In campagna elettorale per le amministrative erano i più autentici sostenitori di Giacomo Tranchida a sindaco di Trapani, nessun problema a farsi fotografare insieme, come si vede dalla foto con accanto l’attuale presidente del consiglio Guaiana. Nessun problema per le loro provenienze politiche: Tranchida dalle file del PD, Guaiana dal centrodestra, l’on. Michele Rallo e l’ing. Giuseppe Bica, già Sindaco di Custonaci, notoriamente espressione della destra più estrema.

Le elezioni sono andate secondo quanto sperato, ma i nodi vengono al pettine. E sono proprio i due rappresentanti della destra a farli emergere. Non possono accettare che con il loro voto, e quello dei loro amici, il consiglio comunale approvi, prima una mozione, poi una delibera con la quale ai richiedenti suolo pubblico si fa obbligo di produrre una dichiarazione di accettazione di quanto previsto dalla Costituzione italiana al comma XII  delle disposizioni transitorie e finali sul “divieto della riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”.

E ancora, quanto previsto in applicazione di quella disposizione, dalla legge Scelba del 1952 e dalla più aggiornata Legge Mancino del 1993. Tutte leggi vigenti.

Già all’indomani dell’approvazione di delibera avevano minacciato il ricorso alle vie legali, facendo il nome dell’avvocato “chiarissimo, prof. Augusto Sinagra” al quale avrebbero dato mandato per far annullare da un tribunale la “disposizione <antifascista>”. Un paio di mesi di silenzio, ora ritornano sul problema e fanno di più: fanno una provocazione non tanto contro il Consiglio comunale che ha deciso, quanto contro il loro sostenuto Sindaco Giacomo Tranchida che deve  farlaapplicare. 

Hanno presentato infatti una richiesta di suolo pubblico per occupare uno spazio nelle adiacenze della Villa Margherita il 9 giugno motivato dal voler “raccogliere firme in difesa dell’art. 21, comma 1, della Costituzione che recita che  tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Fanno seguire alla presentazione della richiesta un comunicato stampa nel quale affermano di non avere volutamente presentato la dichiarazione di antifascismo perchè così verrà negata l’autorizzazione e avranno il motivo per ricorrere al Tar per l’annullamento della norma, minacciano che ci sarà un seguito: “prevista azione penale che avrà carattere clamoroso”. Confermano che daranno mandato per il ricorso al ” ch.mo prof. Avv. Augusto Sinagra”, che non è  soltanto docente universitario, ma  noto alle cronache giudiziarie per essere stato l’avvocato di fiducia di Licio Gelli, quello della loggia massonica P2,( secondo il giornalista Berizzi iscritto anche lui alla massoneria, Sinagra smentice) e sul piano politico, candidato nel 2018 alle politiche per Casa Pound, organizzazione fascista della quale sono in tanti a chiedere che venga messa fuori legge.

Questa la cronaca, alla quale aggiungere che sia Bica che Rallo non ebbero nulla da osservare quando Giacomo Tranchida, allora presidente del consiglio comunale di Erice, sottoscrisse insieme alla maggioranza del consiglio comunale una mozione, che venne approvata a maggioranza, copia di quella approvata a Trapani.

Reazioni. Scontata quella dell’ANPI durissima, come era stata già in precedenza la risposta con l’accusa agli autori di neofascismo e ricordando i valori della Resistenza. A Palazzo D’Alì, al momento, gli unici a reagire sono i consiglieri comunali Giulia Passalacqua, Dario Safina, Marzia Patti che si firmano ciascuno come “antifascista”. Definiscono la loro risposta a Bica e Rallo una riflessione: “l’art. 3 del punto 8 del regolamento dell’arredo urbano non prevede di abiurare alle proprie idee, ma semplicemente che chiunque faccia richiesta di suolo pubblico faccia la dichiarazione……che è in linea con i principi e le norme della nostra Costituzione e con le nostre leggi”.

Poi fanno una capriola a 360 gradi per chiedere ai due epigoni della destra: “ se davvero ci tengono al rispetto dell’art. 21 della Costituzione di preoccuparsi delle vicende delle ultime settimane……ci riferiamo al caso della docente Rosa Maria Dall’Aria di Palermo, o alla rimozione dei tanti striscioni di dissenso nei confronti dei provvedimenti del Ministro Salvini o ancora al sequestro di un telefonino di una persona che si era fatta un video con il Ministro criticandolo. Orbene non credono Bica e Rallo che sia questa la privazione di libertà di espressione”?

 E concludono: “infine, vorremmo sottolineare che proprio il sacrificio di tante donne e di tanti uomini che hanno combattuto per la libertà e per la liberazione dalla dittatura fascista ha permesso alle generazioni successive di poter esprimere liberamente ogni pensiero secondo il dettato dell’art.21 e dei valori sanciti dalla nostra Costituzione che appartiene all’intero popolo italiano”. Ma che prevede anche che non è permessa nessuna forma di apologia al fascismo.

                                                                        Aldo Virzì