Ecco perché non si è fatta la “Vutata” a P.zza Purgatorio

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Il Capo-Console della Madonna Addolorata Emanuele Salvatore Barbara a seguito di comunicati diffusi on Line e da alcune testate giornalistiche, spiega quanto accaduto:

La mancata “Vutata” a Piazza Purgatorio.
Con l’intento di disperdere e sconfiggere qualsiasi polemica o soggettiva interpretazione:

Sua Eccellenza il Vescovo di Trapani non ha mai amato le “vutate”, vietando negli anni innanzitutto le suddette al cospetto del balcone del Vescovado – contrariamente ai suoi predecessori, che invece usavano rimirare il transito dei Sacri Gruppi da quello stesso balcone. Detto ciò, si evidenzia come nessuno abbia avanzato polemiche sulle volontà di Sua Eccellenza. – afferma il capo-console che continua dicendo –


In seguito alla succitata decisione, per il Vescovo ne segue un’ulteriore: scendere personalmente ed attendere ogni singolo Gruppo Sacro dinanzi la Cattedrale, a dedicarvi un momento di preghiera (in occasione di quest’edizione della processione, per ovvi motivi, un po’ prima del solito).

Si passa a precisare che, inoltre, stando alle direttive sottoposte in fase di riunione presso la Questura, si è deciso soltanto di evitare la vutata in questione (ricordando, nello specifico, i rischi a carattere penale per i legali rappresentanti dei Sacri Gruppi in caso di mancata osservanza delle dettate disposizioni) – proprio per non cadere vittime di sterili e futili polemiche del tipo “o Viscuvu sì e all’autri no” – e non contro il Vescovo, proprio perché a lui non fa differenza, in quanto ama stare ai piedi delle raffigurazioni.

La questione risulta limpida per noi così come lo è certamente per S. E. il Vescovo, con il quale ho già concordato un incontro al fine di evitare ulteriori filippiche dei tuttologi di turno, anche in virtù del fatto che già nel novembre 2017 il Consiglio Direttivo dell’Associazione Addolorata aveva discusso ampiamente sulla questione delle vutate personalmente con S.E. Proprio da tali presupposti deriva l’escludere attribuzioni ed accuse gratuite legate ad un divieto del quale la nostra Associazione condivide l’obiettivo, ma non il modo: non è logisticamente semplice gestire disposizioni giunte da parte della Questura in tempi così ristretti, ovvero a sole 24 ore dall’apertura della Settimana Santa.

Tanto si doveva per opportuna conoscenza, nel riconoscere a S.E. il Vescovo di Trapani la condivisione di modi e spirito, visto e considerato che talvolta, gli auto-definitisi anticlericali non sono altro che ignavi pronti a puntare il dito verso colui che rappresenta la Chiesa Trapanese!