Treni annullati anche ieri. Passeggeri abbandonati allo sbando, senza assistenza. Ritardi catastrofici di quasi tre ore per i viaggiatori pendolari per tornare a casa con i servizi sostitutivi di Trenitalia. Nuova giornata di ordinaria “follia” ieri sulla linea ferroviaria Marsala – Trapani. Cose che in un paese ottava “potenza” del mondo non sarebbero accettabili!

Da Marsala a Trapani, 30 Km in tre ore: il mio racconto

Partenza prevista da orario, ore 19:25. Pochi minuti prima, però, l’altoparlante della stazione ha annunciato che il treno che da Marsala doveva collegare il capoluogo Trapani non sarebbe arrivato, che era stato annullato. Dal “lancio” di un giornale online locale, TP24.it, apprendevo che un autovettura aveva colpito ed abbattuto un passaggio a livello nel tratto precedente della linea. Lo stesso altoparlante mi rassicurava: i passeggeri si rechino nel piazzale antistante la stazione dove è in partenza il servizio sostitutivo con un bus messo a disposizione da Trenitalia. Uscito dalla stazione, trovavo altri due ragazzi in attesa ma nessuna traccia del bus.

La stazione fantasma di Marsala

I minuti passavano e quella stancante attesa si protraeva. Il ragazzo, che con me condivideva l’attesa, era un pendolare e mi allertava: tutto normale, mettiti comodo che ci sarà da aspettare un bel po’. Sicuramente il suo avviso era il frutto di esperienza. Provavo a rientrare dentro la stazione di Marsala: il bar era già chiuso e non era presente alcun distributore automatico che potesse offrirmi qualche bevanda o un un qualche alimento. I bagni erano chiusi. Nessun tabellone elettronico era presente nella sala d’attesa per indicarmi i tempi di attesa del fantomatico bus sostitutivo. Nessun impiegato di Trenitalia era presente in stazione a darci assistenza.

Fatto buio, poco prima delle venti e trenta, la ragazza che attendeva con noi veniva prelevata da un amica giunta in auto da Trapani, distante appena 30 chilometri, per raggiungere la prevista destinazione. Nel frattempo l’altoparlante della stazione tornava a gracchiare: in italiano e pure in inglese, anche il treno delle 20 e 28 che sarebbe dovuto giungere da Trapani per proseguire per Castelvetrano è annullato. Un’altra ragazza e, poi, un altro ragazzo che erano giunti nel frattempo in stazione e avevano fatto il biglietto per quella destinazione parlano con qualcuno al cellulare e vanno via.

Ero isolato, nessun familiare poteva avere notizie di me e sapere perché stessi ritardando tanto. Il mio cellulare si era scaricato, ma nella sala d’attesa della stazione non trovavo alcun punto di ricarica. Finalmente, circa alle 21 e 15 l’ombra di un mini bus appariva davanti a me: era quella del bus sostitutivo di Trenitalia. A bordo un’altra decina di passeggeri, raccolti nelle stazioni precedenti. Alle 22 giungevo davanti la stazione ferroviaria di Trapani. A quell’ora, nel capoluogo, il servizio di trasporto urbano è già stato sospeso. Mi aspettano solo una trentina di minuti a piedi per arrivare a casa …

Questo il racconto di una giornata sulla linea ferroviaria Trapani – Castelvetrano.

Una giornata iniziata alle 16.01 col viaggio d’andata da Trapani a Marsala fatto a bordo di uno stipatissimo convoglio formato da un’unica automotrice Aln 668. Il mezzo, costruito a partire dal 1956 e fino all’inizio degli anni ottanta (il trapanese Aln 668.3024 risale a quest’ultimo periodo), è alimentato da un motore diesel ed è privo di aria condizionata (e, anche se siano solo a inizio maggio, si sentiva!). I 30 chilometri tra i due centri erano stati percorsi in appena 25 minuti (all’eccezionale velocità di 83 Km/orari).

La linea ferroviaria Trapani – Palermo è “sospesa” dal 2013

Devo precisare che mi è andata bene.

La linea Trapani-Palermo è chiusa per una frana dal 2013. Il giornale TP24.it ci assicura che i lavori di ripristino inizieranno entro il 2020: non è ancora conosciuta, tuttavia, la data di completamento e riapertura della tratta. Sembra che, in quell’ipotetico futuro in cui riaprirà la tratta ferroviaria, saranno cambiati anche i convogli e sostituiti con mezzi elettrici.

Anche sulla data d’inizio, in verità, non c’è da stare sicuri. La senatrice trapanese Pamela Orrù (PD), nel giugno 2017, dopo rassicurazioni del ministro Graziano Delrio (PD) e un incontro con RFI, aveva annunciato che i lavori sarebbero iniziati entro il successivo settembre 2017.

Il precedente non fa ben sperare: è del 17 febbraio 1956, infatti, l’interrogazione dell’on. Cuttitta al ministro dei trasporti on. Angelini per chiedere il raddoppio della linea ferrata Trapani-Palermo e la sua elettrificazione. Ancora oggi attendiamo la realizzazione di quanto chiesto all’epoca dal parlamentare.

Nel 2015, si calcolava in 6 ore e 14 minuti il tempo per giungere da Trapani a Palermo via Castelvetrano, vista la chiusura della tratta via Milo. Nulla mi sembra oggi essere cambiato per percorrere i poco più di 100 chilometri che ci sono tra le due città siciliane.

La Cisl, a febbraio 2014, in merito alla tratta ferroviaria Trapani-Palermo, denunciava: «Non si capisce come mai non si trovano le risorse per riaprire questa linea ferroviaria strategica per il collegamento delle due città. E’ giunto il momento, per evitare la completa desertificazione, di intervenire e dare risposte ai cittadini che si spostano per lavoro e studio».

Nel frattempo, altrove si parla di TAV

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