tutto il territorio nazionale.

Nelle locazioni t.b. non vi è l’obbligo di comunicare i dati ISTAT e dunque il sommerso proviene inevitabilmente dalle predette locazioni brevi. Invece le Case per Vacanza o B&B o affittacamere (strutture turistiche ricettive extra-alberghiere) sono disciplinate dalle Leggi regionali. Queste hanno l’obbilgio di comunicare i dati ISTAT e dunque vi è un controllo degli arrivi e presenze sul territorio regioanlei. Come si evince, sulla stessa “CASA”, deciderà il prorpietario se trattarla come locazione breve turistica o CASA VACANZA, con riferimenti normativi differenti, (la prima codice civile e la seconda leggi regionali). Servirebbe, un intervento di riforma costituzionale e, dopo, anche nazionale al fine di disciplinare e di rendere chiara la normativa di riferimento. Quello che manca è una armonizzazione delle normative esistenti”.